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Roma Capitale: Valli-Nomentana, tangenziale aperta o chiusa? Un sindacalista contro tutti

22 Lug

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

tangenziale_est_0Che la chiusura dei cinquecento metri di tangenziale che vanno da via delle valli a via Nomentana sia un un argomento non facile da affrontare è chiaro a tutti. Anche perché il blocco notturno ventennale della tangenziale fu fatto digerire ai romani con la promessa sarebbe stata riaperta una volta interrati i tratti più molesti. Il nuovo blocco per altro, fa si che una delle gallerie sfoci in pieno divieto. Il fatto che nessuno in II Municipio fosse stato allertato, mentre il II risultava presente alla riunione in cui è stata presa la decisione non ha poi contribuito a distendere gli animi degli amministratori locali e degli abitanti della III Municipalità di Roma Capitale. Nonostante il presidente del III Paolo Emilio Marchionne mantenga un silenzio riservato sulla vicenda, probabilmente per non prendere posizione né contro i suoi amministrati né contro gli uffici di Roma Capitale, tenuti dalla sua stessa maggioranza, diversi esponenti locali si sono invece espressi contro il provvedimento che li ha tenuti all’oscuro. E se è normale il dissenso piccato di  Francesco Filini, capogruppo Fdi in consiglio municipale, quindi all’opposizione, risultano molto significative sotto l’aspetto della coesione amministrativa, le prese di posizione di esponenti Pd quali  Riccardo Corbucci, presidente del consiglio del III Municipio, di Yuri Bugli, consigliere municipale e di Marco Palumbo, consigliere comunale. Questi ultimi hanno rilasciato oggi un comunicato congiunto con il quale definiscono “ incomprensibile la scelta della giunta comunale di Roma di dare il via ad una sperimentazione che prevede la chiusura al traffico, dalle 23 alle 6, del tratto di tangenziale fra via delle Valli e via Nomentana, per di più, senza consultare i residenti e le istituzioni del III municipio di Roma”. In un altro passo della nota dichiarano la decisione presa come “inopportuna perché avrà necessariamente effetti negativi sulla qualità della vita dei residenti dei quartieri interessati, che vedranno un sensibile incremento del traffico notturno, dello smog e dell’inquinamento acustico. Proprio per queste ragioni, appare necessario inaugurare una stagione nuova, fatta di consultazioni dirette per i cittadini residenti nelle aree interessate”. Su face book le reazioni non si sono fatte attendere, per lo più contrarie alla chiusura. Alcuni si sono spinti fino ad ipotizzare l’intervento interessato di qualche notabile residente nella zona interdetta, visto che piazza Sempione non ha avuto voce in capitolo e la maldestra ammissione da parte della polizia metropolitana di non poter garantire il controllo della velocità massima consentita, visto che non sono stati istallati gli autovelox fissi, previsti già a partire dal 2008. Al momento un solo consigliere Pd, Mario Bureca, capogruppo in Municipio, si è espresso favorevolmente al provvedimento adottato, mentre sulla bacheca Fb di Corbucci l’unica voce fuori dal coro, in mezzo a tanti post arrabbiati di persone che si servono quotidianamente dell’importante arteria, pesantemente critica verso la nota emessa dal presidente del consiglio nella giornata di ieri, con la quale stigmatizzava l’iniziativa posta in essere dal Comune, è quella di Bruno Pierozzi, artista e sindacalista Spi Cgil nazionale – responsabile politiche fiscali, che ha scritto un messaggio pubblico ed uno privato a Corbucci, il quale poi ha divulgato anche il secondo sul suo profilo fb, rendendolo pubblico, diverso solo per poche parole. Questa è la versione estesa «Gentile Presidente, io abito in viale Etiopia e mi affaccio sulla tangenziale proprio nel tratto che finalmente verrà chiuso nelle ore notturne, grazie alla decisione della giunta comunale (una delle poche cose buone). Lei ha definito tale decisione una idiozia. Ebbene se c’è una idiozia quelle sono le sue dichiarazioni. Sono anni che mi batto per la chiusura e la copertura del tratto in questione. Lei non immagina il livello di inquinamento acustico e atmosferico che noi poveri abitanti della zona dobbiamo subire. Il mio balcone è invaso da polvere nera che si accumula su ogni lato, non posso tenere le finestre aperte perchè il rumore della tangenziale più quello dei treni in transito alla Stazione Nomentana è così forte che no si sente neanche la TV. Un vero inferno e pagando anche un canone di affitto di 1.270 euro mensili! Pensi ad amministrare bene il suo municipio invece di dire minchiate!».Fabrizio Cascapera, consigliere del Cd, ha così commentato, riassumendo quanto detto dai numerosi post di risposta al Signor Pierozzi: «linguaggio forbito, complimentoni al responsabile politiche fiscali Cgil. Mi fa piacere poi vedere questo senso comunitario….ecumenico; c’è un problema? Spostiamolo e diamolo ad altri. E’ proprio vero ciascuno guarda il proprio balcone….ops orticello».

Insomma, dicembre è ancora lontano, il partito dei pro e dei contro è destinato ad ingrossare sempre più e c’è da aspettarsi che le argomentazioni si faranno sempre più colorite.

Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: chiusura notturna della tangenziale tra ponte delle Valli e Nomentana. Il II partecipa alla decisione, il III non viene nemmeno invitato

22 Lug

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Chiusura notturna dal ponte delle Valli a Nomentana. Coinvolto II Municipio, il III non viene nemmeno invitato

Roma_Tangenziale_EstDa Valli a Nomentana chiusura notturna della Tangenziale. Decisione presa in accordo con il II Municipio, mentre il III non sa nulla. Problemi di decibel, in sei mesi non si è riusciti a garantire il controllo del limite di velocità Fino al 31 dicembre 2014 il tratto di tangenziale tra il ponte delle Valli e la Nomentana sarà chiuso al traffico veicolare privato tra le ore 23 e le ore 6 del mattino successivo. L’ordiananza del sindaco Marino porta la data del 15 luglio ed è immediatamente operativa. La decisione è stata presa durante una riunione indetta l’8 luglio dal Dipartimento Tutela Ambientale-Protezione Civile, cui hanno preso parte anche rappresentanti del Dipartimento Mobilità e Trasporti, del Corpo della Polizia locale Roma Capitale e dell’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità e del Municipio Il. Nonostante l’importante modifica alla viabilità interessi anche il III Municipio, di cui la tangenziale è il confine convenzionale, nessun rappresentante del distretto di Piazza Sempione è stato invitato.

La chiusura si è resa necessaria, a seguire le motivazioni dell’ordinanza, perché durante il periodo in cui è stato in vigore il limite orario sperimentale di 50 km/h (sul resto della circonvallazione è di 70) non si è potuto verificare né il reale miglioramento dell’inquinamento acustico e ambientale né l’effettivo rispetto del limite di velocità. Però nel preambolo si annuncia che è stato elaborato un progetto per l’installazione di sistemi di controllo automatico delle infrazioni da posizionare sulla sopraelevata e si fa riferimento all’esistenza di una “Conferenza di servizi permanente dall’Ufficio speciale emergenza traffico e mobilità istituita già nel 2008 che sovrintende – o dovrebbe sovrintendere – a tale attività. Scritta così, dall’ordinanza sembrerebbe emergere che l’arco temporale di sei anni non sia stato sufficiente all’installazione degli autovelox in postazione fissa.

