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“The Sign of Rome”: il contagio del bello per far splendere di nuovo la Capitale – di Alessandro Pino

1 Mag

C’è un gruppo di illuminati imprenditori romani – attivi principalmente nel settore dell’arredo di alto livello e basati nella zona dei Prati Fiscali – che ha deciso di riunirsi in una associazione al fine di arginare attivamente il progressivo deterioramento del territorio di cui tutti viviamo quotidianamente gli effetti nefasti.  Tra leiniziative da loro promosse vanno ricordati la pulizia di via dei Prati Fiscali con lo slogan “Pulimose Roma” assieme a Retake Roma e l’intervento artistico dello scultore Andrea Gandini sui tronchi di alberi ormai defunti lungo la stessa strada. Gli incoraggianti risultati in termini di consenso e virtuoso contagio tra la cittadinanza  hanno convinto il gruppo di commercianti a rendere più ambizioso e vasto il loro progetto, estendolo a tutto il territorio capitolino. Per rendere 

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significativo il passaggio a un livello superiore hanno deciso di ribattezzare l’associazione, chiamata inizialmente “DeDesign”: è nata così “The Sign of Rome” , evocativo giuoco di parole tra Design e Sign (firma). L’associazione è presieduta da Farshad Shahabadi  ed è composta da Zarineh Tappeti, 197 Piermarini Design, Linea Gaggioli, Ruega Materassi, Elettrica Morlacco, Centro Musicale, Ad Arredo Design, Mobilnovo.

Alessandro Pino

Torna la perdita d’acqua su via Salaria interna a Settebagni

23 Apr

Era iniziato come un piccolissimo affioramento lungo il rattoppo risalente all’ultima riparazione, un paio di giorni fa. Domenica l’acqua già è tornata a bagnare un tratto di strada di una ventina di metri, sotto il ponte della ferrovia , all’altezza del supermercato MD. É giá la terza volta che la conduttura idrica sottostante fa registrare delle perdite.

Luciana Miocchi

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Un buon Natale a Roma dal ponte Nomentano

21 Apr

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In occasione del 2770 compleanno della città eterna, “Il carro dei comici” terrà il consueto incontro al ponte Nomentano, ove Gherardo Dino Ruggiero racconterà la storia dell’avamposto, narrerà le gesta dei tanti personaggi che lo hanno attraversato e i mille aneddoti di cui è a conoscenza. Appuntamento alle 15,30 nei pressi del ponte, per info 3387965614

LM

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Salaria a 30 all’ora dal GRA a Prati Fiscali nei due sensi di marcia

14 Apr

pubblicato su La Voce del Municipio del 14 aprile 2017

30allora* * *

Manto stradale dissestato sulla statale, un ricorso al Tar blocca il rifacimento

Salaria a 30 all’ora dal GRA a Prati Fiscali nei due sensi di marcia

Monta la protesta verso il provvedimento provvisorio fino a giugno

La sorpresa è arrivata di lunedì. A seguito di un’ordinanza del Comandante dei Vigili del III gruppo, la via Salaria da Prati Fiscali al Gra nei due sensi di marcia, a causa del dissesto della strada, è percorribile con un limite di velocità a 30 orari. Al momento si tratta di un provvedimento a termine, fino a giugno. Se volete provare l’ebrezza della velocità, invece, le rampe di accesso presenti sulla stessa, sono a 40, come già era previsto dal Cds, lì non si è ritenuto di dover intervenire. Non si tratta dell’unico tratto del Comune di Roma con simile limite ma è di certo l’unica via statale, arteria che porta automobilisti dalla provincia e da Rieti, che ha un tratto di circa 8 chilometri a tale velocità. E’difficilissimo rispettare il limite: si rischiano tamponamenti, insulti e colpi di clacson, nonché le sghignazzate dei ciclisti che per una volta sorpassano le auto di gran carriera. La fila infatti, si forma solo in determinati orari di punta. Come effetto collaterale, ora vi è anche il divieto di sosta, che le zone a 30 portano con sé. Ciò ovviamente espone al rischio multa, legittimo, chi parcheggia lungo la statale. Sono apparsi i primi autovelox mobili e le proteste sui social si sono moltiplicate. Il problema è che in alcuni punti l’asfalto ha ormai l’aspetto bombardato – anche se per altre strade altrettanto disastrate non si è provveduto nella stessa maniera – sono quasi dieci anni che non viene rifatto. Il provvedimento che stanziava i fondi, del 2015, a firma del Sindaco Marino, dapprima è stato rallentato dal Commissariamento in seguito alle sue dimissioni, poi una delle ditte che partecipò alla gara di appalto ha fatto ricorso al Tar, sospendendolo fino a decisione. Non resta che andare a passo d’uomo o aggirare la Salaria. Almeno fino a giugno.

Luciana Miocchi

La locomotiva E 444 “Tartaruga” del Museo di Pietrarsa – di Alessandro Pino

5 Apr

Secondo alcuni cultori dei treni d’epoca è uno dei pezzi più interessanti ospitati nel Museo Ferroviario di Pietrarsa (appena fuori Napoli): si tratta della locomotiva elettrica E 444 001 

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“Tartaruga” delle Ferrovie dello Stato. Oggi siamo abituati ai Frecciarossa o agli Italo da trecento chilometri orari ma quando uscì dalle officine di Savigliano debuttando nel 1967, le prestazioni del gruppo di cui fu capostipite (oltre 200 km/h con un convoglio passeggeri agganciato) erano assai rilevanti, in contrasto con il soprannome che le fu scherzosamente 

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imposto con un concorso interno alle Fs (l’animaletto stilizzato è visibile ai lati delle testate). Al suo viaggio inaugurale da Roma Termini a Napoli Mergellina parteciparono anche Aldo Moro e Oscar Luigi Scalfaro, allora rispettivamente presidente del Consiglio e ministro dei Trasporti.  Poi, dopo anni in testa ai treni su e giù per lo stivale, il triste oblio 

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dell’accantonamento in condizioni pietose e finalmente il restauro estetico che le ha ridato l’eleganza originaria (a parere di chi scrive mai eguagliata in seguito), con i colori blu orientale e grigio perla e la doverosa collocazione nel Museo di Pietrarsa (il cui allestimento originario fu curato dallo scomparso ingegnere Piero Muscolino).
Alessandro Pino

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La II edizione del Trofeo Internazionale Nashville Pinsa & Pizza Trophy 2017 va in trasferta a Sabaudia

3 Apr

17692275_10211095600899745_1696476137_oil 28 marzo si e’ concluso il secondo “Trofeo internazionale NASHVILLE PINSA & PIZZA TROPHY 2017”, organizzato da Abramo Fini e Anna Maria Marconi, pizzaioli campioni pluripremiati della bisteccheria pizzeria Nashville di via Monte di Casa e Franco Noia, patron del ristorante “DA FRANCO…e tutto il resto e’ Noia “che ha ospitato la manifestazione a Sabaudia.

