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Settebagni, locali Asl chiusi: servizio 118 trasferito e cup e prelievi sospesi. Qualche notizia in più

24 Ott

Temporaneamente o per sempre, ancora non è chiaro.Quel che è chiaro è che Settebagni lotterà per riavere indietro i servizi che vengono ritenuti irrinunciabili

 

wp-1477049211608.jpegI primi ad allarmarsi, circa una settimana fa erano stati i dipendenti del 118, trasferiti nel giro di un pomeriggio e senza tante spiegazioni, alla sede del 118 di Prima Porta. Si parlava di un sopralluogo degli ingegneri dell’Ares e della Asl che avevano trovato la sede di Salita della Marcigliana inagibile, per non meglio specificati problemi. Di venerdì pomeriggio non era stato possibile sapere di più, nonostante le tante telefonate personali e del Comitato di Quartiere agli uffici coinvolti. Nessun foglio di spiegazioni, nessun sopralluogo dei vigili del Fuoco notificato come da prassi con un’affissione sui muri esterni. Dal cancello rimasto aperto era possibile fare un giro intorno alla struttura senza che ad occhio nudo un tecnico esperto potesse rilevare qualcosa di anomalo.

Un intero fine settimana per fare congetture e scervellarsi, per abbandonarsi a timori alimentati da anni di lotte per mantenere il presidio attivo, con in mente il ricordo dell’annus orribilis 2008, quando per una decisione presa nei piani alti –  decisione poi disconosciuta finanche dalla politica, tanto da rientrare a causa delle sentite proteste dei residenti e per l’asserita irrinunciabilità del sito da parte dell’Ares, trattandosi di area strategica, in grado di far coprire celermente una larga fetta di raccordo e di autostrada e data la vicinanza, in tempi di percorrenza per l’ambulanza, all’ospedale S. Andrea – sembrò che una casa famiglia dovesse sostituire, cancellandoli, il servizio di base 118 e l’ambulatorio prelievi della Asl.

Fino ad allora, nei locali di quella che un tempo era stata la condotta medica, vi erano state anche le visite specialistiche di cardiologia, ortopedia e diabetologia, le più richieste dalla popolazione, prevalentemente anziana, che nel centro trovava risposta alle proprie necessità, conservando anche e soprattutto l’indipendenza dalle famiglie di origine e senza la necessità di ricorrere ad aiuti esterni. Poi, lentamente, la sottrazione di specialisti e di giorni d’apertura, salti di tensione e scollegamento della rete informatica, una serie di piccoli imprevisti, ritardi, disservizi, nessuno dei quali ha però mai riuscito a scoraggiare l’utenza, decisa a mantenere un servizio essenziale per la salute.

Ogni anno, con il periodo estivo si è ripresentato puntuale lo spauracchio della chiusura definitiva a fine ferie. Ferie che in questa struttura comportano una riapertura sovente a fine settembre. Ogni volta riottenuta a forza di telefonate e lettere di protesta. Ogni volta, le risposte, ufficiose ovviamente, fanno pesare il servizio erogato non come dovuto ma come concesso, come se si trattasse di un capriccio che costa caro, in primis agli impiegati e ai sanitari che qui vengono costretti. Si perché, ufficiosamente, sarebbe chi ci lavora a non voler tornare qui, troppo fuori mano, lontano dal centro di un Municipio che già di per sè è periferia cittadina, senza il conforto di un bar nelle vicinanze e dalle cui finestre si vedrebbe il nulla, solo campagna. Se il problema fosse questo, basterebbe mettere dei distributori automatici, soluzione nemmeno troppo complicata da realizzare per l’ufficio tecnico municipale. Per la destinazione non di gradimento, oibòh! Ci sono posti peggiori, sulla faccia della Terra..Ogni volta l’asserita antieconomicità del mantenere in vita il presidio viene ritirata fuori, come se un servizio pubblico per esistere dovesse rendere come un’attività privata, come se fosse stato assunti personale appositamente e pagato affitti, quando l’edificio è proprietà comunale, ceduto in comodato e come detto prima, gli operatori vengono distaccati da altre sedi.

Ben si comprende perciò il livello di allarme suscitato dalla mancanza di notizie, di cui era a digiuno ufficialmente  peraltro anche il Municipio fino a giovedì, giorno in cui è stata comunicata da parte della Asl la chiusura alla presidenza a guida pentastellata di piazza Sempione, subito attivatasi ma impossibilitata a fare alcunchè senza un esito ufficiale, fino a data di fine verifiche, senza una spiegazione di sorta sulla natura degli eventi che hanno portato a tanta decisione. Con il beneficio però, di un aumento nella quantità di prelievi nelle strutture, non raggiungibili senza automobile, di largo Rovani e via Lampedusa. Un beneficio aumentato a chi già gode del servizio, con la possibilità di rivolgersi presso le numerose strutture convenzionate ivi esistenti. Zero per gli utenti di Settebagni, Castel Giubileo e Fidene, naturale bacino di utenza.

