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Arte in stazione a Settebagni – di Alessandro Pino

21 Apr

Due pannelli dipinti da alunni della scuola Ungaretti decorano l’atrio della biglietteria

pubblicato su http://www.di-roma.com

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La stazione Fs di Settebagni – ricalcando in piccolo scali più importanti e conosciuti – è decorata ora da due installazioni artistiche: sono dei gradevoli pannelli dipinti realizzati da alunni della locale scuola media Ungaretti sotto la guida della professoressa Emilia Sanità, docente di Arte, dietro suggerimento della signora Marina Fava, vicepresidente della locale associazione Il Mio DSC_0037Quartiere. Collocati nell’atrio della dismessa biglietteria – al posto di una grande cartina di Roma risalente agli anni Settanta, purtroppo deteriorata e rimossa – i due quadri, astratti ma di chiara ispirazione ferroviaria, sono stati scoperti con tanto di taglio del nastro inaugurale  alla presenza degli studenti che li hanno realizzati, di numerosi genitori e delle autorità locali: hanno voluto partecipare Riccardo Corbucci, presidente del Consiglio del Terzo Municipio di   DSC_0014 cui Settebagni fa parte, il consigliere comunale Massimo Caprari e quelli municipali Francesca Leoncini e Fabrizio Cascapera, l’ex assessore municipale Alessandro Venturieri, l’ingegner Gualario di Rfi in rappresentanza dell’amministratore delegato Maurizio Gentile (impegnato a Milano per l’Expo), il dirigente a riposo delle Ferrovie Francesco Galvano e la professoressa Carla Galeffi, preside dell’istituto Uruguay da cui dipende la Ungaretti, oltre a un gruppo di volontari della associazione di protezione civile  Nucleo Sicurezza Ambientale.    DSC_0033

È stato osservato che la collocazione dei due lavori sarebbe poco felice, rimanendo di fatto nascosti alla vista dei passeggeri  per la distanza dell’atrio dalle banchine utilizzate per la fermata dei treni. Si deve però ammettere con amarezza che nel sottopasso pedonale i quadri sarebbero stati rapidamente rovinati dagli scarabocchi di quei teppisti che notoriamente vi hanno mano libera grazie anche alla totale assenza di vigilanza.

Alessandro Pino

 

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“Giornata Mondiale del libro” alla biblioteca Casa dei Bimbi di Cinecittà – di Alessandro Pino

19 Apr

Laboratori di scrittura e disegno, spettacoli, merende e libri il 23 aprile

Il prossimo 23 aprile si terrà la “Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore” e in tale occasione la biblioteca Casa dei bimbi di Cinecittà est ha organizzato una serie di iniziative in sintonia, in collaborazione con le case editrici RossoSaturno, Lapis, Tunuè, Sinnos, La Nuova Frontiera, Orecchio Acerbo, Ag Book Publishing:  la mattina ci sarà un piccolo corso di scrittura e disegno creativo cui parteciperanno diciotto classi di venti bambini ciascuna provenienti da scuole elementari e medie di tutta Roma.  PINOcasabimbi

Per ritemprarsi dopo tanto impegno verrà servita una merenda in tema “giurassico” con biscotti a forma di dinosauro (anche per celiaci) in una scenografia a tema, preparati da un gruppo di mamme coordinate da Simona Ledda, titolare della casa editrice RossoSaturno che non a caso pubblica i libri della serie animata “I Saurini”. Il pomeriggio invece ci sarà la classica mostra mercato e alle 17 uno spettacolo del comico Jully. La biblioteca Casa dei Bimbi si trova in via Libero Leonardi 153 e l’ingresso è libero.

Alessandro Pino

Conclusa la terza edizione del “Memorial Miriam Sermoneta” – di Alessandro Pino

19 Apr

Grazie ai proventi del premio letterario si perpetuano il nome e l’opera di beneficenza di una persona generosa e altruista

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Con la premiazione tenutasi l’undici aprile presso il Caffè letterario Mameli Ventisette di Roma si è conclusa la terza edizione del  “Memorial Miriam Sermoneta”, concorso nazionale di scrittura creato per ricordare la guardia giurata che si tolse la vita tre anni or sono dopo aver denunciato i disagi di un lavoro pericoloso, mal pagato e precario.  «Era una persona solare che si prodigava per aiutare anziani e bambini, raccoglieva giocattoli e andava al Gemelli e al Bambin Gesù per la Befana – spiega il poeta Giovanni Gentile, organizzatore del premio e presidente della giuria – dopo la sua morte mi sono sentito in dovere di ricordarla, ma non per il gesto quanto per la generosità, per ricordare quanto faceva aiutando gli altri e proseguendone l’opera, perché con i concorsi intitolati a Miriam raccolgo fondi da donare ad associazioni che si occupano di aiutare i bambini».   PINOmemorialsermoneta (5)

I partecipanti sono stati oltre un centinaio e le opere selezionate, lette durante la cerimonia dall’attrice Sarah Mataloni, verranno inserite in una antologia, i cui proventi saranno in parte destinati – tramite l’organizzazione Mission Bambini – a un asilo nido di Roma che assiste minori i cui i genitori non hanno la possibilità di farli mangiare perché magari in difficoltà economiche. A Mission Bambini è stato inoltre donato un dipinto dell’artista Giuseppe Faraone (egli stesso partecipante al premio letterario) che verrà venduto all’asta per reperire ulteriori fondi. La giuria, presieduta da Giovanni Gentile e composta dai poeti Renato Fedi, Alessandro Novelli, Patrizia Portoghese, Roberta degli Innocenti, Gloria Venturini, Mara Zilio, Rocco Pulitanò,Veruska Vertuani e dal favolista Massimiliamo Gabriele ha deciso di premiare i seguenti autori, suddivisi per categorie:

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premio del presidente della giuria

Aldo Ronchin per Laggiù

 

sezione Poesia a tema libero

Rita Muscardin per La casa sospesa sul ponte del tempo

Tiziana Monari per Qui sul Carso

Davide Rocco Colacrai per Le variazioni imperfette di un uomo

 

 

sezione Poesia a tema “La speranza”

Franca Donà per Giorni

Agostino Barletta per Terra

Antonella Santoro per Sentieri abbozzati  e Giuliana Paleotti con Dimitri

 

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sezione Racconto a tema libero

Annamaria Barone per Lo stesso vento di quella notte

Marzia d’Anella per Le pietre e le stelle

Valentina Guastini per Sale, senape e monete

 