La due giorni ha visto la partecipazione di circa sessanta concorrenti, impegnati a sfidarsi nella preparazione di pizze, pinse, calzoni, ripiene, nelle categorie teglia, pala, senza glutine, dessert, classica e con esibizioni spettacolari di pizza larga e free style. Dieci le nazionalità dei concorrenti: oltre che dall’Italia i concorrenti sono giunti da Romania, Georgia, Ucraina, Egitto, Francia, Spagna, Tunisia Marocco e Canada.

Presentatore Enrico Bianchini, anche coordinatore delle giurie.

In palio, oltre i trofei, attrezzature per pizzeria dell’azienda Lilly Codroipo, tre forni elettrici della ditta Rinaldi Superforni, quintali di farine della azienda Di Marco, pomodori DESCO, latticini Granarolo e altre aziende del territorio .

Con il patrocinio del Comune di San Felice Circeo, della Pro Loco di Sabaudia, le giornate di gara sono state occasione di formazione sul campo anche per gli operatori del servizio in sala e ai tavoli,  a cura dagli studenti dall’ Istituto Alberghiero di Pollena Trocchia e di Cave.

Qui sotto, i vincitori delle varie categorie:

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Luciana Miocchi

La sfilata di Francesca Falleti al Queen Klara apre la primavera di mondanità a Roma – di Alessandro Pino

1 Apr

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Con l’arrivo della primavera è iniziata la grande stagione della mondanità capitolina. Un posto di rilievo se lo è ritagliato a pieno titolo la serata organizzata il 31 marzo presso il centro benessere ed estetico Queen Klara di piazza Jacini 14 (a Vigna Clara, nel cuore di Roma Nord) che ha ospitato la sfilata di abiti della collezione prèt à porter primavera estate intitolata “Semplicemente Donna”, la prima 

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Applausi per Francesca Falleti

firmata dalla giovanissima stilista emergente Francesca Falleti. Due realtà differenti – quella della moda e della cura della persona – ma accomunate dall’avere al centro la bellezza e il benessere della donna (il centro Queen Klara è aperto comunque anche ai maschietti che vogliono gratificarsi al pari delle signore in un’ oasi di relax e percorsi personalizzati, dall’epilazione al make up a diversi tipi di massaggio fino all’haistyling, con personale altamente specializzato che include osteopata e medico cosmetologo). La sfilata degli abiti di Francesca Falleti, designer con alle spalle una solida formazione sartoriale – anticipata dall’esposizione dei capi durante la giornata –  ha ricreato un’atmosfera un po’ anni Cinquanta, con gli abiti indossati dalle modelle che sfioravano le ospiti come si usava nel passato più bello, in modo da apprezzarne meglio la fattura, le linee e i decori: si tratta di creazioni studiate per tutte le donne nelle occasioni più diverse,  soprabiti, abiti da giorno, da ufficio, da cocktail o da sera, in tessuti leggeri quali seta,  

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georgette e raso o i misti di lane pure e cashmere sfoderati per i soprabiti, sia in tinte vivaci e intonate alla stagione come i verdi acqua, acido o prato che nei classici bianco o nero con cui non si sbaglia mai. Francesca Falleti – che per la comunicazione si affida ai consigli della nota pr Barbara Molinario, direttore di Fashion News Magazine – .commenta così l’inizio della sua attività da imprenditrice (il suo atelier si trova nel quartiere di Ponte Milvio in via Riano 19): «Con le clienti cerco di instaurare un rapporto di stima e fiducia reciproca in modo da accontentarle sempre, anche con una semplice camicetta. Le osservo in strada, al supermercato o al ristorante e  vado in caccia di spunti e particolari per renderle eleganti e raffinate attraverso linee semplici e originali. Che abbiano sedici anni o novanta, ci tengo ad aggiungere un particolare che sia esclusivamente mio».
Alessandro Pino

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Andrea Gandini, lo scultore delle opere lignee di via prati Fiscali

17 Mar

Il racconto di una mattinata nello spartitraffico che è divenuto una galleria d’arte a cielo aperto

 

65gandiniInizio marzo, vengo a conoscere lo scultore ingaggiato dall’associazione DeDesign vita a ciò che resta degli alberi abbattuti nello spartitraffico di via di prati fiscali: il servizio giardini non ha la disponibilità per rimuoverli, così, l’unica alternativa alla loro presenza un po’ triste é quella di dargli una nuova vita. Le opere di questo ragazzo le avevo giá viste in via cola di Renzo e mi erano piaciute ma, pur avendolo incrociato, non avevo fatto caso a quanto giovane fosse. Invece qui, nel mezzo delle carreggiate, con il rumore delle auto in fila, inginocchiati sull’erba, il cielo che promette pioggia, davanti a un tronco rinsecchito ho tutto il tempo di osservarlo mentre con uno scalpello da sgrosso abbozza il primo dei suoi lavori. Parla mentre lavora, si ferma a spiegare e a ascoltare. E’ ancora un teen ager, ha diciannove anni Andrea Gandini, (qui la galleria fotografica del lavoro finito, foto di Alessandro Pino https://lucianamiocchi.com/2017/03/09/ecco-i-tronchi-rinati-dello-scultore-andrea-gandini-ai-prati-fiscali-di-alessandro-pino/romano, diploma di liceo artistico e una passione per la scultura su legno. Ha cominciato due anni fa nel garage di casa. I primi rudimenti li ha appresi a scuola, con la modellazione della creta ma per il resto é un autodidatta. Gli piace definirsi artista di strada, perché da quando é uscito dal suo garage ha scoperto che stare tra la gente mentre lavora gli piace molto. Delle sue opere dice che vengono accolte sempre molto bene dai cittadini, perché porta creatività in un oggetto che per definizione é morto. Ci tiene a ribadire che lui opera solo con tutte le autorizzazioni a posto, la burocrazia vuole i suoi rituali.