A forza di cercare notizie però, qualcosa, sia pur in maniera ufficiosa al momento, si è riusciti a trovare. Attraverso Marco Bentivoglio, capo staff del vice presidente Antonello Aurigemma della commissione Sanità alla regione Lazio, fonte quindi più che attendibile, giunge la notizia che il problema di inagibilità dei locali è dato dalle infiltrazioni di acqua dal terrazzo e che i lavori, stimati della durata di una quarantina di giorni, verrebbero realizzati da una ditta che ha in gestione la manutenzione, senza quindi la necessità di indire gare di appalto che avrebbero allungato di molto i tempi di riapertura.

Riapertura che a questo punto sembra certa. Quanto meno per quel che riguarda l’Ares 118. Anche se non si comprende per quale motivo una spiegazione così semplice ha richiesto un tempo di acquisizione così lungo e travagliato, perchè anche il Municipio abbia dovuto ricevere una risposta generica e non in grado di soddisfare la popolazione, perché si sia dovuti risalire fino in regione ad un organo apicale, nemmeno si trattasse di un grande nosocomio. Forse perché non vi è alcuna voglia da parte della Sanità pubblica di restituire il presidio ai residenti? Perché sarebbe un modo facile per qualche dirigente per poter dire “ho tagliato spese, ho chiuso una struttura marginale e periferica” , senza risparmi effettivi ma con molta resa in termini di marketing del risultato? Speriamo di no, ricordando l’importanza del servizio. Il CdQ di Settebagni ha indetto un’assemblea in proposito, per il giorno 3 novembre, durante la quale saranno discusse le risposte ottenute e i tutti i mezzi più efficaci per salvaguardare la struttura, portando la protesta in ogni luogo ritenuto valido.

In data odierna è stata protocollata una mozione a firma di Riccardo Evangelista, consigliere della Lista Marchini del III Municipio, afferente la situazione dei servizi asl e 118 di stanza a Settebagni.

Luciana Miocchi

 

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Un pasticcio in III Municipio: a settembre anche i disabili tornano a scuola, che strano..

23 Set

da La Voce del Municipio del 23 settembre 2016
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Roma Capitale: al Tiburtino ci si protegge dalle rapine anche con il passaparola

3 Ago

13626527_1729340730674046_2625135247522541839_nSulla bacheca fb di Fabrizio Montanini, presidente del comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio, qualche giorno fa è apparso un post, rigirato da un messaggio che ha ricevuto da una ragazza: “Volevo segnalare questo volantino trovato poco fa dietro la metro Monti Tiburtini. Proprio lunedì sera sono stata protagonista di questo evento per fortuna senza conseguenze grazie all’avvertimento di un Signore in motorino che mi ha urlato di andare via perché era una strada pericolosa indicandomi degli uomini. Due di questi banditi (sono 3) sono stati fermati dai carabinieri dietro la Metro dopo la segnalazione di questo signore che abita lì vicino e da giorni seguiva questa faccenda. Io abito proprio lì dietro quindi da giorni ho molta paura a tornare a casa perché anche se accompagnata questi non hanno vincoli, chiedono telefoni, rubano, e mi hanno detto che provano anche a violentare…
Quindi volevo avvisare lei che so può far divulgare e magari informarsi su quanto accaduto e accade, così da prevenire altre spiacevoli situazioni e affinché le persone che molto spesso parcheggiano la macchina lì dietro facciano attenzione. Grazie!”
Interpellato, Montanini aggiunge: «l’insicurezza è sempre più presente nella vita degli abitanti e dei commercianti del IV Municipio. Si susseguono furti e rapine da parte di quei balori che vivono di microcriminalità. I parcheggi, i parchi e tutti gli spazi pubblici continuano ad essere abbandonati dalle istituzioni e a essere sprovvisti di telecamere di videosorveglianza e di illuminazione soddisfacente. Da parte nostra continuaimo a fronteggiare questa emergenza con i nostri pochi mezzi ad esempio tramite passeggiate di sicurezza notturne. In attesa che la nuova amministrazione inizi ad interessarsi veramente della cittadinanza e a riqualificare in maniera drastica i nostri quartieri»

Luciana Miocchi

 

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Roma: ultimi trasferimenti dal centro accoglienza nomadi di via Salaria. Chiuderà per sempre?

1 Ago

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Di buon ora, stamattina, la via salaria davanti a quello che era diventato il centro di prima accoglienza nomadi, in origine centro di prima accoglienza emergenze abitative, è stata invasa da una moltitudine di macchine di carabinieri e polizia municipale di Roma Capitale. Davanti l’ingresso, come sempre, macchine e furgoni con targhe straniere ma comunitarie e una trentina di persone, molte con bambini nei passeggini. Si sta concludendo l’ultima tranche di trasferimenti degli ospiti rimasti nella struttura, iniziati sotto l’amministrazione prefettizia di Tronca. Alcune persone non hanno accettato le sistemazioni alternative proposte dalla sala sociale, non gradendo la soluzione, dichiarata provvisoria, che vedrebbe separati gli uomini dalle donne e mescolate varie etnie d’origine. Questo, come spiegato già in altre occasioni, può portare alla fuoriuscita del programma di assistenza e inclusione di Roma Capitale. Maggiori dettagli nelle prossime ore. (foto di repertorio lucianamiocchi.com)

Luciana Miocchi

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Un giro a piedi al Tufello dopo la sparatoria – III Municipio di Roma Capitale