Si legge sempre nello stesso documento che con l’ordinanza 314 del 30/12/2013 (Sindaco Marino) vi era stata la temporanea revoca del divieto di transito notturno, nei due sensi di marcia, nel tratto dell’infrastruttura viaria compreso tra Via Batteria Nomentana e Via Nomentana e che, al fine di garantire la riduzione dell’impatto acustico ambientale a tutela dei recettori, si istituiva il limite di velocità di 50 km/h, per l’intera giornata, nel tratto compreso tra via della Batteria Nomentana e Via delle Valli, con 0.0. del Dipartimento Mobilità e Trasporti n.828 del 2 agosto 2012 (prot. 32548) e si ordinava il rigoroso controllo del rispetto del limite di velocità indicato e nonché l’esecuzione di uno studio “trasportistico” relativo ai flussi di traffico e relative ricadute acustiche, al fine di individuare misure efficaci di controllo e di abbattimento del rumore, inclusa l’eventuale realizzazione di nuove barriere di difesa acustica e l’adeguamento delle esistenti. Alla riunione del Dipartimento Tutela Ambientale – Protezione Civile tenutasi il sei dicembre del 2013 si era ribadita la necessità di avere a disposizione i risultati degli studi prima del termine degli effetti dell’ordinanza sindacale, il 30 giugno 2014. Al 25 giugno però, la Polizia locale di Roma Capitale ha ribadito l’impossibilità di procedere alla verifica di limiti di velocità tramite dispositivi mobili di controllo per motivi di sicurezza degli operatori, inoltre è stato confermato dal Dipartimento della Mobilità che l’installazione e la messa in esercizio degli autovelox in postazione fissa non è realizzabile entro la data di scadenza dell’ordinanza n.314/2013. Veniva concessa così una proroga di 15 giorni ma all’ ultima riunione era ormai ben chiaro che i tempi erano ancora troppo stretti. Così è stato deciso di chiudere direttamente in ore notturne il tratto tra ponte delle Valli e la Nomentana, circa 500 metri in tutto, almeno fino all’installazione degli autovelox fissi e alla consegna degli studi, comunque fino al prossimo 31 dicembre, fatta salva la possibilità di ricorrere al Tar.

Ora però, viene un dubbio tutt’altro che peregrino: se non è possibile installare autovelox mobili perché gli operatori risulterebbero a rischio – non vi sono aree di sosta – Roma Capitale come intende chiudere al traffico e controllare gli aventi diritto alle varie deroghe senza che gli stessi operatori vengano messi in pericolo? Sarà una chiusura solo nominale o verranno istallate barriere ad emersione oppure posizionate e rimosse manualmente tutte le sere e tutte le mattine?

Le reazioni dal III Municipio non si sono fatte attendere. Il presidente del consiglio del III Municipio Riccardo Corbucci ha ribadito in maniera decisa la sua posizione: “La decisione di chiudere al traffico, dalle 23 alle 6, il tratto di tangenziale fra via delle Valli e via Nomentana è una vera idiozia, presa per tutelare i residenti del II municipio, senza prendere in alcuna considerazione le esigenze e la stessa tutela, che allo stesso modo meritano i residenti del III municipio, dove ricadranno gli effetti negativi di questa decisione miope”. E ancora: “L’assenza dei rappresentanti del municipio III in una discussione che riguarderà migliaia di residenti del nostro territorio è davvero assurda”. “Infatti la chiusura di quel tratto di tangenziale, motivata per limitare l’impatto acustivo, obbligherà gli automobilisti ad uscire obbligatoriamente sulla rampa che conduce a via Nomentana – continua Corbucci – coloro che dovranno proseguire verso via Salaria, viale Libia e l’Olimpica, passeranno quindi sotto le finestre dei cittadini di Montesacro, di Valli-Conca d’Oro e di via dei Prati Fiscali, tutti residenti evidentemente meno fortunati, che non meritano di essere tutelati dall’impatto acustico provocato dalle auto. Contro questa decisione sosterremo le giuste proteste dei cittadini, che si stanno già muovendo con la presentazione di un ricorso al Tar del Lazio e con una raccolta di firme per chiedere l’immediato ritiro di questa ordinanza”.

Anche Francesco Filini, capogruppo di FdI in consiglio municipale, dichiara tutta la sua contrarietà, in più, andando giù pesante sulla gestione del presidente del III Municipio: “Il fatto che si decida di chiudere un tratto di tangenziale per tutelare i residenti del II Municipio a discapito dei cittadini di Montesacro è un fatto di per sé tanto grave quanto anomalo, che poi la decisione avvenga senza minimamente coinvolgere gli amministratori del III Municipio è fatto semplicemente assurdo che ci riporta ad una triste realtà già più volte denunciata dalle opposizioni: Marchionne & Co. non vengono minimamente presi in considerazione da Roma Capitale. Ed è questo il problema più grande per i nostri cittadini, ovvero quello di avere un Presidente di Municipio che conta come il due di coppe quando regna Marino…”.

Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: gli sgomberati dal parco delle Valli lasciano il Municipio trasformato in Ostello – cronaca di una partenza vissuta in prima persona di Alessandro Pino

12 Lug

partenzePIAZZASEMPIONE(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Sbloccata l’inverosimile situazione ma ormai in città sembra definitivamente scoppiato il “bubbone rom”:  diluvio di critiche dai cittadini esasperati

Alla fine la sera dell’undici luglio sono stati portati nel centro ricavato negli spazi dell’ex Fiera di Roma sulla Colombo, gli zingari sgomberati un paio di giorni prima dagli accampamenti abusivi dietro via Val d’Ala e che subito dopo si era deciso di sistemare nella sede del III Municipio a piazza Sempione dove erano andati a protestare. Una mossa mai vista prima che aveva avuto del clamoroso anzi del paradossale e che non ha mancato di sollevare l’immancabile vespaio di polemiche sui social network, dove molti si sono chiesti come mai non si prendano analoghe iniziative quando a rimanere senza casa sono differenti categorie di persone.

Io a vedere che aria tirava ci sono andato, approfittando di una serata (incredibilmente) libera: arrivo a piazza Sempione  e  lascio le accompagnatrici davanti al palco posto a centro del piazzale, su cui si esibiscono gli attori dello spettacolo “Voci nel deserto”.  Poco più dietro, sotto i portici, un altro genere di spettacolo a base di danze zingaresche.  Per i miei gusti non proprio da fan dell’etnia in questione già sarebbe troppo ma ricordandomi che sono un giornalista procedo e in mezzo agli zing…pardon ai rom, incontro il presidente del Municipio  Paolo Marchionne.  Devo dire che in passato l’ho visto in forma migliore, stasera è il ritratto dell’imbarazzo e si capisce bene: dopo aver ripetuto per mesi dal suo insediamento che l’orientamento della sua maggioranza era quello di non effettuare sgomberi, alla fine si trova gli sgomberati praticamente nella casa dei cittadini (e che in rete sbottano platealmente, inclusi  alcuni di quelli che lo avevano sostenuto in campagna elettorale, segno che si è passato ogni limite di sopportazione).