Bastano pochi minuti per capire cosa intenda questo ragazzo che ha giá ricevuto commesse di una certa importanza, come quella per un grande albergo di Grottaferrata, alta ben venti metri: tranne che per un brevissimo periodo, non siamo mai stati soli, gruppetti di curiosi vengono a vedere, a chiacchierare, a ringraziare perché di sculture nuove ormai in giro se ne vedono poche. Arrivano anche i rappresentanti dell’associazione dei commercianti che ha deciso di riqualificare la zona in cui lavorano, convinti che pulizia e un pizzico di bellezza faranno bene al quartier e alle attività. Nel frattempo, apprezzamenti giungono anche dalle persone alla guida delle auto che rallentano per la fila. Vengo via con un animo sereno come mi capita raramente. L’arte attira attenzione e rispetto, merita di esistere anche qui, in periferia.

(articolo pubblicato su La Voce del Municipio, numero di Marzo 2017)

Luciana Miocchi

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Settimana senza pace per la rete idrica nel quadrante Bulafotta-Cinquina

24 Feb

Roma Capitale, III Municipio

Già lunedì 21 febbraio, dopo alcuni giorni in cui l’acqua correva liberamente sul manto stradale e un maxi tamponamento causato dal fondo sdrucciolevole, l’Acea aveva dovuto sospendere durante la giornata la distribuzione dell’acqua per consentire un intervento di ripristino in seguito alle rotture della rete idrica e fognaria locale, le cui perdite avevano portato ad allagamenti e sconnessioni sulla via Bufalotta, davanti l’Isola Ecologica Ama, in un tratto appena rifatto completamente perchè Terna ha interrato un cavo elettrico e vi sono stati lavori per la fibra. L’annuncio del disagio, per altro, apparso solo sulla pagina Facebook Movimento 5 Stelle Roma  III Municipio e non in nessun altro sito istituzionale, nemmeno quello di Acea, aveva creato parecchia polemica sui social, con i residenti sul piede di guerra per non aver avuto modo di predisporre le opportune scorte, stante che la perdita era stata segnalata varie volte. seguito. Nemmeno ventiquattro ore dopo, una fontanella pubblica in via Elias Canetti16649582_10212874501965734_8427611915631744071_n si è trasformata in uno spettacolare Geyser, arrivato fino a quattro metri di altezza prima che una squadra di operai non intervenisse, a distanza di quasi due giorni dalle segnalazioni, chiudendone semplicemente il flusso, a quanto denunciato da Manuel Bartolomeo, ex consigliere municipale, che sul suo profilo fb ha postato le foto delle condizioni del “nasone”.

Un altro giorno e un’altro potente zampillo, sempre Cinquina, via Muscetta, questa volta. Bartolomeo a questo punto posta un video, chè una semplice foto non avrebbe reso la spettacolarità del getto causato dal guasto (vedi qui https://www.facebook.com/bartolomeomanuel?fref=ts ). Questa volta, intervento tempestivo. Dopo poche ore sul marciapiede rimane un cono rosso. 16806700_10212876525416319_6001317486732227782_nUn passante chiarisce il mistero: non si è trattato di una fontanella dispettosa ma di un idrante di servizio dei Vigili del Fuoco, saltato per la pressione.

(si ringrazia Manuel Bartolomeo per le immagini)

Luciana Miocchi

Donano serenità le Befane solidali in Terzo Municipio – di Alessandro Pino

2 Gen

Arrivano con l’Epifania due iniziative di solidarietà organizzate da realtà legate al territorio del Terzo Municipio: il 6 gennaio dalle dieci di mattina fino alle tredici e trenta in piazza Porro Lambertenghi  (zona Ateneo Salesiano) si svolgerà la quarta edizione de “La Befana del Dono”, raccolta di giocattoli, vestiti e libri donati dai bambini e destinati alla associazione 

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Salvamamme, attiva nel sostegno di madri in condizioni difficili. Contestualmente si terrà una pesca di beneficenza per la raccolta fondi della Croce Rossa Italiana in favore delle vittime dei recenti terremoti nel Centro Italia. I piccoli partecipanti saranno accolti dalla Befana e intrattenuti  da animatori, inoltre verrà allestito un rinfresco dolce e salato offerto dagli organizzatori: Assoter, Zampettiamo, Cri, Territorio e Servizi, Attivamontesacro, WikiGym e CdQ Porro Lambertenghi.  La mattina successiva invece, nel carcere di Rebibbia saranno distribuite calze piene di dolci ai figli degli operatori  della struttura, per iniziativa del Comitato Indipendente Val Melaina e della associazione Agorà in collaborazione con Solidarietà Bikers.
Alessandro Pino

Escursione per i bambini alla Marcigliana il 28 dicembre – di Alessandro Pino

26 Dic

Una serie di escursioni della durata di qualche ora in contesti naturali di grande bellezza nei dintorni di Roma, destinate ai bambini tra i 3 e i 13 anni: è il progetto “Into the Wild” messo a punto dalla A. C. Neverland con l’idea di stimolare l’espressione della emotività evocata dal contesto naturale immergendoli in una atmosfera fantastica e fiabesca. Sulla 