18 Lug

13775813_10210045377961206_1054747376906562877_nA qualche mese dall’agguato a colpi di arma da fuoco in cui fu ferito un ragazzo nei pressi del mercato di piazza degli Euganei, la mattina del 16 luglio sono tornate a cantare le pistole nelle strade del Tufello: a dare per primo su fb la notizia di una sparatoria, l’ex consigliere municipale Manuel Bartolomeo, presente all’alba in zona per lavoro. Arriviamo sul posto dopo un po’, quando gli equipaggi della Polizia stanno smobilitando, con i nastri tesi a delimitare la zona del fattaccio ancora al loro posto anche se i rilevamenti sono finiti da un pezzo. Gli agenti non sono autorizzati a rilasciare dichiarazioni e invitano a prendere contatti con l’Ufficio Stampa della Questura. Gli automobilisti in arrivo da via delle Isole Curzolane non sanno che fare, una volta giunti davanti al nastro che ancora chiude l’accesso alla strada teatro della sparatoria. Li osserviamo invertire la marcia senza dire una parola né fare una smorfia, quasi rassegnati. Il comunicato arriverà dopo qualche ora, quando le maggiori agenzie di stampa hanno già dato la notizia, riferendo dell’intervento di due pattuglie per la segnalazione di una lite in strada, con i poliziotti che arrivano mentre un uomo esplode due colpi di pistola in direzione di un’altra persona – riuscita a fuggire – e lo sparatore, risultato successivamente pregiudicato, che punta l’arma anche contro gli agenti per poi tentare la fuga, inutile perché viene raggiunto e disarmato di una semiautomatica con matricola abrasa che gli si era inceppata.

13709808_10210045402601822_9143079581936387365_nDecidiamo di fare un giretto per i palazzi costruiti negli anni 60 del secolo scorso, apparentemente ordinati e tutti uguali, dalle vie parallele e silenziose. O almeno così sembrano. In terra, qui e anche nei giardini di piazza degli Euganei, bottiglie, bottiglie di plastica scolorite, cartacce e foglie secche danno l’impressione di un quartiere abbandonato un po’ al suo destino. Pochi metri prima della piazza, un divano consumato dall’uso aspetta che qualcuno abbia pietà di lui e lo carichi portandolo a discarica. Due residenti ci riferiscono di aver avuto le macchine danneggiate dai colpi di pistola, raccontano di un portone sfondato a mazzate, di un suv Bmw finito di traverso sul marciapiede come se fosse stato speronato o il conducente avesse perso il controllo.. A terra, i frammenti di un finestrino a testimoniare l’accaduto. Davanti all’ingresso di uno dei cortili alcuni ragazzi si aggirano innervositi, le facce non sono esattamente di quelle con cui andresti volentieri a prendere un caffè ma non ci dicono nulla. Due chiacchere con delle anziane signore sedute su una panchina davanti al mercato di piazza degli Euganei, non prima di esserci identificati come giornalisti locali, confermano l’impressione che nella zona ultimamente tira un’aria più inquieta del solito. Conoscono perfettamente le zone dove è meglio non girare con il buio – dove se cerchi qualcosa di fuori legge la puoi trovare senza problemi – e se ne tengono alla larga, serenamente. Non hanno paura le vecchine, quando dicono che occorrerebbe solo un maggior controllo del territorio, con le macchine delle forze dell’ordine che si fanno vedere ad intervalli regolari, ché non si tratta di gente estranea ma degli stessi figli del quartiere. “E voi della stampa, scrivetelo: qui fanno tutti un po’ come je pare: pure a pulì, lascieno le macchine accese così consumano benzina e possono di d’avè fatto ‘r giro, invece stanno fori dar mezzo, le mezz’ore a fumà”.

Mentre ce ne andiamo a riprendere la macchina, lungo la via Tofano avvertiamo chiaramente la sensazione di essere osservati attentamente, da lontano, senza parole o cenni strani, solo sguardi protetti da occhiali da sole, dai ragazzi agli angoli dell’incrocio e ad alcune finestre. Uno accenna un sorriso che si riflette nello specchietto retrovisore. Non c’è bisogno di parole.

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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Buon Compleanno Pino!!!

27 Giu

 

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Non esiste un altro sabotatore di compleanni propri come lui. Impossibile fargli una festa a sorpresa, preparargli una torta, fargli un regalo.

Cancella accuratamente le tracce dei suoi compleanni, in modo tale che nessuno possa attribuirgli un’età precisa, che ormai si paventa databile intorno alla prima metà dell’era del ferro.

Gongolo alla sola idea dell’incazzatura cosmica che questo post gli procurerà ma…non ho resistito 🙂 🙂 🙂 felice genetliaco da lucianamiocchi.com, conifera di un giornalista.

Luciana Miocchi

 

 

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Festa parrocchiale di S. Antonio di Padova a Settebagni – estrazione lotteria

21 Giu

 

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In foto i numeri vincenti dell’estrazione della lotteria parrocchiale.

In caso di vincita, rivolgersi direttamente presso l’ufficio parrocchiale.