Gli chiedo se esiste qualche portavoce del gruppo di accampati con cui parlare ma pare di no;  continuo allora da solo passando in mezzo a gente che mangia piatti di pasta, ragazzini che dorme a terra e mi chiedo – come già ho fatto  più volte in precedenti articoli –  se tenessi io i figli in quelle condizioni quanti secondi passerebbero prima di vedermeli tolti  da quei servizi sociali che in altri casi si sono dimostrati solerti e zelanti (vedasi i genitori ritenuti troppo anziani o troppo affettuosi).

Affettando cordialità e interesse mi siedo  con un gruppetto, un giovanotto calvo e robusto ha voglia di parlare mentre quelli attorno, più anziani, mangiano ascoltando: sembra quasi uno di quegli spot sull’integrazione, con lui che spiega all’interessato interlocutore come non  fosse facile la vita nel villaggio ricavato in mezzo alle fratte di via Val d’Ala ma che è sempre meglio della Romania dove “i prezzi sono troppo alti”. E a questo punto mi sembra di sentire in sottofondo una risata registrata come nelle sit-com americane degli anni Ottanta, gli faccio presente che notoriamente in Romania a essere pesante semmai è la mano della polizia con chi sgarra, lui cambia discorso dicendo che da loro sono stati arrestati ministri e manager calcistici (cosa c’entrino non si sa).  Insiste che bisogna conoscere la “cultura rom” e tutti sono prevenuti  contro di loro (chissà come mai), tutti bei discorsi che potrebbero anche trovare d’accordo chi provenga da Marte o Saturno, non certo un qualunque cittadino  che viva una  impietosa quotidianità fatta di scippi, borseggi, furti con scasso, aggressioni, accattonaggio molesto e fumi tossici innalzati dagli insediamenti dove si scioglie la plastica di fili elettrici  e copertoni dalla provenienza dubbia: situazioni che una volta si provava a bollare come “luoghi comuni razzisti” ma che in tempi di pagine Facebook a tema vengono puntigliosamente documentate e condivise  massicciamente valicando i confini dell’esperienza del singolo. Anzi a pensarci bene anche il viaggiatore (non marziano ma più comunemente giapponese, tedesco o inglese) si rende troppo spesso conto di come stiano realmente le cose in una città dove difficilmente metterà piede di nuovo, con tanti saluti al “turismo come petrolio d’Italia”.

Continuando ad ascoltare il sapiente monologo, vengo a sapere che di lì a minuti verranno portati in autobus all’ex Fiera di Roma e alcuni all’ex cartiera sulla Salaria (notate che a Roma è tutto un “ex”, ma questa è un’altra storia), circostanza confermata poco dopo anche dal presidente Marchionne che incrocio nuovamente salutandolo mentre mi allontano dal portico per raggiungere le accompagnatrici che immaginavano di vedermi tornare lessato di mazzate.

In effetti verso le ventitrè arriva un autobus blu dell’Atac su cui salgono di buon grado – sicuramente pagando il biglietto…come no – tra i saluti di alcuni presenti, tra  cui lo scrivente in vena di spiritosaggini: ma ormai la scelta è appunto tra un riso amaro e il pianto dirotto per un città che ormai somiglia disastrosamente a quella sudicia, violenta e inefficiente vista trent’anni fa nei fumetti di Ranxerox.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: approvata l’istituzione del registro delle unioni civili

3 Feb

Un argomento che non lascia nessuno indifferente, una questione di civiltà o un attacco alla famiglia?

Per la maggioranza si tratta di dare un riconoscimento e delle regole a chi non può averne non avendo accesso al matrimonio civile, per l’opposizione tale atto porterà alla fine della famiglia come prima forma di società, ignorando che attualmente già buona parte delle nascite avviene al di fuori delle coppie unite in matrimonio

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

 

Consiglio MunicipaleIl registro delle unioni civili in III Municipio diventerà realtà, a sette anni di distanza dal tentativo fallito dell’allora presidente del Municipio Alessandro Cardente, che sull’argomento spaccò la propria maggioranza. Dopo un  consiglio municipale vivace e spumeggiante, talmente effervescente da costringere il presidente dell’aula Riccardo Corbucci a interromperlo in diverse occasioni, l’atto passa con 15 voti favorevoli, due dei quali dei consiglieri M5S Proietti e Moretti, dell’opposizione. Astenuto Fabrizio Cascapera, LcM . L’opposizione di centro-destra, fortemente critica verso l’istituzione del registro, al momento di votare ha abbandonato l’aula.

Tra il pubblico il Comitato della Famiglia, ai cui esponenti è stato impedito, dopo una votazione svoltasi tra i consiglieri presenti, di intervenire sull’argomento, scatenando così momenti alquanto concitati.

In realtà, la scelta emersa dalla messa al voto se dare la parola o meno ai contestatori si è rivelata dopo poco un piccolo errore tattico, visto che i numeri per l’approvazione c’erano tutti e che i consiglieri favorevoli non avrebbero certamente cambiato idea per alcune manifestazioni contrarie, raggiungendo così il solo effetto di moltiplicare i comunicati stampa degli oppositori.

Una nota dell’associazione si esprime così riguardo all’episodio: «Durante la seduta un rappresentante dell’Associazione, che da mesi si batte contro le proposte-spot portate avanti dall’amministrazione capitolina in materia di Famiglia, ha chiesto la parola ma gli è stata negata la possibilità di intervenire nel dibattito. Questi si confermano dunque i metodi “democraticì” messi in atto dalla maggioranza anche in III Municipio, volti ad impedire il confronto pubblico tra i cittadini e l’organo istituzionale che dovrebbe rappresentarli tutti. La conferma di questo impazzimento è evidente anche tenuto conto che il registro municipale delle unioni civili non ha nessun esito giuridico, in quanto le competenze di stato civile sono materia statale e non comunale. Solo questo dovrebbe far capire la natura prettamente pubblicitaria della delibera. Secondo il Comitato, l’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di influenzare il Parlamento, dovendo ripagare un debito elettorale, per ottenere il varo di leggi in contrasto con l’art. 29 della Carta Costituzionale che riconosce i diritti della Famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Inoltre il timore del Comitato è che il riconoscimento delle unioni civili sia da apripista al riconoscimento legale del matrimonio tra coppie omosessuali, con la successiva possibilità di adozioni da parte di queste ultime, come già successo in altri paesi europei. Il Comitato proseguirà nelle prossime settimane la campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle tematiche inerenti al tema della Famiglia, considerato anche l’imminente approdo in Aula Giulio Cesare della delibera similare che istituisce il registro delle unioni civili a livello comunale».

Per Francesco Filini, capogruppo municipale di Fratelli di’Italia «il Consiglio del Municipio III approva grazie al contributo determinante del M5S che fa da stampella al PD e a SEL, il registro delle unioni civili. La sgangherata maggioranza che sostiene Marchionne non avrebbe avuto i numeri per approvare l’atto senza l’ausilio del M5S che ha votato insieme ai compagni del PD e di SEL l’istituzione di un registro inutile e anticostituzionale: una delibera ideologica che ha come unico e conclamato obiettivo di stravolgere il concetto di famiglia tradizionale, così come ribadito anche dalla Costituzione italiana. Non a caso lo strano trio che ha approvato le unioni civili ha respinto gli ordini del giorno del centrodestra che chiedevano di tutelare il primo nucleo della società ribadendo il concetto di famiglia naturale. Mentre il territorio è abbandonato a se stesso e il Governo pensa solo a rispondere alle esigenze dei gruppi finanziari, nel Municipio III di Montesacro l’asse della sinistra ideologica rappresentato da PD, SEL e M5S, pensa a diffondere concetti culturali che minano le basi valoriali su cui si fonda la società, contribuendo – di fatto – alla disgregazione sociale e comunitaria del popolo italiano, già messo a dura prova dalla crisi indotta dai signori dell’alta finanza apolide».