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preparazione dello staff organizzatore si può stare tranquilli: i gruppi saranno accompagnati da esperti in educazione all’aria aperta, un coordinatorie e almeno un soccoritore sanitario. A garanzia della bontà dell’iniziativa basterebbe dire che la presidente della Ac Neverland è Deborah Evangelisti, la giovane maestra che vinse il “Premio Montesacro” per aver salvato la vita a una bambina rimasta vittima di soffocamento. La prossima escursione si svolgerà il 28 dicembre nella Riserva Naturale della Marcigliana (Terzo Municipio della Capitale). Per informazioni e prenotazioni si può scrivere alla casella acneverland@libero.it oppure telefonare al 3805318441.
Alessandro Pino

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Shifting_Mutevole al Teatro Tordinona

19 Dic

shifting_mutevoleShifting Mutevole, musiche moderne di F. Paniccia, suonato da Francesco Paniccia alle tastiere e sintetizzatore e Daniele Martongelli alla batteria elettronica è andato in scena il 5 dicembre al Teatro Tor Di Nona. La piccola sala ben dispone ad un ascolto concentrato, con una buona acustica nonostante al di la del muro scorra il traffico del lungotevere. Quasi un mondo irreale, ideale per lasciare la mente libera di catturare qualunque sfumatura.

Il concerto si apre con suoni dalle suggestioni pinkfloydiane: misteriose, oniricamente elettroniche. Le luci di scena, verde acido e rosso fuoco, sottolineano un ritmo martellante che si placa in una composizione più tranquilla e armonica.

I vari scenari dello spettacolo si susseguono ognuno con una caratteristica ben riconoscibile: luci e armonie mai scontati, colpi di batteria come i battiti cardiaci di una vita che corre sull’autostrada di un tempo impossibile da fermare. Atmosfere di foresta pluviale tropicale, con un’umidità metafisica che sembra di poter respirare. Blu e rossi in atmosfere metropolitane. E ancora, battiti notturni quieti e pacificati. Per chiudere così come è iniziato, nella chiusura di un cerchio perfetto che potrebbe essere una giornata o anche una vita.

A conclusione della performance, il Maestro Paniccia ha speso alcune parole per presentare la sua composizione, anche se si capisce subito che lui è molto più a suo agio con le mani su una tastiera, più che intorno a un microfono. Si scopre così che si tratta di un “progetto di concerto” con varie declinazioni: quella andata in scena al Teatro Tor di Nona è la versione solo musicale, mentre al Teatro Greco, qualche settimana fa il pubblico ha potuto assistere a una rappresentazione completa, con la partecipazione de La Piroetta Dance School, la compagnia Aleph e le coreografie di Paola Scoppettuolo,  quest’ultima ha ricevuto in questi giorni il premio Aurell Millos come migliore coreografa di danza contemporanea, indetto dal Giornale della Danza (http://giornaledelladanza.com/home/2016/11/danza-sotto-le-stelle-di-natale-2016-decretati-i-premiati-aurel-milloss-xvi-edizione/ )

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Quella che segue è una breve intervista al talentuoso ma schivo compositore dal cappello perennemente calcato in testa mentre suona – che rimanda al pubblico una scheggia di mistero e quel po’ di aria tenebrosa che non guasta mai

 Quanto ci è voluto per comporre tutti i pezzi dello spettacolo?

I brani del concerto Shifting_Mutevole sono stati composti in un arco temporale di circa due anni (2015/2016), più volte rielaborati ed ampliati, e risentono molto del lavoro e della ricerca che ho svolto nell’ambito della danza contemporanea e del teatro danza (con la compagnia Aleph di Paola Scoppettuolo); soprattutto per quel che concerne l’utilizzo dell’elettronica e della parte ritmica e percussiva. Cosa che ho cercato di fare anche nella colonna sonora di Soliloquio2023.

Come si è evoluta la sua carriera artistica?

Nasco come pianista classico e ho composto, per anni, molti brani, anche moderni, totalmente legati all’uso pianoforte, alle mie abilità e i miei gusti pianistici, stando sempre molto attento alle dinamiche del suono e alla purezza delle forme. Ho iniziato a “sporcarmi”, lavorando sulle contaminazioni da ciò che è altro da me, negli ultimi anni ed è stato un punto di svolta. Questo mi ha portato ad aprirmi alle situazioni acustiche più disparate: le voci, i rumori, l’elettronica, l’utilizzo di altri mezzi espressivi dai sintetizzatori agli strumenti etnici, all’uso in chiave musicale di oggetti del quotidiano, giungendo alla fusione di mondi all’apparenza antitetici ma in fondo totalmente complementari.

Qualche parola su Shifting?

Tengo molto a questo concerto in duo con Daniele Martongelli, un percussionista bravissimo, un musicista vero perché ritrae molto bene quello che è accaduto. Io e Daniele veniamo da mondi totalmente opposti, con esperienze ed ascolti alle spalle differenti. Lui ha una estrazione pop/rock ed elettronica, io, invece, vengo da Bach, Rachmaninov e Chopin. Il mio minimalismo contemporaneo, che ha echi comunque classico/romantici, in unione al suo utilizzo rock, selvaggio e viscerale delle percussioni  offre uno spaccato molto autentico e vero dei nostri rispettivi linguaggi, diventando a sua volta un linguaggio nuovo. Il finale è’ un cerchio che si chiude … dopo la mutazione, l’ordine, il caos, le emozioni, la vita e tutto ciò che la musica sola può dare, si ritorna alla vita o alla morte, all’inizio … forse un finale o forse un inizio nuovo. Sarà stato un sogno? La vera vita?

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(Si ringrazia Silvio D’Antonio per alcune delle foto)

Luciana Miocchi

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Arriva la RivOluziOne PoP alla Galleria Restelloartco

12 Dic

Si terrà il 14 dicembre, con apertura alle 18, il vernissage di “Rivoluzione Pop”, la mostra che dal  15 dicembre 2016 al 31 GENNAIO 2017 presso la Galleria Restelliartco, in via Vittoria Colonna nr 9.