 

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III Municipio di Roma Capitale: le interviste ai partecipanti al ballottaggio del 19 giugno: Marchionne – Capoccioni

15 Giu

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Qui di seguito riportiamo le due interviste ai candidati Presidente del III Municipio, Paolo Emilio Marchionne, Pd presidente uscente e Roberta Capoccioni, Movimento 5 Stelle. 

Il primo confronto ha visto in testa Marchionne per una percentuale di circa il 3% in più su Capoccioni

(pubblicato su La Voce del Municipio – edizione speciale elezioni)

* * *

Paolo Emilio Marchionne

(Roma torna Roma Giachetti Sindaco, Democratici e popolari più Roma Giachetti, Partito democratico Giachetti Sindaco, Radicali Federalisti laici ecologisti, Italia dei valori per Giachetti Sindaco, Insieme per Marchionne presidente)

Che effetto fa essere il presidente uscente di una consiliatura interrotta a metà? E’ una cosa avvincente perché ti dà la possibilità di rivendicare quanto sei riuscito a fare, ovviamente nella difficoltà di dover spiegare che sei stato in carica di fatto due anni e mezzo e quindi chiaramente tutto il progetto cui uno ha lavorato è stato interrotto anzitempo.

Impressioni del clima elettorale: Nel 2013 ci fu un forte astensionismo ed è un dato che sicuramente c’è anche questa volta. L’impegno nella campagna elettorale non è quindi a incartare il municipio di manifesti bensì a cercare di recuperare e discutere con le persone perché è importante andare a votare, che delle opzioni sono in campo ci sono delle possibilità, noi portiamo la nostra e chiediamo sostegno.

Quanto le opere incompiute possono portare danno alla sua rielezione? I ponti di Fidene li apriamo nei prossimi giorni. Il Municipio da solo si è accollato delle responsabilità non sue in questi mesi. Non ha funzionato il fatto che il Comune abbia dato l’idea che quell’opera fosse terminata, c’era invece un lavoro molto più approfondito da fare con i collaudi statici, prima l’illuminazione e quindi il Municipio, che non è titolare di quell’opera, una volta caduto il sindaco e sciolto il consiglio comunale, ha scoperto una a una tutte le carte in un percorso a ostacoli. Abbiamo trovato delle soluzioni e ora li apriremo. Tutta colpa di Marino? beh, l’idea che si dà quando si viene a dire “siamo venuti ad aprire un ponte”, ponte che evidentemente non era possibile ancora aprire…Ma lei non era presente? Si certo che c’ero, penso che se viene il Sindaco, se viene l’assessore ai lavori pubblici del Campidoglio, penso che si. Lei non sapeva come stavano le cose in realtà? No, io non sono un tecnico.

Sull’impianto Ama? Beh anche lì, sicuramente non avere più un sindaco che governa la città ha creato maggiori intoppi C’è stato un Prefetto, no? Chiaramente la gestione commissariale non ha dato l’impulso ad arrivare alla chiusura possibile in tempi brevi. Dall’altra parte la Regione sta riscrivendo il piano rifiuti in cui sicuramente l’impianto Ama non sarà più un impianto strategico che dovrà lavorare 750 tonnellate di rifiuti al giorno ma sarà un impianto che verrà riconvertito per fare altro. Sul fare altro è importante che il Municipio ci sia, che si possa dare continuità al lavoro che abbiamo fatto noi che abbiamo costruito in due anni e mezzo per arrivare a metter dei paletti sulla vicenda impianto, dati da poter dire cosa è un Tmb, spiegare che non serve alla città o perlomeno che per il bacino di utenza della città i Tmb sono troppi, che producono rifiuti da rifiuti non sono degli impianti virtuosi rispetto alle tecnologie che ci sono oggi e che noi vogliamo che quell’impianto chiuda e possa ospitare altri servizi di ama non impattanti per il circondario. Penso che sia tra l’altro il lavoro che abbiam fatto, le persone che hanno partecipato con noi ai tavoli insieme all’assessorato capitolino sulla vicenda dell’impianto ama, sono convinto che sapranno dare il giusto valore a quanto fatto perchè non era scontato che ci fossero quei tavoli, che il Municipio cambiasse di 180 gradi la linea e la prospettiva dell’impianto, che non serve più perché a Roma si aumenta la differenziata e la frazione di indifferenziata non necessita più di un Tmb.

Perché Lei non ha il simbolo del Pd sui volantini elettorali? Perché Marchionne è sostenuto da sei liste diverse che concorrono con lo stesso spirito alla mia candidatura. Come Giachetti ha un simbolo per la sua campagna io ne ho uno per la mia.

Avrebbe potuto metterli tutti e sei. E’ una scelta. Tra l’altro coerente perché nel 2013 non è che ho messo tutti i simboli dei partiti però su questo posso dire una cosa. Però è la stessa coerenza che avevo nel 2013 penso di essere già abbastanza riconducibile al Partito Democratico perché è il mio partito. Penso che invece in una campagna elettorale occorre non solo ovviamente persone di partito come sono io che sono un ragazzo cresciuto facendo politica perché mi piace ma ovviamente devo convincere tanti altri che la mia onesta la mia competenza prevarica

Il primo atto di una eventuale nuova consiliatura? Abbiamo degli spazi pubblici che dobbiamo ridare alla collettività. Il primo atto sarà un bando per ridare questi spazi ad attività giovanili ad attività socioculturali.