Diverse le note rilasciate dagli esponenti della maggioranza. Il presidente del III Municipio, Paolo Marchionne, presente in aula per tutta la durata del consiglio si è così espresso: ««Sono due le strade per limitare le discriminazioni e combattere l’omofobia: investire sulla cultura a partire dalle scuole e allargare la sfera dei diritti. Proprio in questo secondo ambito rientra l’importante approvazione di oggi in Consiglio municipale del registro delle unioni civili. Dando seguito agli impegni presi dal sindaco Marino e come già successo in altri municipi, anche Montesacro avrà il suo registro. Lo avevamo detto in campagna elettorale e siamo stati conseguenti. Ampliare la sfera delle persone che possono godere di diritti non significa limitare chi già poteva goderne: è questo che una destra retrograda e ferma al secolo scorso non riesce a capire».

I capigruppo della maggioranza Mario Bureca (Pd), Gianluca Colletta (Lista Civica Marino Sindaco) e Cesare Lucidi (Sel) hanno firmato una nota congiunta con la quale hanno dichiarato che «Nonostante il forte ostruzionismo da parte dei consiglieri di NcD, Forza Italia e FdI, il Consiglio del municipio Roma III ha approvato l’istituzione del registro delle Unioni Civili grazie al voto compatto della maggioranza e dei consiglieri M5S. Come sottolineato durante la discussione dal promotore della delibera, il consigliere Yuri Bugli, si tratta di un importante passo per dare diritti a tutti quei cittadini ai quali fino ad oggi erano stati negati. Non è un atto contro un’istituzione importante e fondamentale per la nostra società come la Famiglia, ma un rafforzamento della libertà di stabilire rapporti e legami nelle forme più rispondenti alle individuali istanze esistenziali. L’obiettivo è quello di dare voce anche a quei vincoli affettivi e solidaristici-assistenziali al momento non riconosciuti dal legislatore»

Più tecnico il commento di Yuri Bugli e Riccardo Corbucci, Pd: «Il registro del III municipio sarà regolamentato nel rispetto del recepimento delle eventuali delibere dell’assemblea capitolina sul tema, andando incontro alle richieste della cittadinanza e della società e, come precisato più volte dalla Corte Costituzionale, non contrasta con l’istituto familiare come garantito dall’art. 29 della nostra Carta fondamentale, ma costituisce piuttosto un avanzamento dei diritti dei cittadini. Un ringraziamento particolare va ai due consiglieri del Movimento 5 stelle che hanno sostenuto con il proprio voto favorevole questa nostra proposta».

 Una nota è giunta anche da parte di Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center: «Una bella giornata per Roma. Dopo il videomessaggio del sindaco Marino a sostegno dei diritti delle persone lesbiche, gay e trans, il Municipio III approva il registro delle unioni civili. Un passo avanti per tutte e tutti, che testimonia l’impegno e la richiesta della Capitale per una legge nazionale che riconosca finalmente le unioni gay. Il nostro ringraziamento va ai consiglieri Bugli e Corbucci e al presidente Paolo Marchionne, da sempre impegnati per i diritti gay»

Dà il suo parere in merito anche Gianluigi De Palo, capogruppo in Campidoglio della Lista CittadiniXRoma: «ci risiamo con un nuovo atto simbolico, ideologico e astratto che non mostra affatto un nuovo approccio sui diritti civili, ma al contrario rappresenta uno schiaffo alla Carta Costituzionale. Sposarsi non è una scelta di serie B e cercare soluzioni alternative per avere gli stessi diritti ma meno doveri è il vero atto discriminatorio. Il Bene Comune non si costruisce puntando a distruggere quanto di buono ancora resta nella nostra società. Sono fortemente contrario ad un’iniziativa del tutto priva di utilità sociale e di efficacia giuridica, i municipi dovrebbero piuttosto pensare a questioni urgenti come scuole e servizi sociali, caos rifiuti e mobilità. Ribadisco che in un periodo di forte crisi, in cui è necessario puntare sulle questioni davvero utili per la città e il Paese, bisognerebbe tutti insieme operare perché le famiglie vengano aiutate ad arrivare a fine mese con politiche concrete capaci di incidere sulla vita reale. Dal 2006, in ben 6 Municipi sono presenti questo tipo di registri, ma si contano iscritte solamente 49 coppie in tutto. È questa ‘là priorità della nostra città? Le esigenze delle mamme e dei papà di Roma sono altre e non rispondono a doveri di partito ormai anacronistici e privi di un serio radicamento nel territorio cittadino».

Giovedi 27 giugno 2013, ore 17. A Monte Sacro inizia ufficialmente l’era Marchionne

28 Giu

 

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

discorsoMARCHIONNEXLa prima seduta del nuovo consiglio di Monte Sacro è stata presieduta da Riccardo Corbucci nella qualità di consigliere “anziano” – avendo lui riportato il maggior numero di preferenze allo spoglio delle urne.

 

Alle 17 la sala consiliare di piazza Sempione era già piena di parenti, amici ed elettori per assistere ai primi passi del nuovo parlamentino municipale.

 

Tra il pubblico spiccava la presenza di Marco Palumbo, ex consigliere, eletto poco prima all’assemblea capitolina, a causa della chiamata ad assessore di tre consiglieri eletti che lo precedevano nelle liste del Pd. Pochi gli ex componenti della maggioranza del precedente parlamentino presenti in aula a bere l’amaro calice della sconfitta elettorale…

 

Un emozionatissimo Paolo Marchionne ha tenuto un brevissimo discorso, il primo ufficiale come presidente del Municipio, mentre tra gli scranni già si potevano notare i primi malumori. Tranquillamente agitati come al primo giorno di scuola i consiglieri eletti per la prima volta, tra i veterani della maggioranza spiccava un irrequieto Fabio Dionisi, che forse sperava in una maggior valorizzazione della sua esperienza (nella giunta Cardente era stato assessore ai lavori pubblici). Tra i banchi occupati dal Pdl invece, non era seduto nessuno: l’ex presidente Cristiano Bonelli e i suoi sono entrati soltanto dopo l’appello nominativo e qualcuno già sperava nel colpo di scena, come fino cinque anni fa, quando, all’opposizione, consegnavano buste di immondizia simbolica o si arrampicavano sul balcone della presidenza di via Monte Rocchetta.

 

Nonostante le assenze però l’assemblea è stata dichiarata validamente costituita e sono iniziate immediatamente le votazioni. Dopo circa due ore di lavoro i risultati sono stati i seguenti.