“Nell’Arte del ‘900 ritroviamo un certo risveglio dei sensi con la sua creatività ribelle ed innovativa, rompendo senza soluzione di continuità con la tradizione artistica delle vecchie accademie a tutti i livelli di significato, di forme e di funzione estetica. Poiché l’arte contemporanea sin dalle sue origini si è sempre rifatta ed è sempre stata influenzata dallo spirito magico e selvaggio di una certa creatività primitiva, espressioni primarie di segno e gesto allo stato puro. Il mondo affascinante e tutte le forme della Pop Art invadono gli spazi della Galleria Restelliartco.

Un racconto cominciato circa cinquant’anni fa che continua a coinvolgere ed influenzare ancora oggi il pubblico. “Rivoluzione Pop” propone un viaggio attraverso tutta l’evoluzione della Pop Art Nazionale ed Internazionale a partire dagli anni sessanta quando il movimento iniziò a sperimentare una nuova visione estetica del mondo. Una grande mostra che intende fornire una lettura articolata e innovativa delle vicende che hanno portato alla nascita e alla diffusione di questo nuovo modo di concepire l’arte. Partendo dagli oggetti simbolo del più egocentrico del gruppo Pop americano Andy Warhol come: “Silver Coke”, “Campbell Soup” e “Brillo Box”, al più nostalgico Roy Lichtenstein che tramite il suo raffinato senso della composizione, riesce a  riportare nelle sue opere l’infanzia di un universo lontano, così come gli eroi, gli aviatori di guerra e le fanciulle romantiche piangenti, passando per il romanticismo di Robert Indiana con la serie degli arazzi “Love”, terminando con il  social-cultural del graffitista Keith Haring.

Il percorso si estende arrivando appunto all’influenza trasmessa ai nostri artisti italiani, pienamente in sintonia con le analoghe esperienze maturate in ambito internazionale e al tempo stesso linguisticamente autonoma rispetto ai modelli statunitensi ed europei del periodo. In mostra i “Pesci”, i televisori e i “Futuristi” di Mario Schifano, gli “Half Dollar” di Franco Angeli, i “Paesaggi”  di Tano Festa, “Latte” di Cesare Tacchi, le composizioni in carboncino di Jannis Kounellis successivamente poverista, finendo con i profili d’argento dell’unica donna del gruppo Giosetta Fioroni.

La mostra rivela le tendenze stilistiche di quel periodo, il riflettere sui temi dello schermo e dell’oggettualità della pittura, tendenze che portarono alla nascita di un nuovo gruppo noto come La Scuola di Piazza del Popolo. A completare il percorso le opere più significative dei successivi personaggi entrati nel gruppo come: i legni di Mario Ceroli, i “Gesti Tipici” di Sergio Lombardo  e gli oggetti in metacrilato di Gino Marotta. Ma ciò che rende questa mostra un autentico unicum, irripetibile nel panorama espositivo è la partecipazione di artisti stranieri come Yasumasa Morimura con la serie delle “Polaroid” travestito da Michael Jackson, Mattew Barney con “Cremaster 5”, e l’incontro di due vecchi amici Tony Oursler con una scultura parlante e Mike Kelley con un inedito lavoro fotografico. La mostra si conclude con un obbiettivo puntato anche alle nuove tendenze del contemporaneo includendo generazioni ultime sempre di matrice poppism, Silvano Tessarollo con i coloratissimi lavori in cera, la gestualità pittorica di Daniele Galliano, Elisabetta Benassi con la serie fotografica “Astronauti” e il nipponico surreal pop Hirotsugu Aisu con le sue sperimentazioni in HTML.

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L’angolo della riflessione: La bufala come punto di riferimento – di Giulia Scacco

21 Nov

15094986_10211239233926859_1356456963961267613_n-1Come cambiano rapidamente gli umori, la sensibilità pubblica, le parole. Abbiamo da poco onorato il mito del fact-checking, l’idea di un riscontro puntuale e meticoloso della veridicità delle affermazioni divulgate da un politico, ma adesso stiamo sprofondando con rapidità inesorabile nella «post-verità». Secondo gli Oxford Dictionaries «Post Truth», post-verità, è diventata l’espressione chiave di un anno che ha conosciuto una dopo l’altro, secondo una sequenza da brivido, la sorpresa Brexit e la sorpresa Donald Trump. E cosa accomunerebbe le due sorprese? La scoperta che il consenso di massa è sempre più incardinato su informazioni non veritiere, se non deliberatamente falsate, e che però vengono considerate vere malgrado la loro dimostrabile infondatezza. Dimostrabile, se si perdesse tempo e fatica per verificarne la natura fallace o menzognera. Invece è sempre più diffusa la tendenza a non chiedere alcuna dimostrazione. Chi la spara grossa vince, la politica post-fattuale celebra i suoi trionfi. La democrazia diventa prigioniera di qualcosa che contraddice la massima di ogni politica democratica: «conoscere per deliberare». Deliberare. Ma conoscere? La politica è sempre più impastata di suggestioni, impressioni, qualcosa che richiama emozioni e rancori, pregiudizi e simboli, ma poca, scarsissima fattualità. Sarebbe buona cosa che non si facesse un uso militante della nozione di «post-verità» dipingendola come monopolio esclusivo dei cosiddetti «populisti».

Ma non c’è dubbio però che siano i movimenti antisistema a sentirsi a proprio agio nei vapori della politica «post-verità». E c’è una ragione politico-psicologica per questo squilibrio: il complottismo antisistema si fonda sul sospetto gridato come fosse verità negata che le forze del «sistema» occultino per i loro loschi interessi i fatti «veri». È il «sistema» che nasconde la pericolosità dei vaccini, è il sistema che non vuole ammettere, schiava dei luridi interessi farmaceutici, che il bicarbonato curi il cancro. È il sistema che racconta la «menzogna dell’11 settembre». Si crede alle colossali falsità dei politici populisti perché si vuole credere in una verità alternativa a quella ufficiale. È questo il veleno culturale che circola nella politica di massa del ventunesimo secolo, perché il supporto di Internet e dei social, oltre a dare una meravigliosa pluralità di informazioni a portata di mouse, satura la Rete di una quantità enorme di informazioni false, distorte, o addirittura inventate di sana pianta. Ecco il trionfo della post-verità. A essere sfidata è la politica ma anche il sistema dei media, che dovrebbe moltiplicare i suoi sforzi di accuratezza nel racconto dei fatti, ma troppo spesso non lo fa, lasciando spazio alla «post-verità».