Emergenza Nomadi e centro accoglienza di Via Salaria: Sicuramente è una struttura che va gradualmente svuotata inzeppata fino allo stremo senza un progetto di fuoriuscita da quella struttura che così non serve. Tronca aveva iniziato ad allontanare alcune persone, questo lo aveva già iniziato a fare il dipartimento dell’assessore Danese, è un percorso che va continuato

Avete un progetto per sostituirne le funzioni? In quell’area no chiaramente ci sono dei numeri molto importanti. L’avevamo su via della Cesarina, chiusa e i trentaquattro nuclei familiari Rom in Italia da più di venti anni, dentro i servizi del Municipio e soprattutto dare con quelle stesse risorse a circa un centinaio di famiglie di altri residenti nel Municipio.

Luciana Miocchi

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Roberta Capoccioni

(Movimento Cinque Stelle)

Trentanove anni, piccola imprenditrice: «Ho la mia società in Terzo Municipio per cui faccio casa e chiesa vivendoci dalla mattina alla sera. Quindi ho una buona conoscenza delle problematiche che ci assillano ogni giorno. Ho iniziato a fare attivismo nel M5S nel 2012, avevo già fatto attivismo sul territorio col comitato di Talenti perché è da lì che provengo. Il Movimento per me è stata una scoperta nel senso che ho iniziato veramente a pensare alle cose in una maniera differente e a reputare fondamentale che il cittadino per migliorare le cose abbia bisogno non solo di comprenderle ma anche di attivarsi direttamente per cercare di cambiarle. ».

Sul programma: «Il nostro programma nasce da tavoli di lavoro fatti con i cittadini, con esperti ovviamente ma non solo con i tecnici ma anche con le persone che vivono quel determinato problema. In assoluto la battaglia fondamentale del M5S è quella per la legalità per cui quello che ci proponiamo di fare prima di tutto è entrare nel Municipio e fare una battaglia di legalità e di trasparenza che poi vuol dire anche recupero di risorse. Un esempio per tutti: abbiamo iniziato una analisi di tutte le gare di appalto, io sono un’esperta di gare di appalto. Mi sono resa conto che vengono fatte gare d’appalto in formula negoziata senza bando pubblico, il che vuol dire che una amministrazione pubblica fa un bando non pubblico. È assurdo anche perché così il cittadino non soltanto per partecipare deve essere invitato direttamente dalla amministrazione e quindi non possono partecipare tutti ma a parte questo il cittadino normale non può leggere il bando dei lavori. Il bando deve essere pubblico, poi deve essere assolutamente seguita la fase di elaborazione del progetto e anche dei lavori. Sappiamo che spesso e volentieri i lavori non vengono controllati e non viene fatto un controllo sul cantiere, su come vengono eseguiti i lavori, cosa che invece se si legge il capitolato ci si rende conto che è d’obbligo, per cui assolutamente partiremo da questo per recuperare poi altre risorse economiche che in questi anni sono andate sprecate perché ovviamente se i lavori non vengono fatti bene noi ci troviamo dopo tre anni da capo a dodici e dopo vanno rifatti un’altra volta».

Primo atto in assoluto: «Credo che sia molto importante cercare di riportare i cittadini a vivere la politica, per questo abbiamo fatto la proposta di essere presenti ogni venerdi aprendo il consiglio ai cittadini con la presenza degli assessori, in maniera che seguendo un protocollo i cittadini possano venire e chiedere direttamente quella che è la loro problematica, proporla e far capire direttamente a noi che poi dobbiamo elaborare dei progetti, quindi questa in assoluto è la prima cosa che faremo. Altra cosa importante è portare il consiglio nel pomeriggio in modo che tutti possano partecipare, quindi la prima cosa che faremo in assoluto è portare tutti i cittadini all’interno del Municipio perché il Municipio è dei cittadini e non dei politici».

Su Tmb, Sicurezza, Manutenzione: «Per Il Tmb di Villa Spada ovviamente il Municipio non ha competenze dirette perché non è che può andare lì e chiuderlo, però sicuramente può dare tanto fastidio a Comune e Regione affinché facciano qualcosa. Va fatto qualcosa subito, però, le promesse del Pd che lo chiudeva al 31 dicembre 2015 la dimostrazione è che oggi è aperto».

«Per quanto riguarda la sicurezza il Municipio quello che può fare è avere un controllo del territorio molto stretto e una buonissima collaborazione con le Forze dell’Ordine, con i Vigili in maniera tale da spingerli a cercare un protocollo insieme perché il municipio venga monitorato nella maniera migliore possibile. Devo dire che alcune cose che sono state fatte in questi anni come ad esempio mettere le telecamere nelle scuole sono poco funzionali se poi non si elabora un progetto all’interno delle forze dell’ordine perché sappiamo ad esempio che le telecamere sono collegate al fax dei vigili che non serve assolutamente a niente quindi va rifatto tutto, bisogna sedersi al tavolo con le Forze dell’Ordine, con tutti quelli che possono fare qualcosa e cercare delle soluzioni insieme ai cittadini e a chi ha competenza per queste cose».