Sezione Poesia giovani a tema libero

Ada Maria Angeli

Gabriele Sparagna

Andrea Petricca

Samuel Labianca

Maria Ludovica Alei

 

 

Workshop Moda & Beauty: porte aperte all’Accademia L’Oréal di Roma – di Alessandro Pino

15 Apr

Il palazzo che anticamente fu sede della Pontificia Università Urbaniana, in piazza Mignanelli a Roma – adiacente alla più nota piazza di Spagna – ospita da alcuni anni la Accademia L’Oréal Roma, polo di alta formazione per i più raffinati acconciatori facente capo alla nota multinazionale della cosmesi. PINOfnmeventsA

Ora però i vertici dell’azienda hanno deciso di aprire le porte dell’Accademia a un pubblico più vasto, sempre competente ma non ristretto all’ambiente dei professionisti del capello. Per questo hanno organizzato lo scorso 9 aprile il Workshop Moda & Beauty, incontro nel quale sono stati illustrate a giornalisti e blogger di settore – invitati dalla pimpante Barbara Molinario, direttore della rivista FNM Fashion News Magazine – le attuali tendenze nel look ed è stato presentato il corso per “fashion event manager” che si terrà nelle prossime settimane nelle aule dell’Accademia L’Oréal. Organizzato in collaborazione con l’ente di formazione Com2, Giffoni Academy, Unione Cultura Turismo, Chic Zone e FNM, il corso è mirato a preparare specialisti nell’organizzazione di eventi di moda

Barbara Molinario, direttore di FNM

Barbara Molinario, direttore di FNM

  – ma non solo – e prevede degli stage formativi presso prestigiose aziende del settore. Tra i docenti, oltre alla stessa Barbara Molinario, vi saranno: Daniel della Seta giornalista e conduttore in Rai di “Italia che va…”, Sabrina Baldi dell’ufficio stampa di Renato Balestra, Fabio Nicolai direttore dell’Accademia L’Oréal, la fondatrice di Chic Zone Angela Albarano, Edoardo de Giorgio dell’ufficio stampa di Gattinoni, Carola Assumma curatrice di un ufficio stampa specializzato in grandi eventi e prime teatrali.

Alessandro Pino

La chiamavano Bocca di Rosa – di Luciana Miocchi e Alessandro Pino

13 Apr

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C’è chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l’uno né l’altro
lei lo faceva per passione.

Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.

E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.

Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all’invettiva.

 

E’ qualche settimana che il Pino ed io ci lavoriamo su.

Dapprima avvistamento mitico, leggenda metropolitana difficile da afferrare, con mille voci tutti da verificare. Sarà una bellezza in vendita, sarà una bellezza eccentrica. Sarà che ci mettiamo in testa di trovarla. Anche perchè sui gruppi di vicinato di Fb ci sono donne inferocite che la segnalano nei pressi di parchi e scuole intenta ad attaccar bottone con i maschi di famiglia.

La Signora ci viene raccontata come appariscente, si sposta in bicicletta e sempre fasciata in completi semitrasparenti.

La Salaria è tristemente adorna di corpi in vendita ad ogni ora del giorno e della notte ma mai nessuno  ha suscitato tanto clamore. Decidiamo di fare un giro in giro, ci va buca, nessuna traccia della Signora, nonostante gli orari siano quelli giusti. Ci riproviamo diverse volte, ce la descrivono in diretta dall’autobus, diventa una questione di puntiglio. La dobbiamo trovare.

Nel frattempo, faccio un breve giro su google, dietro suggerimento di un amico evidentemente più scafato di me. Mi ritrovo a leggere di un mondo sconosciuto, al quale non avevo mai pensato.

Esistono siti di recensioni per prostitute, le chiamano Pay. Ebbene si. Posti dove gli utenti si segnalano le novità sul mercato, le prestazioni, scrivono vere e proprie stroncature oppure esaltano le doti della ragazza di turno. Ci sono sigle in codice per tutto, per la tariffa, per le specialità della casa. Clienti gelosi che recensiscono ma solo un po’ e non lasciano i riferimenti per non dover condividere la loro scoperta con troppi altri, altrimenti i prezzi si alzano e la qualità diminuisce.

Uno mi fa salire la rabbia e finisco a soprendermi a maltrattare il primo maschio che mi si para davanti, colpevole solo del suo genere. Vaglielo a spiegare che il mio improvviso giramento di pianeti e costellazioni è provocato dall’aver letto “come andare con la propria ragazza”. Razza di stronzo, vai a mignotte per ricercare come massimo brivido quello di imbatterti in una professionista affettuosa e premurosa come la tua compagna (parole loro eh) ?  Che poi effettivamente, il punto è questo. A puttane non ci vanno solo anziani soli o giovani single o uomini stressati dal lavoro fino al punto di non aver nè tempo nè voglia di intavolare un minimo di parvenza di rapporto umano. Troppi ne ho visti di padri di famiglia fermarsi a contrattare, denunciati dalla presenza del seggiolino per i bimbi sul sedile posteriore. Una donna qualsiasi potrebbe ritrovarsi con l’amara sorpresa di avere un compagno che va in cerca di rapporti mercenari. Purtroppo, questi siti sono sì frequentati per buona parte da cazzari grafomani ma un fondo di verità la contengono.

Informo l’altra metà della ditta scrivente, che ovviamente per dovere di cronaca si documenta abbondantemente. Per il sito la Signora è di mezza età, non invadente, si limita a passeggiare in bicicletta e si avvicina alle macchine parcheggiate con uomini soli a bordo, sempre nella stessa zona circoscritta.

E venne il giorno.  Anzi, la mattina. Nemmeno  il tempo di girare al semaforo che Pino la immortala. Io guido. Con le macchine fotografiche ho un rapporto di amore-odio, meglio ci pensi lui. Poi ci fermiamo ad un bar, il commesso ne ha da raccontare. Noi abbiamo tempo per ascoltare.

Questo qui sotto è il pezzo che ha messo insieme Alessandro Pino.