Giulia Scacco

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Una passeggiata in centro a Roma, un vernissage e una nuova collezione di borse

10 Nov

locandinaPer chi oggi si trova a Roma e vuole passare un pomeriggio diverso, unendo una passeggiata in centro, una bella mostra di quadri di Vera Macht e sbirciare la collezione invernale di borse di Alessandro Giada, c’è un appuntamento da non perdere

Il vernissage di Vera Macht,  pittrice tedesca che vive a Roma dal 1941, dove ha frequentato l’accademia delle belle arti, ospitato nei locali della Boutique di Alessandro Giada in via della Vetrina nr 3, a due passi da piazza Navona, aprirà i battenti alle 17. Filo conduttore, il colore e le forme geometriche delle borse accostate alla fluidità delle linee dei quadri. Moda  e arte, centro cittadino, mostra e esposizione. Fino alle 21. Ingresso libero.

 

Muay Thai: l’arte delle sei braccia trova l’eccellenza a Roma – di Alessandro Pino

6 Nov

In una piccola palestra a conduzione familiare nella periferia est della Capitale, tanto diversa dai fitness center faraonici e fighetti che oggi vanno di moda, si allena un gruppo di atleti anche di livello nazionale che praticano una delle arti marziali più antiche e dure: la Muay Thai, 

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conosciuta dal grande pubblico come boxe thailandese (anche grazie a fortunate pellicole cinematografiche). «È detta anche “arte delle sei braccia” – precisa il maestro Roberto Caporuscio in una pausa dell’allenamento presso la A. S. “Le Arti” – perchè si usano mani piedi ginocchia e gomiti e c’è anche il clinch, il corpo a corpo, anche se viene usato più in Thailandia. La parte superiore è quella della boxe con i gomiti in aggiunta, la guardia è alta anche se io che ho anche il titolo di tecnico di pugilato preferisco una impostazione più pugilistica. Con le gambe si colpisce usando la tibia e il calcio non è frustato ma affondato con il bacino». La Muay Thai è adatta anche per la difesa personale anche per le ragazze e infatti il gruppo allenato dal maestro Roberto è composto anche da loro: «Rispetto ai ragazzi curano più l’aspetto tecnico ma se l’insegnante è attento spinge anche i maschi in quella direzione, ai miei dico sempre che è quello l’importante, non il massacrare una persona. Le lezioni si tengono tre volte a settimana, circa un’ora e mezza ciascuna. Ognuna cura determinati 

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aspetti, sia tecnici che di   potenziamento fisico:facciamo dieci minuti di preriscaldamento, poi la parte piu intensa per  tutti i muscoli del corpo e poi la parte aerobica mirata alla resistenza, proseguendo con la parte tecnica e infine lo stretching. Altre sono dedicate a un avvicinamento all’incontro vero e proprio».
Si comprende dunque l’importanza di essere seguiti da un insegnante qualificato: «Ho iniziato praticamente che ero un ragazzo – prosegue il maestro Caporuscio – ho conosciuto la storia della Muay Thai apprezzandone la storia che c’è dietro e con il tempo l’ho praticata a livello amatoriale prima e successivamente agonistico, maturando diverse esperienze e cercando sempre di migliorarmi sia come insegnante sia a livello di conoscenza dell’arte vera e propria. Con il tempo ho capito che ero più portato a diventare insegnante e mi sono allenato duramente però sempre con l’obiettivo di trasmettere quello che avevo imparato. Dopo tanti anni e corsi di perfezionamento ho avuto modo di lavorare in alcune palestre dove ho 

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accresciuto la conoscenza anche a livello psicologico dei ragazzi, al quale ho sempre tenuto molto: quando hai allievi che partono dagli otto anni arrivando fino quasi ai sessanta devi capire molti aspetti. Poi la palestra dove insegnavo ha chiuso ma subito ho conosciuto As Le Arti e il proprietario, il maestro Manolo Salvati, una grande persona con cui abbiamo instaurato un rapporto di fiducia e collaborazione. Ho portato qui i miei ragazzi e da allora ho continuato in crescendo. Sono circa cinque anni che siamo qui, ci troviamo benissimo, è un bel gruppo affiatato. Lavoriamo con la finalità di crescere insieme a livello agonistico, io professionale e come gruppo perchè è importante non solo il discorso sportivo. I ragazzi i danno uno stimolo e un ritorno perchè ne sono arrivati sempre nuovi senza perdere i più anziani, segno che si trovano bene. Nel 2014 abbiamo raggiunto dei bei risultati perchè abbiamo preso due titoli italiani sia femminile che maschile, un interregionale e anche l’anno scorso 

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abbiamo ottenuto buoni risultati. Nel tempo ho seguito vari stage con molti insegnanti ricevendo gratifiche importanti da persone a livello di federazione pugilistica italiana». E per il futuro che progetti ci sono? Conclude il maestro Roberto Caporuscio: «Continuiamo su questa strada cercando di migliorarci: assieme agli amici Turithai Pookakupt (campione del mondo Wmf e insegnante al National Stadium di Bangkok) e Alessandro Merlotti abbiamo creato la Ram Muay Pookakupt Academy».

Alessandro Pino

La palestra A. S. Le Arti si trova a Roma in via Foglianise, 50/54 (zona Colle Prenestino) – per informazioni telefono 328 3066218

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Riccardo Corbucci, dal III Municipio a coordinatore del forum della legalità del Pd Roma. 

27 Ott

13173253_10153545301856272_1162402719043901802_oIeri si è tenuta, presso il circolo Pd dei Parioli la prima riunione del Forum per le legalità del Pd Roma, di cui è stato nominato coordinatore Riccardo Corbucci, ex presidente del consiglio Municipale di Roma Montesacro.

Dopo il terremoto delle dimissioni controverse del Sindaco Marino, il commissariamento del partito e una classe dirigente tutta da ricomporre, il Pd sembra aver imboccato un nuovo corso, quanto meno diverso, con l’intento di tornare un interlocutore credibile sulla scena cittadina. Di seguito, l’intervista con l’esponente dem, che dopo l’esperienza municipale sembra decisamente proiettato verso una dimensione più ampia.