«La manutenzione del territorio, noi sappiamo che Roma Capitale dice sempre di non avere i soldi per gestire tutte queste bellissime aree verdi che da noi sono tantissime. Ricordiamoci anche che il verde è praticamente raddoppiato negli ultimi venti anni a causa di tutta l’edificazione che c’è stata perché se non edifichiamo rimangono zone che non vanno gestite, se edifichiamo le aree poi vanno gestite. Sappiamo che a breve dobbiamo recuperare Porta di Roma, un parco immenso che non potrà essere lasciato così. Il Comune vuole che tutte queste aree vengano gestite direttamente dai privati. Noi non siamo contrari a questo però bisogna aiutare i cittadini a farlo. Il Municipio potrebbe acquistare dei macchinari per metterli a disposizione di cittadini volenterosi ».

Alessandro Pino

 

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III Municipio di Roma capitale: due assemblee in tre giorni in via Cortona contro la puzza

15 Giu

13445660_851948131578573_4169921190272623423_nLunedì tredici si è tenuto ugualmente l’incontro dei cittadini nei giardini di via Cortona, avente ad oggetto la continua puzza esasperante proveniente dall’impianto di TMB Ama di via Salaria. Nella mattinata alcuni post scritti sull’onda emotiva della rapina con feriti avvenuta poco prima alla farmacia di via Radicofani avevano dato l’impressione che l’incontro fosse stato revocato ma stante il breve lasso di tempo tra l’episodio e l’appuntamento, nonché la constatazione che fortunatamente non vi erano state vittime, ha fatto propendere per fare comunque il punto della situazione.

Diverse decine i residenti presenti. Per i politici locali Vincenzo Di Giamberardino, candidato presidente ed eletto consigliere municipale FdI alle elezioni di domenica scorsa, che nel suo programma aveva inserito la continuazione alla lotta per la chiusura dell’impianto e Riccardo Corbucci, Pd, ex assessore, dall’inizio della vicenda Ama impegnato nella lotta al Tmb. Quest’ultimo, non rientrato tra gli eletti certi all’aula Giulio Cesare, ha dichiarato “continuerò anche da cittadino a combattere come fanno da anni tante persone che ho conosciuto durante questa battaglia. Non mi è mai servito il ruolo da consigliere municipale per far interessare Comune, Regione e media ad uno dei problemi più importanti della città. Chiudere l’impianto Tmb Ama di via Salaria è un dovere morale e sarà uno dei miei impegni nei prossimi anni, come lo è stato fino ad oggi. Non mi rassegno, come già fanno la Raggi e i Cinque stelle, che già fino ad oggi non avevano fatto nulla”.

Durante la riunione si è deciso di tenere un ulteriore incontro questo pomeriggio, sempre in via Cortona, alle ore 18,30, sostenuto dai Cdq di Fidene, Villa Spada, Serpentara, Colle Salario, Ionio e Val Melaina.

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Il coglionazzo dell’Anno 2015

1 Giu

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Era da un paio di anni che ci ripromettevamo di farlo e questa volta abbiamo tenuto fede all’impegno, anche se con un po’ di ritardo: raccogliere durante l’anno tutti gli esempi di dabbenaggine spesso micidiale (ma che suscitano la nostra feroce ilarità di carogne) pubblicati sulla stampa ed eleggendo infine il vincitore dell’ideale titolo di “Coglionazzo dell’Anno” . Ovviamente il titolo 2016 viene assegnato tra i  concorrenti catalogati durante il 2015.

Per quanto incredibili le vicende possano sembrare, possiamo assicurarvi che le notizie sono state pubblicate tutte da quotidiani nazionali e verificate incrociando vari siti.

La prima e le ultime due candidature arrivano entrambe sul filo del Capodanno: il 31 dicembre 2014 a Milano una trentenne lanciando un petardo verso la finestra non si era accorto che questa fosse chiusa. L’ordigno è rimbalzato sul pavimento e quando ha pensato bene di raccoglierlo gli è esploso in mano o per meglio dire ciò che ne è rimasto visto che ha perso cinque dita per non parlare delle ustioni di terzo grado. Esattamente trecentosessantacinque giorni dopo durante la consueta trasmissione di fine anno della Rai, gli addetti in regia sbagliavano la partenza del conto alla rovescia anticipando il 2016 di un minuto, oltre a non accorgersi di un bestemmione apparso tra i messaggi spediti via sms dagli spettatori e trascritto pari pari in sovraimpressione.

Durante i festeggiamenti, un ragazzo tenta di far partire un razzo…usando il proprio sedere come rampa di lancio e finendo ustionato.  (ndr: pubblicata da Leggo il tre gennaio ma probabilmente il filmato risale a un paio di anni prima).

In mezzo a questi, abbiamo catalogato quasi un centinaio di casi:

Inglese arrestato dopo essere stato colto a fare sesso con una buca delle lettere.

Due attivisti russi che lanciando acqua santa a litri contro il mausoleo di Lenin a Mosca cercavano di resuscitare la salma imbalsamata del dittatore.

Nutrita la categoria degli sboroni da social, quelli che mettono in piazza (mediatica) le loro imprese più o meno illecite vantandosene, cosa però che li rende identificabili e raggiungibili dalle forze dell’ordine:

un commerciante di Mestre che si vantava su facebook di guidare la sua Bmw senza patente (gli era stata revocata anni addietro) è stato denunciato dalla Polizia Municipale di Venezia dopo vari appostamenti iniziati proprio dopo le inopportune vanterie.