“Che la via Salaria nel tratto da Settebagni ai Prati Fiscali pulluli di prostitute a ogni ora del giorno e della notte non è una novità, sono anni che si dibatte sull’argomento e nemmeno si fa quasi più caso alla esposizione permanente di cosce e sederi lungo a bordo strada. Da circa un mese però  in tale panorama sta facendo parlare di sé in rete e sulla stampa una new entry, anglicismo d’obbligo non potendosi dire “un volto nuovo” dato che fino a oggi sono apparse immagini della persona in questione ripresa esclusivamente da dietro: a quanto si è letto la signora, invece di attendere i clienti sul marciapiede, andrebbe a cercarli in bicicletta, pedalando in una tenuta molto aderente e semitrasparente  tra Castel Giubileo e Villa Ada. Le due località distano qualche chilometro tra esse, ma è evidente che questo non sia un problema per la misteriosa e avvenente pedalatrice, anzi è la conferma  – in linea con il pensiero del sindaco ciclista Ignazio Marino – che andare in  bicicletta fa bene alla salute: perché è inutile negarlo, la signora possiede un lato B strepitoso e due cosce ben muscolose, di quelli da finire fuori strada su un pilastro per la distrazione quando la incontri e in tal senso giudizi unanimi vengono espressi su forum specializzati – una vera e propria sottocultura, un mondo a parte con un suo gergo in codice – nei quali allupati naviganti si  scambiano pareri e recensioni in piena regola dalle quali si è venuto a sapere che la ciclista sarebbe italiana, con un passato da ballerina della Rai. Meno entusiasti – eufemismo per indicare un tasso di velenosità che al confronto un cobra è un animaletto d’affezione – i pareri di svariate iscritte a gruppi  Facebook come “Settebagni e Castel Giubileo” , inviperite perché a loro dire i loro mariti verrebbero insidiati mentre attendono i figli all’uscita della scuola. Qualche moglie ha anche invocato manifestazioni, ronde e l’intervento delle autorità per invitare la presunta rovinafamiglie a pedalare altrove, proposta che sinceramente – dopo anni che avvengono manifestazioni contro la prostituzione nella zona senza che cambi nulla – appare abbastanza velleitaria. Curiosamente mancavano quasi del tutto commenti maschili: evidentemente era grande la paura dei mariti di dover subire scenate del tipo “tanto lo so che le sbavi dietro” e allora meglio far finta di niente. “Lei” intanto continua a macinare chilometri e a agganciare clienti, facendo accantonare l’ipotesi che non fosse una prostituta ma soltanto una persona un po’ eccentrica desiderosa di mostrare le proprie grazie: proprio durante il breve sopralluogo cui si riferisce la foto è stata vista allontanarsi a piedi conducendo a mano il velocipede, seguita a pochi passi di distanza da un giovanotto sulla trentina.”

* * *

Qualche giorno dopo la nostra uscita, il messaggero le dedica un piccolo articolo. La Signora fornisce un nome diverso da quello con cui l’abbiamo conosciuta, descrive una vita di scuole private per i figli, tutto l’armamentario di balle che si raccontano per farsi lasciar perdere. Ancora una volta i commenti più velenosi vengono dalle altre donne. Immancabilmente, ad ogni post, mi ritorna in mente la canzone di De Andrè. Non riesco a fare a meno di pensare che la bicicletta più che una questione di marketing sia una necessità per sfuggire alla dura legge dei pappa dell’est. Non avendo un posto preciso dove battere non viene infastidita dai protettori che altrimenti le farebbero passare dei gran bei brutti quarti d’ora. Almeno è padrona di se stessa, spinta “soltanto” dalle proprie necessità o scelte che dir si voglia.

Passano altri giorni, nemmeno ci pensavo più. La ciclista dalla tutina aderente non l’avevo più vista. All’improvviso mi si para davanti, sulla Salaria dal traffico che procede a rilento. Mi pedala a fianco, lentamente. Essì, il sellino tirato su ad arte mette in risalto un fondoschiena scolpito dai chilometri, quasi in vetrina, fasciato nei soliti pantaloncini da ciclista, traslucidi e molto rivelatori.

Un suv nero mi sorpassa in fila poi si infila tra me e la macchina che mi precede, costringendomi a frenare. Il guidatore fa cenno alla ciclista, indica con la mano la strada laterale che costeggia la Salaria. Lei fa un cenno con il capo e gira sulla stessa via. Scompaiono alla mia vista, il traffico comincia a scorrere più veloce. Poco più avanti, nonostante siano solo le dieci di mattina, una sfilza di giovani bellezze dell’est mostrano il deretano a poca distanza l’una dall’altra. Questo offre il mercato. Evidentemente questa è la richiesta. Culi. La faccia non è importante, nemmeno il fisico. Forse sperano siano anche mute. Un po’ mi vien la nausea. Forse potrebbe essere anche l’invidia per il posteriore da concorso, chissà. Certo è che la legge Merlin ha chiuso le case di tolleranza ma non ha eliminato la pratica. Anzi, l’ha sbattuta in miglior evidenza, sulle strade. Non ci si può far niente, il coraggio del legislatore si è esaurito giusto prima di scrivere che la prostituzione è reato, dopo aver avuto un impennata di orgoglio vietandola al chiuso. Probabilmente gli italiani sono ancora troppo poco maturi per ammettere che bisogna colpire sfruttatori e favoreggiatori ma che l’attività volontaria va regolamentata. O almeno vietata, cribbio! Sarebbe divertente vedere quanti e quali maschi finirebbero dietro le sbarre per essere andati a puttane. L’unico modo per sfangarla: farsi venire a riprendere da madri e compagne. In distribuzione gratuita, all’uscita del commissariato, randelli di solida quercia da affidare alle gentili mani femminili di famiglia.

Un raccoglimento antico: alcuni scatti dalla Via Crucis a Settebagni – di Alessandro Pino

4 Apr

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Alcuni scatti dalla Via Crucis del 3 aprile a Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale

Un centinaio di persone con i lumini in mano, alla testa del corteo la Croce portata dagli scout, percorrendo il consueto itinerario: l’uscita dalla parrocchia di Sant’Antonio di Padova imboccando la via omonima, poi su per la parte collinare del quartiere e la discesa fino alla Salaria per tornare in chiesa.   20150403_201138

Forse pochi i partecipanti per un quartiere che ormai ha superato i diecimila abitanti; ma probabilmente qualcuno era già partito per la classica visita ai parenti che abitano lontano, altri si sono affacciati a guardare dalla finestra, magari qualcuno malato o carico di anni e impossibilitato a esserci fisicamente ha fatto trovare la porta di casa illuminata da ceri votivi. Certo è che anche chi non è un fervente cattolico ha potuto percepire l’atmosfera raccolta, il percorrere tutti insieme le stradine buie e deserte che – nonostante Settebagni sia a tutti gli effetti un quartiere del Comune di Roma Capitale – davano quasi l’idea di processioni in borghi antichi.