Recentemente è stato nominato coordinatore del Forum Legalità del Pd Roma, cosa significa?

Il Pd di Roma, in attesa del congresso che ci sarà a febbraio 2017 e che metterà fine al periodo di commissariamento, si è dotato di forum tematici, aperti a tutti, che si occupino di ascoltare idee ed elaborare strategie e proposte per affrontare le questioni più urgenti della città. A me è stato affidato il compito di coordinare il forum sulla legalità, un tema che mi è sempre stato molto a cuore e che cercheremo di declinare nelle sue molteplici sfaccettature.

Le vicende di Roma Capitale hanno influito sulla decisione di istituire un forum sulla legalità?

Per quanto riguarda la mia esperienza politica, la legalità è sempre stata al primo posto. Non si possono compiere scelte politiche, senza tenere in considerazione il diritto, che è il fondamento del nostro vivere civile. A Roma, come in altre parti del nostro Paese, più volte la politica ha creduto di poter fare a meno della legalità. Non sto parlando della corruzione negli appalti pubblici o dell’inchiesta di Mafia Capitale a Roma, che pure hanno dimostrato come ci siano in tutti i partiti le mele marce. Mi riferisco invece ad un certo modo di fare politica, che va di moda anche in questi giorni, che porta gli amministratori a compiere atti, talvolta persino in buona fede, che tuttavia non sono compatibili con il rispetto delle leggi e delle norme.

Può fare qualche esempio pratico?

erto. In questi mesi i cittadini sembrano apprezzare quei politici che rispondono sui social e magari con la telefonata giusta al dipendente dell’Ama, provvedono a spazzare la strada o il marciapiede segnalato. Il tutto viene poi documentato da fotografie, che mostrano il lavoro fatto su chiamata diretta e che ricevono molti “like”. Ecco non tutti magari sanno che oggi l’intervento di quel politico potrebbe configurarsi in una fattispecie di reato ben precisa, che si chiama “traffico di influenze illecite”. Non è più necessario che ci sia uno scambio di denaro, perchè si può facilmente presupporre come la merce di scambio, per ottenere un servizio di cui avrebbero diritto tutti i cittadini, ma che ricevono soltanto quelli che conoscono il “politico” giusto, possa essere il voto in cabina elettorale.

Ma è paragonabile il politico che ruba con quello che cerca di risolvere un problema, seppur fuori dalla regole? 

Questo è il punto cruciale. Dobbiamo affrontare il tema della legalità nel suo complesso e non aspettare la catarsi che ogni decennio arriva sotto forma di inchieste giudiziarie. Dobbiamo chiederci la ragione, per cui dopo Tangentopoli, ci siamo ritrovati con altri scandali, fino ad arrivare ai processi in corso di Mafia Capitale. Il problema non sono soltanto i politici o gli amministrativi che rubano. Quelli sono ladri comuni, la cui unica peculiarità è quella di rubare a tutta la collettività e non al singolo cittadino. La questione è mettere al centro della discussione politica nazionale e romana un tema non più rinviabile. Bisogna essere in grado di risolvere i problemi delle persone, adottando provvedimenti che siano giuridicamente inattaccabili. Per farlo c’è bisogno di una classe politica onesta sicuramente, ma assolutamente preparata. Quando si mette la legalità al primo posto, si rischia quasi sempre di colpire poteri e interessi consolidati. Per farlo, quindi, c’è bisogno di comprendere appieno cosa si stia facendo. Saper leggere un bilancio, comprendere una citazione del tribunale o un ricorso al tribunale amministrativo, non possono essere degli optional per chi vuole fare politica, ma le credenziali con le quali ci si candida. Anche qui l’esempio di vita aiuta a capire meglio. Quando stiamo male cerchiamo un medico bravo, di esperienza e che abbia una buona fama. Non andiamo dal seppur in gamba studente universitario. Questo principio va applicato anche alla politica.

Hanno messo lei, che ha denunciato in passato gli scandali dei Mondiali di Nuoto e della Protezione civile. Insomma hanno scelto uno che parlava di questi temi, anche quando a Roma erano in pochi a farlo.

Faccio il coordinatore di un gruppo di persone, che nei loro campi hanno sempre messo la legalità al primo posto. Ringrazio certamente chi sta cercando di far emergere una classe politica onesta e preparata. Nel Partito Democratico di Roma ci sono migliaia di persone perbene, che possono dare un grande contributo per far ripartire la città e che con umiltà chiedono scusa ai romani, anche per colpe che non sono loro. Il compito della politica e dei partiti deve tornare ad essere quello di far emergere le persone oneste e preparate, non quelle che sono più capaci ad accaparrararsi le risorse, distribuendo in cambio favori. Tuttavia le energie che ci interessano ancora di più sono quelle delle tante persone che hanno perso fiducia nelle istituzioni. Sono i tanti che hanno scelto di non andare a votare, perchè non ne potevano più di dover ammettere, dopo poco tempo, ho sbagliato a votare quel Sindaco. Dobbiamo tornare a meritare la fiducia di quei romani, che sono la stragrande maggioranza. 

Il sistema politico amministrativo di Roma è un paziente terminale o ha ancora speranza di riprendersi?

Roma ha toccato il fondo. Purtroppo il cambiamento promesso dal M5S si è arenato fin dai primi passi. Bisogna sicuramente dargli tempo per governare, tuttavia chi fa opposizione ha già il diritto di poter far notare come non si sia rotto con il sistema del passato. Lo si capisce bene nella scelta e nella strenua difesa di assessori, come Paola Muraro, il cui passato è legato ai personaggi che contavano in Ama all’epoca di Alemanno o di collaboratori del Sindaco come Salvatore Romeo o Raffaele Marra. Quelli che professavano la trasparenza e volevano lo streaming, adesso si riuniscono sempre a porte chiuse. Quelli che contavano i minuti di presenza nelle commissioni, non riescono a scorgere gli abnormi conflitti di interessi dei loro assessori. Roma non avrebbe meritato di dover scoprire anche il volto più conservatore del M5S. Per questo il forum legalità del Pd Roma dovrà occuparsi anche di far emergere queste contraddizioni, lavorando per costruire le proposte politiche che possano contribuire a restituire dignità alla nostra città.