Spacciatore di cocaina tunisino ma residente a Padova che si vantava in rete dei propri guadagni pubblicando le foto che lo ritraevano disteso sulle banconote. Ovviamente individuato e arrestato dalla Polizia.

La rete ha portato guai a uno svizzero, furibondo perché nessuno dei suoi contatti di Facebook gli aveva formulato gli auguri per il proprio compleanno. Il permaloso personaggio ha pubblicato un post nel quale minacciava di ammazzarli tutti per vendicare l’onta subìta. A onor del vero è stato assolto dopo la condanna in primo grado (si presume però che l’avvocato lo abbia dovuto pagare).

Ricercato per furto e falsificazione che  nel Montana non ha resistito a cliccare il “mi piace” sulla sua foto segnaletica, pubblicata sulla pagina di una organizzazione legata al Dipartimento di polizia. Rintracciato e arrestato.

Il jihadista dell’Isis che si scattata un selfie postandolo in rete per fare propaganda. Purtroppo per lui la foto è stata vista anche dall’intelligence americana che analizzando l’immagine è risalita al luogo cui si riferiva, immediatamente bombardato con tanti saluti alle settantadue vergini.

A Prato, i membri di una gang multietnica (tre albanesi, due pakistani e un italiano) dedita a furti e rapine, pubblicavano sui propri profili social le foto della refurtiva e dei festeggiamenti dopo ogni colpo riuscito. Niente di più facile per identificarli e arrestarli.

Categoria vorreidelinquere ma non sono capace considerata affine è quella composta da chi nell’atto di compiere qualche misfatto, per impudenza unita a una buona dose di coglionaggine si caccia nei guai meritatissimi:

lo spacciatore africano che a Roma prende le ordinazioni dai clienti parlando ad alta voce ai suoi quattro telefoni. Solo che ha la brillante idea di farlo mentre è in fila all’Ufficio Immigrazione della Questura e il suo atteggiamento insospettisce i poliziotti che dopo un controllo informatico lo perquisiscono trovandogli addosso le dosi di droga già pronte per la vendita.

Scippatore che in un bar di San Benedetto del Tronto ha offerto da bere a tutti per festeggiare il colpo appena riuscito: individuato e arrestato.

Dove andare a compiere una rapina? Ma è chiaro: nell’ufficio postale di via Arenula a Roma presso cui si ha il conto corrente, per rendere il riconoscimento più facile facilitando così l’operato della Polizia.

Sempre a Roma un episodio simile: licenziato dalla banca, l’ex direttore della agenzia di viale Ippocrate ha pensato bene di vendicarsi tentando il colpaccio proprio nella filiale che dirigeva chiudendo il suo successore in una stanza e intimandogli di aprire la cassaforte. Per lui l’unica porta che si è aperta  è stata invece quella della cella a Regina Coeli.

Anche lasciare i propri documenti nella automobile in cui si è appena rubato –  dopo averla scassinata nel parcheggio del Policlinico Gemelli – è un modo per agevolare le Forze dell’Ordine.

Il palestinese che lancia una molotov contro i soldati israeliani ma riesce a darsi fuoco alla kefya.

Ancora jihadisti dell’Isis in primo piano con il miliziano che si fa riprendere mentre spara con un lanciarazzi attraverso un buco in una parete. Qualcosa però va storto ed è lui a saltare per aria

Gettare via i libri è un peccato di per sé, se poi li si disperde nella campagna costituisce anche un comportamento sanzionabile anche se quasi sempre chi lascia nell’ambiente rifiuti che invece andrebbero conferiti in appositi centri la passa liscia. A meno che i volumi abbandonati non abbiano scritto il nome del proprietario all’interno, cosa che lo rende facilmente rintracciabile come accaduto appena fuori Roma.

Al casello autostradale di Avellino, un guidatore che non voleva pagare il pedaggio si è accodato a una vettura della Polizia in transito nella corsia del Telepass intenzionato a passare mentre la sbarra era ancora alzata: fermato è risultato senza patente perché revocata, senza revisione, senza assicurazione obbligatoria

Durante una perquisizione dei Carabinieri nella sua abitazione di Carsoli, uno spacciatore cerca di disfarsi di una partita di droga lanciandola dalla finestra sotto la quale però si trovavano altri militari che hanno ricevuto le dosi in testa: la casa era infatti circondata.

Sempre in tema di polvere bianca: due ragazzi francesi vengono perquisiti dalla polizia mentre sono intenti a sniffare. Solo che era pure di patate.

Ancora finta droga: americana vende crocchette per cani spacciandole per droga, arrestata.

Categoria Delinquenti mancati: a Roma un tale ha tentato di rapinare un ufficio postale ma gli impiegati e i clienti non gli hanno dato credito, roba da Woody Allen o Paolo Villaggio. Al tapino non è rimasto che fuggire con la coda tra le gambe.