 

Riccardo Corbucci, con quattordici voti è stato eletto presidente del consiglio municipale e dato che i consiglieri in quota Pd sono sedici, almeno due devono aver votato scheda bianca o nulla. Vice presidente vicario Valeria Milita, Sel, per l’opposizione , Roberto Borgheresi, Pdl, già presidente del consiglio con la consiliatura Bonelli, che ha ottenuto otto voti – mentre il suo gruppo è composto da cinque consiglieri.

 

Segretari d’aula sono stati eletti Gianlcula Colletta, Lista civica Marino, con tredici voti e Manuel Bartolomeo, neo eletto Pdl,  con 9 voti.

 

Nessun incarico costituzionale per il movimento 5 stelle, per la Lista civica Marchini e per Fratelli d’Italia.

 

Paolo Marchionne ha poi presentato gli assessori che compongono la sua Giunta. Si tratta di Vittorio Pietrosante, già segretario del Pd di Montesacro, al Commercio e alle attività produttive; Antonio Comito, già consigliere municipale fino al 2008, eletto anche in questa consiliatura con la Lista Civica Marino, al Personale e al Patrimonio; Federica Rampini, consigliera Pd eletta fin dal 2006, al Bilancio, alla trasparenza e allo Sport; Pierluigi Sernaglia, Pd, assessore alle Politiche educative e scolastiche; Gianna Le Donne, di Sel, vice presidente del Municipio con delega alle Politiche ambientali e al Commercio; Eleonora Di Maggio, Sel, assessore alle Politiche sociali, servizi alla persona e politiche sanitarie.

 

Raggiunto telefonicamente, dopo che alla chiusura dei lavori si era rapidamente allontanato dall’aula, Riccardo Corbucci, nonostante fosse stato appena eletto alla seconda carica del Municipio non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Il fatto, da parte di un esponente di solito ben disposto nei confronti della stampa, lascia pensare che anche lui sia tra quelli non esattamente soddisfatti dalla composizione della giunta Marchionne.

 

Luciana Miocchi

 

III Municipio di Roma Capitale: prima intervista a Cristiano Bonelli, presidente uscente di Monte Sacro, dopo il risultato delle consultazioni municipali

12 Giu
Cristiano Bonelli (foto L. Miocchi)

Cristiano Bonelli (foto L. Miocchi)

(pubblicato su http://www.di-roma.com a poche ore dalla chiusura delle urne)

È questione solo di stabilire i decimali esatti ma è ormai acquisito che per Cristiano Bonelli non ci sarà un secondo mandato.

Fin dal primo turno le urne avevano dato in vantaggio Paolo Marchionne, Pd, per un 14% circa Paolo Marchionne, già vincitore delle primarie del centrosinistra: una rimonta appariva qualcosa di estremamente difficile. Il presidente uscente affronta le domande immediatamente, senza aspettare la dichiarazione ufficiale. Il distacco è troppo grande per sperare negli ultimi spogli e lui riconosce il risultato dell’avversario politico…

 

Come interpreta il risultato elettorale?

 

Come un risultato di un voto “ideologico”, nel senso che questa consultazione elettorale è un richiamo alle strutture di partito che da una parte hanno funzionato e dall’altra no. Con così pochi votanti rispetto agli aventi diritto, oltre il 53% non l’ha fatto, è facile dedurre che a votare sono andati, per la maggior parte anche se non tutti, solo i più affezionati alla struttura partitica. Il dato è oggettivamente questo, la grande disaffezione della gente e la domanda se la devono porre tutti quanti quelli che fanno politica. Facendo un riscontro delle schede elettorale nelle sezioni, si nota che a sinistra la grande maggioranza di persone ha fatto la croce sul simbolo di partito mentre i miei elettori hanno segnato in gran parte il nome del candidato. Significa che la gente non ha scelto la persona – tengo a dire che Paolo Marchionne secondo me è un bravo ragazzo che però in cinque anni di opposizione non ha spiccato per una qualche iniziativa particolare che lo abbia potuto mettere in evidenza ma di questo non gliene se ne può fare una colpa – al contrario di cinque anni fa, quando il sottoscritto fu scelto dopo aver fatto opposizione vera per 12 anni, dopo un presidente estraneo al territorio (Alessandro Cardente, ndr).

 

Quanta parte della sconfitta pensa che sia addebitabile alla gestione comunale?

 

Abbiamo perso in tutti i comuni, non soltanto a Roma. Evidentemente è un sentore diffuso in Italia, c’è un’aria che tira a sinistra e non a destra

 

Come cambia la sua vita da questa sera?

 

Io faccio politica di territorio da 25 anni, da ragazzino come militante fino a crescere, fino ad arrivare alla presidenza del Municipio. Non cambia nulla. Cambierà lo stile della giornata, certo. avrò meno stress e responsabilità, meno frenesia dell’impegno pressante. Ora sarò un po’ meno sotto pressione ma continuo a fare politica perché ho la fortuna di farlo per passione, non per mandato. Rappresento ancora tanta gente che crede in me e continuerò a rappresentare i cittadini come ho sempre fatto per il bene del nostro territorio che sicuramente in questi ultimi cinque anni è migliorato.

 

Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: Ignazio Marino, candidato Sindaco per il centro sinistra, risponde ad Alemanno e a Marchini

2 Mag

mARINOsenzaparole

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Martedì, nella conferenza introdotta dalla dottoressa Carla Patrizi, direttrice del centro Tangram Idea Prisma 82, e da Paolo Marchionne, candidato alla presidenza del III Municipio (ex IV), il professor Ignazio Marino, candidato Sindaco uscito dalle recenti primarie del centrosinistra, ha parlato del suo programma elettorale, incentrato sulle persone. Poi per le strade di zona, soprattutto via Sacchetti e via Ojetti, fra i commercianti, guidato dai membri dell’associazione 4Com

Nel refettorio, pieno di operatori e familiari, anche Daniela Michelangeli, presidente della consulta Handicap del Municipio. Tra gli esponenti politici presenti, Daniele Ozzimo, consigliere capitolino, Marco Palumbo, candidato al Comune di Roma, Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio municipale uscente e buona parte della dirigenza del Pd locale.

Apre l’incontro, dopo che Marino ha visitato la struttura di via Baccini, la dottoressa Patrizi, che richiama subito l’attenzione su di una pasticciata normativa che sta mettendo in difficoltà tutte le strutture riabilitative, con il rischio di dover sospendere i servizi perché la Asl non riesce a dare seguito per tempo ai nuovi adempimenti. A tal proposito consegna un corposo fascicolo direttamente nelle mani del professore. Un breve intervento di Marchionne per ribadire che c’è bisogno di ripensare i servizi sociali.

Il professor Marino entra subito nel vivo del discorso affermando che la sua idea è che occuparsi della marginalità viene prima ancora del degrado, che ci sono strutture essenziali ma che non tutta l’assistenza può essere pubblica ma ci deve essere una seria integrazione con le onlus e le cooperative sociali. Da chirurgo riconosce che per raggiungere l’eccellenza ci vuole un lungo tempo e che nulla si improvvisa, ricordando anche l’incontro avuto nel mattino con i responsabili delle case famiglia di Roma. Sente la responsabilità derivante dalla sua candidatura perché il Sindaco è garante della salute dei cittadini di cui si occupa e deve lavorare con le altre autorità regionali o nazionali, deve sollecitare quando l’assistenza si arresta perché si esauriscono i fondi. Dice «se vogliamo che questa città inizi ad essere una comunità dobbiamo iniziare da chi ha un disagio. Credo in una società che sia competitiva, dove chi lavora e si impegna viene premiato per il merito ma non si può pretendere che le persone che sono rimaste indietro gareggino senza sostegno. È necessaria una cultura di solidarietà diversa d quella di chi ha retto in questi cinque anni la città.