Luciana Miocchi

Via Villa di Faonte tra chiusura e riapertura (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino e Luciana Miocchi

12 Ott

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Coincitata commissione dei lavori pubblici su via di Faonte chiusa al traffico per uno smottamento. Duro sfogo della consigliera Giordana Petrella (Fdi) al termine della riunione. La strada dovrebbe riaprire in giornata

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Nella giornata dell’11 ottobre, un post della consigliera Giordana Petrella dava notizia della seduta della commissione Lavori Pubblici, da lei richiesta la settimana precedente circa la  la chiusura di Via di Villa Faonte, a causa di uno smottamento.

In sintesi: gli Uffici intervenuti (Ufficio Tecnico e Vigili) hanno riferito che i VVFF dichiarano di non essere la parte preposta a dover autorizzare la riapertura in questione.
L’Ufficio tecnico, dopo un sopralluogo effettuato nella giornata di ieri e dopo che i rilevamenti di ACEA hanno scongiurato perdite di qualsiasi genere, dichiara che insieme al Comandante dei Vigili del III Gruppo si potrebbe intanto procedere alla riapertura della strada, delimitando però la parte del marciapiede dove si è verificato lo smottamento.”
La sottoscritta, considerati i gravi disagi di viabilità, considerati i danni subiti dai residenti e dai commercianti che hanno visto gli introiti delle loro attività diminuire drasticamente, per accelerare la risoluzione del problema, ha richiesto in modo ufficiale che l’Assessore ai LLPP si adoperi affinché entro due giorni al massimo si riuniscano gli uffici preposti per procedere alla riapertura della strada.
Qui però viene il bello.
Vista la disponibiltà degli Uffici alla riapertura, mi sembrava il minimo chiedere un incontro immediato tra le parti.
L’Ass. municipale Brescia inizia però una disquisizione sulla necessità dell’intervento di un geologo, io rispondo che mi sta bene e chiedo come mai, visto che spetta al municipio chiamarlo, dopo due settimane di chiusura non lo abbia ancora fatto. L’AssessorA a quel punto risponde che l’intervento avrebbe un costo alto e che quindi sarebbe meglio chiamare il costruttore per farsi dare una copia delle ispezioni geologiche che sicuramente lui ha.
Solo che lei non sa chi sia il costruttore e quindi ancora non ha proceduto in tal senso.
Cosa?????????????????????????????????????????????
Dopo due settimane che la strada è chiusa non ti sei neanche interessata di andare a cercare il nome del costruttore per avere informazioni che per te sono necessarie alla risoluzione del problema???????
Non sei stata capace di alzare il telefono e chiedere alla segreteria dell’Ufficio Tecnico il nome e il numero di telefono????
Mi ha risposto che non esiste solo il problema di Via di Villa Faonte……..
Potete immaginare cosa sia successo a quel punto, ci mancava poco che ribaltassi il tavolo!
Mi hanno sentita fino al terzo piano.
Peccato che non ci fosse il famoso streaming che tanto piace ai grillini!!!
Lo avete capito che tutto questo non è un gioco?????
Lo avete capito che dovete amministrare un municipio????
Lo avete capito che la chiusura di quella via comporta la congestione di una viabilità già allo stremo???
Lo avete capito che i piccoli commercianti non vendono più di 5 caffè al giorno????
SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!

PS L’assessore in questione è la stessa a cui abbiamo inviato una nota non troppo cordiale la scorsa settimana visto che viene invitata in commissione trasparenza e puntualmente non si presenta, avvertendoci soltanto a un paio d’ore dall’inizio della riunione.

Immediati e copiosi i commenti a corredo del post, ripubblicato in diversi gruppi.

Contattata l’assessore municipale ai Lavori Pubblici, Patrizia Brescia, la stessa non ha ritenuto di dover commentare quanto scritto dalla consigliera Petrella ma si è limitata a dichiarare che “dovrebbe riaprire il 12 ottobre – salvo complicaziomi meteo – via Villa di Faonte, la strada che collega via della Bufalotta e via delle Vigne Nuove (Terzo Municipio della Capitale) chiusa da diversi giorni per uno smottamento.

La via dovrebbe riaprire delimitando la sola porzione oggetto dello smottamento.
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

F@mu 2016: il 9 ottobre le famiglie romane nei musei per divertirsi imparando – di Alessandro Pino

6 Ott

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Anche a Roma domenica 9 ottobre ritorna “F@mu 2016, la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo”, iniziativa del portale Kid Art Tourism per promuovere lo stare insieme tra genitori e figli (ma anche nonni!) imparando e divertendosi, con i musei che diventano scenario per caccie al tesoro, gare e giochi in mezzo alle opere d’arte. Il Comune di Roma Capitale aderisce con il Sistema dei Musei Civici e i servizi di Zètema: le attività saranno gratuite e si pagherà il solo biglietto di ingresso. Questo l’elenco delle sedi visitabili:
– Musei Capitolini
– Centrale Montemartini
– Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco
– Museo dell’Ara Pacis, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali
– Museo delle Mura
– Museo di Roma
– Museo di Roma in Trastevere
– Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina
– Museo Napoleonico
– Museo Carlo Bilotti
– Museo Pietro Canonica
– Galleria d’Arte Moderna
– Musei di Villa Torlonia (Casina delle Civette, Casino dei Principi e Casino Nobile, Museo della Scuola Romana)
– Macro
-Museo Civico di Zoologia
– Museo di Casal De’ Pazzi
Per informazioni e prenotazioni chiamare lo 060608 tutti i giorni dalle 9 alle 21

Alessandro Pino

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Un pasticcio in III Municipio: a settembre anche i disabili tornano a scuola, che strano..

23 Set

da La Voce del Municipio del 23 settembre 2016
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