Alessandro Pino

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Omaggio al Maestro: una giornata ad Ardea per ricordare Franco Califano – di Alessandro Pino

3 Apr

 

pubblicato su http://www.di-roma.com

Nel secondo anniversario dalla morte fan, cimeli, artisti, canzoni e a sorpresa la promessa di una piazza intitolata al Califfo

Il 30 marzo del 2013 scompariva Franco Califano. Nel fine settimana precedente il secondo anniversario della morte del Maestro (soprannome che il poliedrico cantante e attore sembra preferisse a quello di “Califfo”) gli è stato reso omaggio nella cittadina Ardea, DSC_2293dove riposa assieme al fratello e al nipote; l’iniziativa, patrocinata dalla locale amministrazione comunale, è stata organizzata dalla Franco Califano Onlus, dalla Associazione per lo Spettacolo e dalla Filarmonica di Ardea.

Proprio nel cimitero ha avuto inizio la giornata in onore di Franco, con la celebrazione della Santa Messa presso la cappella interna e l’omaggio degli amici e dei fan davanti la tomba su cui è riportato l’evocativo titolo di un suo brano: “Non escludo il ritorno”. Spostandosi di poche centinaia di metri è stata poi raggiunto il     DSC_2264 Municipio accanto al quale ha sede la Casa Museo che ospita numerosi cimeli del Maestro: il pianoforte, l’angolo della toilette con tanto di boccetta del suo dopobarba preferito – sorprendentemente, Fahrenheit di Dior – la poltrona in pelle, le tappezzerie leopardate che tanto amava, le locandine dei film da lui interpretati immancabilmente nella parte del figlio di buonadonna, tante fotografie.

Nella sala consiliare, gremita fin nei posti solitamente riservati ai consiglieri, lo scrittore Paolo Silvestrini ha presentato “Musica e Parole”, musica e testi composti dallo stesso Califano. Presente al gran completo il gruppo condotto dal maestro Alberto Laurenti, DSC_2259l’ultimo in ordine di tempo tra quelli che avevano accompagnato Califano nella sua carriera. L’esecuzione di brani del Maestro, come gli piaceva lo appellassero – accompagnata calorosamente dagli spettatori – è stata intervallata dalla lettura di brani  affidati alle voci notissime dei doppiatori Laura Romano e Rodolfo Bianchi. Ha partecipato all’omaggio anche la band locale dei Ghost, interpretando un brano insieme all’istrionico Laurenti. Al termine della manifestazione sono state consegnate agli artisti intervenuti, ai rappresentanti di Filarmonica, Aps e Franco Califano Onlus, nonché a Donatella Diana, curatrice dell’allestimento della casa museo, delle DSC_2253 targhe in ricordo della giornata da Luca Di Fiori, sindaco di Ardea e dall’assessore alla cultura, Riccardo Iotti, simbolicamente ricambiato da Antonello Mazzeo – presidente della Franco Califano Onlus e storico amico del Maestro – con una targa ben più grande e pesante: quella in marmo di una futura “piazza Franco Califano” che il primo cittadino ha mostrato intenzione di volere presto utilizzare.

Alessandro Pino

I Saurini dalla televisione arrivano in libreria – di Alessandro Pino

30 Mar

pubblicato su http://www.di-roma.com

Una nuova collana di volumetti didattici presentata  al museo Explora di Roma

C’è un gruppo di personaggi dei cartoni animati che contende le preferenze televisive dei bambini più piccoli alla onnipresente PINOsaurini (1)maialina inglese: sono i Saurini, cinque cuccioli di dinosauro che viaggiano nel tempo  – creati dalla fantasia di Raffaele Bortone –  le cui avventure vengono trasmesse sui canali tematici Rai che ne è coproduttrice assieme alla italiana Animundi. I piccoli spettatori adesso possono trovare i Saurini anche in una collana di tre volumetti didattici, editi dalla Rosso Saturno e presentati di recente a Roma nella cornice del museo Explora, spazio espositivo mirato a far scoprire  il mondo ai più giovani. I tre libricini si intitolano “Impara l’Alfabeto con i Saurini”, “Impara i PINOsaurini (3) numeri con i Saurini” e “L’amicizia con i Saurini” che è un piccolo manuale di disegno creativo e di sceneggiatura.  Parte del ricavato delle vendite sarà devoluto all’ospedale pediatrico Bambino Gesù per un progetto che si chiama “Verso un ospedale senza dolore” e servirà ad acquistare una tac superveloce.

Alessandro Pino

Je suis Miriam Sermoneta – di Alessandro Pino

24 Mar

A tre anni dalla morte della guardia giurata che si uccise denunciando disagi, egoismo e indifferenza

sermonetaSono ormai tre anni che Miriam Sermoneta si è uccisa: la ragazza, di professione guardia giurata, si sparò al cuore nella propria abitazione vicino Tivoli il 24 marzo del 2012. Vicino al corpo fu trovata una breve lettera, ideale epilogo di quella che aveva indirizzato apertamente al Presidente della Repubblica tempo prima, denunciando il disagio per un lavoro mal pagato e fatto di disagi, pericoli e precarietà di ogni genere, ultima in ordine di tempo lo stato di crisi della società di vigilanza per cui lavorava, la Axitea, in passato meglio conosciuta come Mondialpol Roma. Dopo qualche giorno di immancabile polverone mediatico sull’argomento venne presto dimenticata nell’egoismo e nell’indifferenza più totali, dando ampia evidenza di cosa potesse aver contribuito alla sciagurata decisione di puntarsi addosso la canna della pistola e premere il grilletto. A Miriam fu risparmiato di vedere cosa accadde dopo, quando fu chiaro che la Axitea avrebbe proceduto con il mettere in mobilità oltre cento guardie senza incontrare la minima resistenza – da cui paradossalmente si sarebbe salvata in quanto “quota rosa” – e uscì il peggio da troppe persone: come naufraghi che si prendono a morsi contendendosi una ciambella di salvataggio condannando ad annegare il più debole, chi ne aveva la possibilità cercò di imbucarsi sgomitando in altre aziende, altri riuscirono a farsi dichiarare praticamente incedibili dai clienti presso i quali prestavano servizio, svicolando così dalla lista dei condannati alla perdita del lavoro. E intanto che la mattanza andava avanti, si aveva l’impressione che troppo spesso nei superstiti, quelli che si erano salvati, prevalesse un atteggiamento pilatesco, del tipo “ci dispiace ma non è dipeso da noi, non potevamo fare altro”: in fondo, per loro la vita continuava, la pelle l’avevano salvata, la dignità in alcuni casi no, ma con quella non si mangia. La cattiveria umana ha dunque prevalso e chi dovrebbe vergognarsi non ci pensa minimamente, appagato di aver mantenuto il proprio meschino privilegio: sul piano materiale i cattivi hanno vinto, ma rimangono azzerati nel confronto con la figura di Miriam, tragica e tormentata eroina in armi del Ventunesimo secolo il cui nome non a caso viene oggi perpetuato da un concorso letterario, ricordandola così a un livello superiore a quello delle umane bassezze nelle quali si trovò a naufragare.