DSCF4611Bellissimo discorso, insomma, ma i fondi necessari? Il professore ci arriva tenendo l’argomento per ultimo. «Sono una persona seria, non voglio dire che ci sono risorse per tutto ma bisogna avere delle priorità. Non vi posso promettere che se sarò Sindaco risolverò tutti i problemi ma sicuramente vi ascolterà tutti e cercherò di risolverne il più possibile, cominciando da chi è rimasto indietro».

Parlando davanti ai giornalisti Marino ricorda come nel 2020, assieme alle malattie cardiocircolatorie, sarà il disagio psichiatrico la principale causa di sofferenza della popolazione e che per questo motivo ci si deve preparare per affrontare un emergenza cosi importante, mettendo in rete tra di loro il governo delle città e della regione insieme alle tante eccellenze nel settore. È sempre più chiaro, tra l’altro, che anche a Roma si sta allargando a macchia d’olio il fenomeno per cui all’interno delle famiglie dove ci sono problemi di salute, si sta iniziando una selezione su chi debba accedere alle cure e i primi rinunciatari sono gli anziani, generalmente in favore dei componenti più giovani.

Questa è una cosa che non deve accadere.

Passando poi all’altra tematica su cui il suo programma elettorale è imperniato, la mobilità e i relativi finanziamenti, centra il problema sulla scarsa capacità da parte dell’Italia di reperire i fondi europei, che finanzia per circa il 14% del totale ma che recupera soltanto per l’8%, a causa di un personale non preparato ad affrontare la fase di distribuzione dei bandi e di scrittura dei progetti. Dice Marino «dobbiamo restituire a Roma il suo carattere internazionale. Roma deve parlare l’inglese nelle sedi dove si parla l’inglese ed avere la capacità tecnica di competere con gli altri paesi».

C’è infine uno spazio anche per di-roma.com e il professore candidato Sindaco non si sottrae, l’argomento lo punge sul vivo.

Le critiche principali che le vengono mosse dai suoi avversari e dal mondo animalista sono principalmente rivolte a rinfacciarLe il suo passato di ricercatore e sperimentatore sugli animali. Cosa può dire in proposito?

Chi mi attacca, e mi riferisco anche all’ingegner Marchini e al sindaco Alemanno che hanno utilizzato questi argomenti sulla ricerca con l’utilizzo di animali, evidentemente, ma questo si capisce, non si può pretendere che conoscano come si fa ricerca scientifica e come si approva un nuovo farmaco oggi, o a che punto sia la ricerca scientifica, nell’obiettivo primario per me, di eliminare completamente l’utilizzo degli animali. Non si può pretendere che l’ingegner marchini o il sindaco alemanno sappiano che l’American society of Transplant sorgeons, una società a cui io appartengo dal 1993, proprio cinque giorni fa ha annunciato la realizzazione in laboratorio di un rene di topolino con tecniche di bio-ingegneria. Tra non molto, nel giro di qualche anno noi avremo la possibilità di realizzare con queste tecniche diversi organi e potremmo sperimentare le nuove molecole di farmaci su queste cellule, tessuti e organi realizzati in laboratorio. Al momento attuale ogni farmaco che Lei vede in un banco di farmacia o in una corsia di ospedale, per regole internazionali, sulle quali non ha nessuna influenza né il Sindaco in carica di Roma, né l’ingegner Marchini ne Ignazio Marino, debbono essere sperimentati su un animale. Ogni farmaco di quelli in uso per curare un bambino affetto da leucemia o un farmaco per curare una persona colpita da un terribile cancro, è stato sperimentato almeno su un topolino. Se c’è coerenza nel ragionamento dell’Ingegner Marchini e nel ragionamento del sindaco Alemanno, devono dichiarare. Poi ognuno ha il giudizio morale che ha, che se un loro familiare una persona a cui loro sono legati da amore venisse colpito da una malattia terribile, eviterebbero l’assunzione di farmaci perché questi, prima di essere stati messi in commercio, sono stati sperimentati sui topolini per poter poi arrivare alla terapia sull’uomo. Personalmente, se mia figlia fosse colpita da una leucemia io la curerei con i farmaci che esistono in commercio e che sono stati necessariamente sperimentati in codesto modo. Questa è la mia posizione non sono mai stato un vivisettore, detesto chiunque possa far male o nuocere ad un animale. Ho in questo momento due gatti, si chiamano Paolina e Napoleone e a casa mia quando anni fa mori per un tumore un gatto a cui eravamo affezionatissimi e che si chiamava Annibale,è stato davvero un lutto familiare perché consideriamo i nostri animali come parte della nostra famiglia. Più di così non so cosa rispondere. Nei prossimi giorni sottoscriverò un progetto per la difesa degli animali nella città di Roma. Altri commenti su questo non ne ho. Mi sembrano davvero strumentali perché, lo sospetto, non ne sono sicuro ma lo sospetto, che anche l’ingegner Marchini e il sindaco Alemanno abbiano usato nella loro vita almeno un antibiotico.

Il giro del candidato Marino è poi proseguito con la visita di via Franco Sacchetti e via Ugo Ojetti, due delle strade dello shopping del Municipio e non solo. Incontro quindi con i rappresentanti di categoria, tra i quali Massimiliano De Toma, presidente dell’Associazione Commercio Quarto Municipio 4Com, per comprendere meglio le problematiche del piccolo commercio, attanagliato oltre che dalla crisi economica, anche dalla presenza dei maxi centri commerciali.

Luciana Miocchi

Paolo Marchionne è Il candidato presidente per il centro sinistra alle elezioni municipali di Montesacro

8 Apr

PAOLOmarchionne(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Gli elettori di centro sinistra hanno finalmente il nome del candidato presidente di Montesacro: è Paolo Marchionne, con il suoi 3109 voti. Il 32enne attuale capogruppo Pd al consiglio municipale ha vinto con un margine di circa mille voti su Riccardo Corbucci, vicepresidente dell’aula consiliare.  Terzo classificato Claudio Maria Ricozzi, presidente del Pd di Montesacro, fermatosi ad un migliaio di preferenze. Staccatissimo dagli altri, con 277 schede a suo favore, il quarto sfidante, l’indipendente di centro democratico Stefano Di Santo, che ha pagato il recentissimo esordio sulla scena politica del III, una volta IV, Municipio.

Marchionne ha affidato ad un messaggio su fb la prima dichiarazione pubblica dopo aver appreso della vittoria: ”con un totale di 3.109 voti abbiamo vinto le primarie per la presidenza del III municipio. Un risultato collettivo che ripaga i tantissimi militanti e amici che con me sono stati per strada per oltre un mese. Grazie a tutti”.

Riccardo Corbucci ha affidato i suoi ringraziamenti al suo blog personale, scrivendo “Ringrazio i 2.000 cittadini e i tanti volontari ed amici che hanno creduto e sostenuto la mia proposta politica per il III municipio. Tuttavia il risultato delle primarie ha sancito la vittoria del nostro nuovo candidato alla presidenza del municipio Paolo Emilio Marchionne, a cui faccio i complimenti portando in dote per la vera e propria campagna elettorale le idee e i progetti presentati in queste settimane di campagna elettorale nei nostri quartieri.”

Luciana Miocchi

 

Il 4 aprile su Serpentara Tv gli sfidanti alle primarie del centro sinistra per il municipio di Montesacro

3 Apr

Domani, 4 aprile, su http://www.livestream.com/Serpentara in diretta i candidati alle primarie municipali del 7 aprile, a partire dalle 21 e 15.

Nello studio di Serpentara Tv Paolo Marchionne, Claudio Maria Ricozzi, Riccardo Corbucci e Stefano Di Santo confronteranno le loro idee e i loro programmi elettorali.

Per chi volesse intervenire, l’abituale canale chat rimarrà aperto durante la trasmissione. Altrimenti, al nr 329/5813873

Luciana Miocchi

IV Municipio di Roma Capitale: Claudio Maria Ricozzi è il terzo candidato alle primarie per il candidato alla presidenza di Piazza Sempione

16 Dic

ricozzi1(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Primarie del pd effervescenti, quelle per scegliere il prossimo candidato alla presidenza di Piazza Sempione. Con la proposta di Claudio Maria Ricozzi, presidente del partito in IV Municipio, salgono a tre i competitori ufficiali.

Perché chi si reca a votare per le primarie dovrebbe preferire lei rispetto agli altri competitori, Corbucci e Marchionne?

Ho molta esperienza maturata in tanti anni di amministrazione e personale: ho fatto l’assessore, ho un ottimo rapporto con la gente e mi piace interessarmi dei problemi del quarto. Ad esempio, mi sono già ono interessato del parco della Cecchina. Mi dedico alla comunità

Quando ha maturato l’idea di candidarsi?

Da due anni sono sono il presidente del partito democratico del IV municipio. Sono ritornato ad occuparmi più direttamente del territorio, per un periodo mi sono dedicato a problemi di più ampio respiro. Ho visto tante cose ingiuste, tipo la chiusura della casa di riposto di Casal Bertone, i disagi di Villa Spada a causa dell’impianto Ama. Credo che sia necessario dare un imput sulla capacità amministrativa che bisogna avere sul territorio. Mi piace molto dedicarmi a questo, lo faccio in maniera passionale e nel corso del tempo, insieme ad altri amici, ho maturato l’idea di candidarmi per la presidenza di questo Municipio

Sui social network è rimbalzata la polemica con Riccardo Corbucci, il primo a rendere pubblica la partecipazione alle primarie. Aveva un accordo con lui?

Con Riccardo avevamo parlato della sua intenzione di candidarsi al Comune, avevamo cercato di fare un ragionamento. Poi la sua decisione è stata un’altra e in bocca al lupo. Non mi interessa fare polemica

Nel regolamento del partito sono previste le dimissioni da cariche dirigenziali in caso di candidatura alle primarie?

Assolutamente no. Non sono previste e non ritengo di doverle dare. Anche perché l’incarico di presidente che ho svolto in questo anni è stato proprio quello di mettere insieme le diverse anime del partito, unitamente al Segretario. Per quel che mi riguarda è l’obiettivo da raggiungere come dirigenti di partito. Credo di averlo fatto con estrema tranquillità

Giunti a questo particolare punto politico nazionale, le primarie municipali si faranno oppure no?

Le primarie sono l’obiettivo del partito, sono uno strumento che è un modo per coinvolgere più attivamente la gente.

Mi scusi ma intendevo per via del fatto che le politiche arriveranno a febbraio

Per le politiche, sembra agli inizi di marzo, ritengo che il Pd sarà impegnato, visto che la legge elettorale non è stata cambiata, con l’obiettivo di rinsaldare un legame diretto con gli elettori. Quindi ci saranno le primarie a fine dicembre per scegliere i candidati alle camere. E’ un modo per stabilire insieme, al di là della legge che non te lo consente, i candidati nazionali per il partito democratico. Credo che queste siano al momento le primarie più importanti. In caso, qualcosa dovremmo essere in grado di decidere anche da soli.

Una volta fatte le primarie per scegliere il candidato presidente del IV Municipio, o in alternativa, una volta designato, gli sfidanti odierni hanno intenzione di collaborare insieme o ognuno andrà da solo?

Io credo che questo non ci sia bisogno neanche di chiederlo, no. Mi auguro che chiunque sia il candidato del pd, dopo aver raccolto le firme necessarie sia tra gli iscritti sia tra la cittadinanza,anzi credo che una volta deciso questo, avrà l’appoggio incondizionato da parte di tutti

Lei ha finito di raccogliere le firme necessarie alla candidatura?

Per gli iscritti si, per i cittadini stiamo finendo di prenderle. Io sono tutti i giorni in via della Bufalotta dalle 16 alle 18 poi dalle 18 alle 20 al circolo Talenti a parlare con i cittadini, a cogliere le esigenze dei residenti al di là delle scelte della politica, per farne un supporto per quello che sarà il programma politico che si andrà a stilare insieme anche agli altri componenti la coalizione di centro sinistra.

Al di là delle ipotesi di vittoria del vostro candidato, avete avuto una consiliatura con un gruppo di consiglieri eletti in otto e ridottosi a quattro, siete arrivati al terzo capogruppo. Lei ha una sua idea su come si può impedire che si possa verificare nuovamente un simile salto di schieramenti?

Al di la di tutto, le diverse defezioni hanno avuto molteplici sfaccettature che sarebbe troppo lungo qui elencare. Il cambiare idea non si può impedire per legge perché il mandato è personale, non è dato al partito, fermo restando che il Pd anche in quattro ha svolto egregiamente il suo lavoro di opposizione, non mollando mai e stando sempre sul pezzo.

Magari in otto sarebbe stato più agevole

Sarebbe stata un’opposizione più forte ma non si può dire che in quattro sia stata di minore qualità. Una cosa che si può fare è scegliere i nomi in maniera oculata, lavorare sulle candidature. Sicuramente non saranno accettati rientri da parte di chi ha fatto il salto passando alla maggioranza e credo che non si potranno mettere in lista persone che hanno dato appoggio esterno facendo scelte che hanno dato modo di discutere. Stavolta è stato fatto un regolamento per le candidature e le scelte saranno fatte a livello municipale, tenendo presente tutte le realtà. Insieme dovremo valutare come abbiamo fatto anche in questi due anni, persone e candidature.

Che lei sappia, sono finiti i candidati alle primarie del Pd ?