Alessandro Pino

 

 

Incontro pubblico sulla viabilità a Settebagni, Terzo Municipio di Roma Capitale: un fiasco? – di Alessandro Pino

18 Mar

Si è tenuto il 17 marzo presso la sala parrocchiale di Settebagni (Terzo Municipio di Roma Capitale) un incontro pubblico per discutere alcune possibili variazioni alla viabilità locale, già illustrate lo scorso dicembre a piazza Sempione dal consigliere municipale Fabio Dionisi – presidente della commissione Lavori Pubblici – a un gruppo di cittadini vicini alla associazione “Il mio quartiere” che si erano assunti il compito di farle conoscere agli altri residenti in vista, appunto, di successive riunioni. Oltre allo stesso Dionisi era presente il funzionario della Polizia di Roma Capitale Sonia Pompili che ha spiegato come le diverse 20150317_184857bozze di modifica della circolazione siano state studiate per venire incontro alle lamentele ricevute da numerosi genitori di alunni delle scuole di via dello Scalo di Settebagni – attualmente a doppio senso di marcia – in merito agli ingorghi che la intasano specialmente in orario di ingresso o uscita degli studenti, spesso accompagnati in macchina; da qui l’idea di istituire il senso unico su quella strada, giudicando utile inoltre – almeno secondo uno dei progetti – invertire quello del vecchio e stretto sottopasso di via Sant’Antonio di Padova destinandolo all’uscita in direzione Salaria. Tutto questo per provare a snellire il traffico in un quartiere che da alcuni anni sta aumentando nel numero di abitanti per via delle nuove edificazioni, in mancanza però di nuove infrastrutture – come un nuovo ipotetico sottovia – che sembrano sempre più appartenere alla fantascienza. Spiegazioni più approfondite non c’è stato modo di ascoltarne, sia perché le possibili modifiche erano in parte già note anche in seguito ad articoli di stampa, ma soprattutto perché l’incontro è consistito pressoché integralmente in una sovrapposizione di animate discussioni non solo sul merito della materia – tra i sostenitori e detrattori di una nuova eventuale viabilità – ma anche sulla forma, essendo stato contestato da alcuni un presunto ruolo privilegiato avuto dalla associazione “Il mio quartiere” nei rapporti con l’amministrazione municipale. L’impressione è che la viabilità sia stata forse una sorta di scintilla che ha fatto detonare definitivamente un malanimo latente nella zona, venuto allo scoperto dopo anni di reciproci malumori che covavano sotto la cenere. Sta di fatto che dopo poco più di un’ora l’incontro è terminato senza concludere nulla, se si esclude la proposta da parte di alcuni partecipanti di un senso unico alternato nel vecchio sottopasso, regolato da semaforo; Dionisi si è detto possibilista al riguardo, assicurando che avrebbe sottoposto l’idea agli uffici competenti per vagliarne la fattibilità, sulla quale però aveva già espresso dubbi il funzionario Pompili per la mancanza di spazio nel quale attendere la luce verde. Certamente non era in programma di prendere alcuna decisione nell’occasione e Dionisi ha più volte ripetuto che i differenti progetti sono senz’altro passibili di modifiche che tengano conto dei pareri dei residenti, come pure di rimanere lettera morta se fosse evidente la contrarietà degli stessi. In tal caso sarebbe necessario stabilire in quali forme e modalità tali pareri andranno espressi (un referendum di quartiere, forse?) così da evitare astiose polemiche. È innegabile però che a Settebagni qualche provvedimento vada preso, altrimenti si continuerà a rimanere in coda impiegando un quarto d’ora solo per uscire dal quartiere.
Alessandro Pino

Inseguimenti nel centro di Roma con 007: proseguono le riprese di Spectre

25 Feb

pubblicato su http://www.di-roma.com

Proseguono nella Capitale le riprese di Spectre, nuova pellicola PINO spectre bis Cdell’agente 007: completate le riprese all’Eur sotto il colonnato del Museo della Civiltà Romana, il set si è spostato nel centro storico per filmare alcune sequenze in notturna. La sera del 23 febbraio dunque è stato completamente chiuso l’accesso al corso Vittorio Emanuele nel tratto dal Tevere fino all’incrocio con il corso del Rinascimento per girare la scena di un inseguimento automobilistico; anche le traverse erano sbarrate da doppie transenne con grande spiegamento di personale della security e della Polizia di Roma Capitale, forse esagerato visto che a seguire i lavori c’era solo qualche gruppuscolo di curiosi oltre a pochi giornalisti e fotografi – tra cui il re dei paparazzi Rino Barillari   PINO spectre bis A – e alcuni residenti non troppo entusiasti  che aspettavano le momentanee aperture dei varchi per rincasare.  Lungo corso Vittorio intanto veniva ripetuta più volte la scena con i veicoli in movimento – assai lento in verità  – tra cui la nuovissima Aston Martin Db 10 con  il protagonista Daniel Craig al volante che…fingeva di guidare, avendo la visuale coperta da uno schermo di riflettori montati davanti al cofano: la granturismo inglese era in realtà modificata per essere condotta da un un operatore appollaiato sul tetto.  Tutto questo ovviamente per PINO spectre bis Eottenere delle inquadrature ottimali sul grande schermo, una bella rogna però per chi volesse qualche immagine dal vivo dell’attore britannico: si rivela provvidenziale dunque essere in compagnia del fotografo di moda Roberto Scardoni, che negli scatti qui presentati ha reso ben riconoscibili i lineamenti spigolosi dell’attore  britannico nonostante le luci riflesse sui finestrini dell’Aston Martin. Verso l’una di notte parte del personale della sicurezza  privata smobilitava, lasciando intuire che l’azione si era spostata altrove: sulla via del ritorno infatti entrambe le sponde del lungotevere, in precedenza inanimate,  brulicavano di tecnici, comparse e attrezzature.