Ci sono altre candidature, l’ultima è quella dell’ex assessore all’ambiente Dario Esposito che sta raccogliendo le firme. Lui ha fatto il regolamento , era nella commissione del partito, conosce bene le norme, il 20% degli iscritti e settecento firme di cittadini

Con questi numeri ci potrebbero essere fino a cinque candidati

La vedo un po’ complicata,perché i circoli sono abbastanza già schierati. Hanno già i loro candidati di riferiemento

Luciana Miocchi

Roma – IV Municipio: Riccardo Corbucci conferma le voci che lo volevano in corsa per le primarie municipali

9 Dic

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Riccardo Corbucci, vice presidente Pd del consiglio municipale esce allo scoperto: sarà uno dei candidati alle primarie municipali che si svolgeranno il 20 gennaio 2013.

villaspada6dicembre5corbucciConsigliere Corbucci, sono sempre più insistenti le voci che la vogliono in corsa per una candidatura a presidente del Municipio. Le conferma o le smentisce?
Le confermo, perché come deciso dall’assamblea romana del Pd il 20 gennaio prossimo ci saranno, ci dovrebbero essere, le primarie per scegliere i candidati alla presidenza dei municipi. La date per le elezioni regionali e per quelle politiche potrebbero far slittare di qualche giorno questa data, ma credo che ormai le primarie per eleggere i candidati a Sindaco e a presidente di Municipio si terranno, comunque, prima delle elezioni amministrative. In questi sette anni abbiamo costruito un progetto politico per il quarto municipio e abbiamo deciso di raccogliere le firme tra gli iscritti come primo passaggio per presentare la candidatura, mentre da lunedì fino al 20 dicembre raccoglieremo anche le firme fra i cittadini per essere fra i candidati  che sfideranno Bonelli o chi per lui alle elezioni vere e proprie.

Dove è possibile firmare la candidatura?
Organizzeremo banchetti per il territorio e poi ci sono i circoli di Piazza Bortolo Belotti 37 e Via Grottazzolina che saranno aperti tutti i giorni dalle 18 alle 20, sabato e domenica mattina.

Si conoscono già i nomi degli altri partecipanti alle primarie?
Del Partito Democratico sta raccogliendo le firme anche Paolo Marchionne. In più ci possono essere anche rappresentanti di altre forze politiche appartenenti alla coalizione, nonché della società civile visto che servono all’incirca settecentocinquanta firme di semplici cittadini per poter presentare una candidatura, sempre all’interno della coalizione di centro sinistra bene comune.

Al momento lei è l’unico che è uscito allo scoperto.
Non ho motivi per tenere segreta la cosa anche perché le firme fra gli iscritti sono ormai state ampiamente raccolte e siamo passati alla raccolta delle firme dei cittadini. Ovviamente questa candidatura dovrà essere verificata dal Pd e dalla coalizione, come prevede il regolamento interno.

Quindi le voci che la davano prossimo a spiccare il volo verso il Campidoglio erano infondate?
Per la verità ho sempre detto che avrei tentato molto volentieri un’esperienza al Comune di Roma, perché credo di aver dato molto non solo all’opposizione del IV Municipio, ma anche a quella cittadina, basta ricordare le battaglie sui mondiali di nuoto, sulla candidatura alle olimpiadi del 2020, sugli abusi edilizi i cui processi sono ancora in corso. Non sono state certo battaglie solo municipali ma di caratura cittadina, che mi avrebbero consentito di portare alcune idee e progetti all’interno dell’assemblea capitolina. Tuttavia le primarie per il municipio vengono prima delle possibili candidature al comune e rispetto ad una richiesta che è arrivata dalla base del mio partito – in modo particolare da tanti iscritti  e da tante persone con le quali abbiamo collaborato, penso alle battaglie sul dimensionamento scolastico e al mondo del sociale in cui ho tantissimi rapporti e tantissimi amici – di fronte ad una chiamata da parte di tante persone con cui ho condiviso una vita, del territorio del IV Municipio, in sono nato e in cui ancora vivo, francamente ho difficoltà a sottrarmi.

Il momento potrebbe essere favorevole al centro sinistra, forse se vincesse le primarie correrebbe davvero il rischio di essere eletto.
Le primarie saranno molto difficili, la vera sfida non sarà tanto vincere, quanto portare moltissime persone a votare. Saranno a gennaio e l’ultima volta abbiamo avuto la neve… speriamo di poterle fare bene e con la partecipazione di tante persone. Qualora queste persone dovessero decidere che io sia la persona più adatta sarà comunque una campagna elettorale difficilissima, perché il presidente Bonelli, se si ricandiderà, avrà comunque uno zoccolo duro di elettori fedeli a lui per vari motivi, uno tra tutti per il quale l’ho sempre criticato, ha sempre sovvenzionato e sostenuto il proprio elettorato e mi aspetto che di questo gliene siano riconoscenti. Credo anche tuttavia che noi abbiamo la forza come centrosinistra di proporre un programma elettorale forte, composto da tante visioni, di cui avremo occasione di parlare più avanti, proposti dai vari competitor, in grado di fornire un offerta politica che il centro destra municipale non è mai stata in grado di esprimere.

Ha mai pensato a come affronterebbe il verificarsi di una situazione analoga a quella consiliatura attuale, in cui l’estrema vivacità dei componenti dell’opposizione in consiglio si è dimostrata anche attraverso molteplici cambi di schieramento, tanti consiglieri sono confluiti al gruppo misto, alcuni sono entrati addirittura nella maggioranza. Come pensa si possa governare con una situazione del genere?
Abbiamo una squadra che se anche è stata rimaneggiata nel corso di questi anni, ora è forte è compatta. In più ci sono tante persone nuove che arricchiranno l’offerta politica del IV Municipio.

Mi scusi, siete rimasti in quattro.
Non siamo rimasti in quattro, siamo di più, mi riferisco a Michela Pace di Sel, che ha dimostrato di essere una persona onesta e capace, integerrima nei suoi valori. Mi riferisco al Pd che è rimasto con quattro consiglieri Marchionne, Rampini, Dionisi ed il sottoscritto, persone forti ed integre, ognuna per le proprie competenze e qualità. E poi ci sarà la nuova classe dirigente che è cresciuta nel territorio e nei circoli.

Eravate otto una volta.
Sulla questione scrissi anche un articolo, definendo gallinacci quelli che se ne sono andati dal Pd. Mi auguro che quelli che definii così ora non tentino di rientrare in nessuna delle formazioni di centro sinistra, ora che il centro sinistra è molto più forte delle altre formazioni politiche alle quali hanno aderito in questi anni. Sono convinto che la scelta sbagliata sia stata la loro, tanto che i voti del partito democratico stanno aumentando, noi abbiamo guadagnato dalla loro fuoriuscita.

E Romeo Iurescia?
Romeo pur non rappresentando certo una novità nel panorama politico locale, è comunque stato un consigliere che per cinque anni è stato all’opposizione ed ha comunque attaccato il centro destra municipale molto più di quelli che si definivano membri del partito democratico e invece sono finiti, guardacaso, nel Pdl o nell’Udc. Questo non va mai dimenticato.

Il Pd ha qualche idea per impedire che si verifichino nuove elezioni di consiglieri facili al cambiamento di pensiero?
Il partito ha finalmente eletto la propria assemblea municipale, che ha l’ultima parola sulle candidature dei consiglieri, cosa che non era presente alle ultime elezioni. Non si erano ancora costituiti gli organismi dirigenti e quindi c’era un’impossibilità di fatto nel selezionare la classe dirigente. Con l’assemblea municipale ora abbiamo la possibilità di garantire una lista selezionata. Per altro ci sono tante figure a mio avviso sul territorio che possono candidarsi legittimamente e portare la propria esperienza. Per quanto riguarda la coalizione io mi auguro che anche le altre forze politiche che aderiranno si dotino di strutture più forti che nel passato, in grado di eleggere delle persone che possano rappresentarle al meglio.
Luciana Miocchi

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