Alessandro Pino

All’Eur sul set di Spectre, nuova avventura di James Bond – di 007 Pino, Alessandro Pino

20 Feb

spectre C (2)

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Sono iniziate il 19 febbraio a Roma le riprese di Spectre, nuovo capitolo della serie di James Bond, l’agente segreto nato dalla penna di Ian Fleming. Il giorno prima si era saputo dove avrebbe luogo il primo ciak: all’Eur sotto l’imponente colonnato del Museo della Civiltà Italiana, trasformato per esigenze sceniche – con tanto di finta parete di loculi- nel cimitero del Verano, per il quale era stata negata l’autorizzazione dalla congregazione religiosa competente. spectreBEssendo la prima volta che una pellicola di 007 – personaggio dal seguito mondiale- viene ambientata nella Capitale sarebbe stato normale aspettarsi arrembaggi al set da parte di fan pronti a tutto per uno scatto ravvicinato al protagonista Daniel Craig o a Monica Bellucci, qui Bond girl ormai cinquantenne ma sempre icona di fascino ed eleganza. E invece niente di tutto ciò: arrivati davanti al Museo in piazzale Giovanni Agnelli, transennato e sorvegliato certo ma senza filo spinato o mute di cani lupo, l’unico gruppetto di una decina di persone era quello dei fotografi professionisti muniti di teleobiettivi di quelli che riprendono anche un brufolo a cento metri. Più o meno era quella infatti la distanza dal punto in cui si muoveva la troupe, con le attrezzature e i macchinari per la finta nebbia, le comparse in abito da corteo funebre (parecchio anni Cinquanta, a dire il vero) e naturalmente il divo Craig, riconoscibile anche da lontano per l’acconciatura tagliata con l’accetta al pari degli zigomi e l’inconfondibile camminata alla James Bond, schiena dritta e ampie falcate.spectre ADi curiosi ce n’erano proprio pochi, un paio di adolescenti che avevano saltato la scuola apposta, tre o quattro impiegate dei numerosi uffici presenti in zona venute a trascorrere una pausa pranzo all’insegna della mondanità e alcuni fan di quelli veramente ferrati in materia, quelli che di 007 sanno davvero vita morte e miracoli: addirittura uno di loro, Ilario Citton, presidente del “Le Cercle James Bond Club Italia” – associazione che conta circa duecento cultori del personaggio – per qualche minuto ruba letteralmente la scena all’agente con licenza di uccidere, conquistando l’attenzione degli inviati dei telegiornali nazionali. Cinque ore di appostamento diventano troppe anche per un giornalista che si vanta di aver stretto la mano a Sean Connery, per cui si va via dando un ultimo sguardo alla sagoma dell’immancabile Aston Martin coperta da un telo. Le riprese di Spectre però proseguono e sembra che avranno luogo anche su via Nomentana in zona Porta Pia e nei pressi di piazza Barberini. Nel caso James Bond decidesse di scendere nell’omonima stazione della metropolitana, sarebbe meglio che lasciasse il celebre orologio Omega in albergo: farselo sottrarre da una delle famigerate borseggiatrici non sarebbe onorevole…
Alessandro Pino

Bottiglie incendiarie trovate lungo la ferrovia vicino Settebagni – di Alessandro Pino

17 Feb

Maldestro tentativo di sabotaggio sulla linea ferroviaria che attraversa il territorio del Terzo Municipio: la mattina del 13 febbraio nei pressi della stazione di Settebagni sono state trovate  due bottiglie in PINO molotovplastica piene di liquido infiammabile all’interno di chiusini di passaggio per cavi elettrici, lungo i binari su cui transitano sia i treni a lunga percorrenza che quelli della linea da Fiumicino aeroporto a Orte/ Fara Sabina. Sui coperchi dei pozzetti era tracciate scritte contro la realizzazione della Tav (Treno Alta Velocità). Non sembra comunque ci siano stati danni agli impianti, forse per la scarsa perizia degli sconosciuti attentatori: sul posto sarebbero stati rinvenuti anche fiammiferi bruciati e altro materiale di innesco, segno probabilmente che abbiano provato ad accendere i men che rudimentali ordigni senza riuscirci. A fare la scoperta alcuni operai che hanno subito allertato la Polizia Ferroviaria per i rilievi del caso. A pensarci bene però la notizia vera- più che la scoperta delle bottiglie potenzialmente incendiarie- è che sul tratto di ferrovia in questione ci siano ancora cavi elettrici salvatisi dalla predazione dei soliti noti.

Alessandro Pino

Settebagni: un Carnevale casereccio ma che piace sempre – di Alessandro Pino

17 Feb

La festa di Carnevale a Settebagni, tenutasi quest’anno il pomeriggio del 14 febbraio, è una di quelle PINOcarnevalesettebagni15 Dricorrenze- al pari della pennata estiva o della polentata natalizia, tutte organizzate dal Comitato festeggiamenti Sant’Antonio di Padova- che scandiscono il corso del tempo in un quartiere ancora a dimensione quasi paesana nonostante le nuove ingenti edificazioni e i furti in casa che stanno inquietando i residenti. Seguendo una formula è semplice e collaudata si è iniziato- grazie alle condizioni meteo favorevoli- con la sfilata dei bambini in maschera sul pianale di un furgone e la banda Giuseppe Verdi ad aprire il corteo, percorrendo la parte collinare del quartiere per ritornare alla parrocchia dove si è infine scatenata l’allegra pipinara tra lanci di coriandoli e sgranocchiando dolci e pizze fritte, impastati e cotti al PINOcarnevalesettebagni15 Amomento dalle cuoche del Comitato. Tra i costumi visti in questa edizione, la palma dell’originalità è andata senz’altro a una signora travestitasi da confezione di un noto medicinale contro l’influenza. Non proprio il Carnevale di Rio insomma, ma va benissimo così, tutto sommato sono state un paio d’ore tagliate a misura di un pubblico di ogni età e di gusti caserecci che ha mostrato di gradire molto anche la novità dell’animazione con giostrina gonfiabile e distribuzione di pop corn e zucchero filato, affollando il sagrato come raramente si vede.

Alessandro Pino

Stazione di Settebagni: pareti imbrattate per l’ennesima volta – di Alessandro Pino

17 Feb

pubblicato su http://www.attualita.it

Gli ultimi scarabocchi

Gli ultimi scarabocchi…

Quando nei mesi scorsi fu imbiancato per l’ennesima volta il sottopasso nella stazione ferroviaria di Settebagni, in molti si saranno chiesti il senso di tale sommaria manutenzione periodica, prevedendo che non ci sarebbe voluto molto prima che le mura diventassero nuovamente preda dei soliti teppisti muniti di vernice spray e pennarelli formato magnum (posto che le tabelle e le vetrine degli orari rimangono deturpate). E così è stato, appunto: ecco servita una nuova serie di quelli che qualcuno osa ancora chiamare

...e i precedenti, nello stesso punto

…e i precedenti, nello stesso punto

“graffiti”, assegnando così dignità culturale a volgari scarabocchi opera di teppisti. Il discorso è il solito, si invoca la mancanza di fondi per pagare un servizio di piantonamento, mentre  le telecamere di sorveglianza – ove installate – con tutta evidenza non rappresentano un deterrente, al punto di far sorgere dubbi sul loro funzionamento o semplicemente sull’effettiva visione delle immagini da parte degli addetti. Viene però spontaneo  chiedersi  se convenga  di più spendere per un ripristino dei luoghi destinato a vita breve o piuttosto per una vigilanza che contrasti il vandalismo e ogni altra forma di illegalità: una parete imbrattata forse ad alcuni preoccupa poco, ma in assenza di controlli può succedere ben altro.

Alessandro Pino

Alle solite: piove e a Bel Poggio straripa il fosso di Settebagni- di Alessandro Pino

5 Feb

Come c’era da aspettarsi, l’intensa pioggia caduta a Roma nella notte tra il 4 e 5 febbraio ha causato lo straripamento del fosso di DSC_1394Settebagni nel tratto in cui scorre sotto  il ponticello di via Lello Maddaleno, località Bel Poggio: poco dopo le nove di mattina il livello dell’acqua-o meglio del fango- ha raggiunto e superato il bordo della strada. Nel pomeriggio la situazione sembra essere migliorata ma per prudenza sono state poste delle reti in plastica arancione ai bordi della struttura- il cui guard rail metallico è danneggiato- per   DSC_1392 scongiurare incidenti specialmente al buio. È proprio per evitare il ripetersi delle esondazioni- che in passato nei casi più gravi hanno di fatto  isolato i residenti di Bel Poggio- che il ponticello sarà in futuro sostituito da uno nuovo, da realizzare nell’ambito dei cosiddetti Print (Programmi Integrati), ossia interventi di riqualificazione urbana recentemente votati in Consiglio Municipale.

Alessandro Pino

FNM- Fashion News Magazine: dal web alla carta patinata

4 Feb

Nel calendario di Altaroma la presentazione di un nuovo magazine di moda e costume al Margutta RistorArte

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Da sinistra: Cinzia Malvini, Vittorio Maria de Bonis, il direttore di FNM Barbara Molinario, Iolanda Pomposelli e Janet de Nardis

Inserita come evento collaterale nel calendario della kermesse di moda Altaroma, si è tenuta lo scorso 2 febbraio la presentazione della rivista FNM– sigla di Fashion News Magazine, la stessa del sito web specializzato in stile di vita e costume da cui trae origine- nella elegante cornice capitolina del Margutta RistorArte. Locale gremito all’inverosimile da un sofisticato pubblico di intenditori, in mezzo al quale si riconoscevano volti che solitamente appaiono sul teleschermo: seduta a un tavolo la signorina buonasera e Miss Italia Claudia Andreatti, poco più in là l’attrice e regista Fioretta Mari, la presentatrice tv Maria Monsè, il conduttore e organizzatore di eventi

Un momento del defilè

Un momento del defilè

Nino Graziano Luca. Ugualmente noti i visi che hanno affiancato la sorridentissima Barbara Molinario, Direttore di FNM- emozionata quella punta che ci vuole- nella presentazione della neonata rivista: Janet de Nardis, già mannequin e teleannunciatrice della Rai, oggi direttore artistico del Roma Web Fest e lei stessa membro della redazione; la giornalista di moda de La 7 Cinzia Malvini; la scrittrice Iolanda Pomposelli, il cui romanzo D’altronde sono uomini ha ispirato il tema del primo numero; lo storico dell’arte Vittorio Maria de Bonis e Tina Vannini, titolare del Margutta RistorArte e ospite a sua volta di FNM nella rubrica Tacchi e forchette. Tutti portatori contagiosi di un entusiasmo palpabile e

Da sinistra: Nino Graziano Luca, Fioretta Mari, Claudia Andreatti

Da sinistra: Nino Graziano Luca, Fioretta Mari, Claudia Andreatti

salutare, specialmente in un momento nel quale parecchie testate sono costrette a compiere il passo inverso ritirandosi dalla carta stampata e limitandosi a pubblicare on line. Un defilè di abiti, borse artigianali e gioielli accompagnato dalle note di un pianoforte ha concluso la conferenza stampa vera e propria, seguita dall’assalto al rinfresco rigorosamente vegetariano come nella tradizione del Margutta RistorArte: in definitiva è stato un appuntamento mondano elegante ma al tempo stesso agile come il nuovo, compatto e patinato magazine che – è utile ricordarlo- viene distribuito solo su abbonamento (le informazioni per riceverlo sono sul sito http://www.fashionnewsmagazine.com).

Alessandro Pino

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Il pubblico del Margutta RistorArte

Il pubblico del Margutta RistorArte

Il bilancio partecipativo…senza la partecipazione- di Alessandro Pino

28 Gen

Riunione in Municipio dei Comitati di quartiere con Marchionne

Due giorni dopo l’approvazione in Consiglio del bilancio di previsione si è tenuta in Municipio la riunione che era stata concordata prima del voto tra il presidente Marchionne e i principali Comitati di quartiere proprio sul cosiddetto bilancio partecipato: essendo avvenuta a giochi fatti si sarebbe potuto supporre che il significato del venire resi partecipi fosse mutato in un sempliceDSC_1379 “essere edotti” dall’originario “coinvolti nelle decisioni riguardanti la destinazione delle risorse”. Così è stato solo in parte ma in un senso ancor più restrittivo, perché nel concreto le linee portanti dell’incontro sono state da un lato la richiesta (per bocca di Silvana Caudai del Comitato Città Giardino) di una relazione illustrativa di un bilancio altrimenti difficile da comprendere anche per degli esperti ma soprattutto l’esternazione dello scontento per la promessa disattesa (e presente nel programma elettorale di Marchionne) del coinvolgimento. In particolare il malumore riguardava l’ordine del giorno votato contestualmente al bilancio che individuava quattro interventi prioritari per impiegare il milione di euro bonus destinato dal Campidoglio a ogni Municipio: la riqualificazione delle piazze Menenio Agrippa e Corazzini, la riapertura del nido di Castel Giubileo e soprattutto la realizzazione di una ciclabile sul viadotto dei Presidenti, avversata da opposizione e Comitati per il costo ritenuto eccessivo rispetto all’utilità (si è parlato di ottocentomila euro) e che occupando la predisposizione tranviaria al centro del viadotto accantonerebbe definitivamente l’idea originaria di un binario da Colle Salario al viale Togliatti. Duplice la linea tenuta dal presidente Marchionne  (affiancato dal presidente del Consiglio Municipale Riccardo Corbucci, dalla consigliera Anna Punzo, guida della commissione bilancio e verso la fine dall’assessore municipale al commercio Vittorio Pietrosante, mentre era rimasto sull’uscio per mancanza di spazio il consigliere di maggioranza Gianluca Colletta): da un lato il mancato coinvolgimento è stato imputato alla ristrettezza dei tempi imposti dal Comune, dall’altro è stata rivendicata la presenza della ciclabile nel programma per la cui attuazione aveva ricevuto mandato vincendo le elezioni. Immediata la replica dei consiglieri di opposizione presenti (Bonelli, Cascapera e Moretti) i quali gli rinfacciavano che nel programma era presente anche quel processo partecipativo cui si è venuti meno, mentre l’argomentazione della tempistica sfavorevole veniva rigettata da Mimmo D’ Orazio e Lorella Giribaldi (rispettivamente leader del Comitato Serpentara e della Associazione Agorà) che ribadivano inoltre di aver avuto il 15 gennaio da Marchionne la promessa di un incontro che precedesse il voto in Consiglio. Un muro contro muro insomma, apertosi parzialmente quando Marchionne ha chiesto un parere sulla bontà delle scelte compiute con l’ordine del giorno: a quel punto i Comitati hanno risposto affermativamente – fatta salva la famigerata ciclabile – tra lo stupore di alcuni dei presenti, dando l’impressione che il dissenso riguardasse il metodo più che i contenuti. L’incontro si è concluso con la richiesta da parte dei Comitati di un coinvolgimento immediato per la fase delle variazioni di bilancio, sulla quale però Marchionne non sembra essersi espresso nettamente, limitandosi a promettere la consegna della relazione per la metà di febbraio. Un invito al presidente del Municipio a ritirare il famigerato ordine del giorno è giunto altresì sul finale da parte di Massimo Moretti del M5S; in mancanza di ciò, per adesso si andrà avanti con l’idea (comunque ancora solo tale, mancando un progetto) di realizzarla.

Alessandro Pino

 

Salaria perennemente al buio: non se ne può più- di Alessandro Pino

27 Gen

Talmente si è abituati a percorrere la via Salaria di sera nell’oscurità completa a causa dei furti di cavi elettrici che si rimane stupiti le poche volte in cui viene ripristinata l’illuminazione pubblica, salaria buia (1)consapevoli che non durerà molto grazie all’impunità di fatto di cui godono i soliti noti; e a dirla tutta si è pure abbastanza stanchi di dover pagare tasse in continuo aumento per poi sentirsi dire (secondo un canovaccio ormai logoro) che “non ci si può fare niente, mancano i soldi per la sorveglianza e per nuovi fili”. Sarebbe ora di finirla, perché specialmente con la pioggia o la nebbia anche andando piano non è facile accorgersi per tempo di ciò che spunta all’improvviso davanti la propria vettura, si tratti di buche o di prostitute (entrambe notoriamente presenti in quantità).

Alessandro Pino

 

salaria buia (2)

Roma Classic Motors: le auto dei nonni tornano alla Fiera di Roma- di Alessandro Pino

23 Gen

Centinaia i veicoli in mostra – festa per i 30 anni dell’ Alfa 75 con il Club Alfa Roma
Le auto e le moto storiche sono tornate in mostra nella Capitale lo scorso 17- 18 gennaio con “Roma Classic Motors”. Con la nuova organizzazione della società Alboino cinque padiglioni della Fiera di Roma hanno ospitato centinaia di modelli siaPINOromaclassicmotorA prestigiosi che popolari – quelli di tutti i giorni insomma – scampati alle rottamazioni dando una testimonianza della vita quotidiana di una volta. Presenti inoltre gli stand di ricambisti e restauratori di meccanica e carrozzeria, per i possessori di un veicolo mancante di qualche parte altrimenti introvabile. Questo proprio in un momento nel quale molte automobili che hanno superato i vent’anni di vita ma non ne hanno ancora compiuti trenta rischiano di finire sotto la pressa a causa del regime fiscale mutato nelle scorse settimane, che ha cancellato le esenzioni dal bollo di cui avevano goduto negli ultimi anni: in uno scenario del genere è chiaro che verranno spinti a disfarsene quei proprietari di auto PINOromaclassicmotorBanziane dallo scarso valore economico ma di potenza ragguardevole che fino a oggi le avevano conservate o acquistate per motivi affettivi o culturali (vetture ereditate o che ricordavano l’infanzia, per esempio) oppure per necessità, non potendo permettersi una vettura nuova e usandole quotidianamente con un impianto a gas risparmiando appunto sulla tassa di proprietà. Tutto ciò ovviamente con una perdita per un settore che – tra manifestazioni, manutenzione e una fiorente editoria specializzata– dava anche una mano all’economia nazionale. Opinione questa condivisa anche dal Club Alfa Roma, sodalizio capitolino composto da circa centotrenta possessori di Alfa Romeo (specialmente quelle tradizionali), PINOromaclassicmotorCpresente a “Roma Classic Motors” con uno stand dedicato interamente alla 75, l’aggressiva berlina a trazione posteriore sempre rimpianta dai cultori del marchio della quale ricorre quest’anno il trentennale della presentazione. Più di dieci gli esemplari di Alfa 75 esposti dai soci di Alfa Roma, diversi per colore, allestimento e motore ma tutti accomunati dalle linee a cuneo firmate da Ermanno Cressoni: un classico senza età del disegno industriale italiano che fa venire ancora più in uggia l’attuale panorama automobilistico, dominato da Suv e monovolume mastodontici, bulbacei e prodotti all’estero.

Alessandro Pino

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