Arrestato dalla polizia per possesso di funghi allucinogeni (trovatigli in casa dopo essere stato aiutato a entrarvi proprio dagli agenti che lo avevano soccorso mentre era in stato confusionale) viene ritratto nella foto segnaletica con una espressione euforica che immaginiamo gli sarà passata quando, finito lo sballo, si sarà reso conto della pesante cauzione da pagare per uscire dalla cella.

Insegnante francese che prima denuncia di essere stato accoltellato da un uomo inneggiante all’Isis e poi confessa di essersi inventato tutto.

Ubriaco si schianta con la Mini Cooper contro un palo e poi si nasconde tra i personaggi di un presepe per evitare l’arresto.

Categoria Simpatici molesti: rivelare la fine di un libro o di un film a chi ancora non ha visionato l’opera in questione non è carino ma può diventare rischioso: se ne è reso conto il malaccorto burlone californiano che – uscito da un cinema in cui aveva appena visto l’ultimo episodio di Guerre Stellari- si è messo a raccontarne la trama davanti alle persone in fila per il biglietto. Giustamente è stato pestato per cinque minuti di fila, senza che la Forza ma nemmeno i poliziotti presenti siano intervenuti a salvarlo.

A Roma: senza tetto francese prova a rubare una bicicletta ma lo fa…nel cortile di una caserma di carabinieri tra i quali c’è lo stesso proprietario del velocipede: arrestato.

Boss della Camorra viene arrestato perché – latitante – aveva invitato parenti e amici al cenone natalizio. Gli investigatori che erano sulle sue tracce hanno seguito gli invitati che li hanno portati direttamente al covo del ricercato.

Quote rosa:una donna sudcoreana che dopo aver  attivato uno di quegli aspirapolveri automatici si addormenta mentre l’apparecchio era al lavoro, talmente efficace che le ha aspirato i capelli agganciati e risucchiati all’interno.

Badante moldava cinquantenne che a Padova dopo una notte di sesso con il proprio assistito ottantenne è stata colpita da infarto. Si è salvata

La categoria alla memoria è forse la più nutrita, purtroppo per i malcapitati concorrenti ma anche per noi, perchè non ci facciamo una gran figura ogni volta che raccogliendo una segnalazione ci sorprendiamo a ridacchiare sotto i baffi pudicamente (ma non troppo). Perché va bene, si tratta di tragedie, di vite spezzate ma come si fa a trattenere il riso leggendo casi come questi che vi presentamo?

il primo dell’anno è stato un miliardario un po’ tirchio (alla Paperon de Paperoni) che per risparmiare sul rifornimento di carburante del proprio aereo  (intendeva rifornirsi successivamente in uno scalo che praticava prezzi più vantaggiosi) è precipitato schiantandosi con la sua fidanzata.

Ragazzo di diciassette anni morto in provincia di Roma precipitando da una balconata durante una gara di sputi.

Coinvolgimento di defunti  anche  se indiretto – nel caso del ladro che a Venezia dopo essersi impossessato di…un vaporetto, mandandone per giunta alla deriva altri tre, non sapendolo condurre si è schiantato contro  l’isola cimitero di San Michele.

Il santone dello Zimbabwe che che si è fatto seppellire vivo dai suoi seguaci per acquisire più poteri contro gli spiriti maligni promettendo che ne sarebbe uscito incolume. Ovviamente gli spiriti è andato a vederli molto da vicino mentre i suoi adepti sono stati accusati di omicidio.

Giovane pubblicitaria residente a Milano che – rincasando da una serata innaffiata forse da qualche bicchiere di troppo –scavalca un parapetto che però si trova all’undicesimo piano e non al primo come forse credeva: il volo manco a dirlo è stato fatale.

Caduta letale anche per una anziana rimasta chiusa in un cimitero in provincia di Ravenna dove era andata a trovare i suoi cari defunti: la donna non si era accorta che il cancello poteva essere sbloccato con un pulsante e ha cercato di scavalcare usando una scala. Rovinata a terra, è deceduta per le lesioni riportate: filiera breve, dal produttore al consumatore.

Nel bresciano un giovane cacciatore si fucila da solo in testa per uno scivolone avvenuto mentre reggeva l’arma carica.

Peggio ancora, se vogliamo, è andata al cacciatore impallinato a morte dal suo amico alla vigilia di Natale nei pressi di Latina dopo essere stato scambiato per un cinghiale dietro un cespuglio.

Coppia ultrasessantenne canadese che si concede una vacanza romantica in un’isoletta del Messico con tanto di vasca idromassaggio in camera rimane fregata dalla passione e viene trovata stecchita ancora abbracciata: lui era morto d’infarto durante l’amplesso e lei era morta annegata dal corpo del marito ormai esanime.

Donna novantunenne portoghese muore soffocata durante gioco erotico con amante più giovane di lei di una cinquantina d’anni.

Non proprio alla memoria ma quasi la candidatura del romano che durante un rito purificatore di santeria cubana ha provocato un’esplosione che gli ha causato l’amputazione di una mano, venendo anche denunciato dai Carabinieri per uccisione di animali (aveva sgozzato dei polli per il rituale) e per omessa denuncia di materiali esplodenti.

E mettiamoci anche il cameriere padovano che tentando di stappare una bottiglia di champagne con una coreografica sciabolata…si è tagliato una mano finendo ricoverato in prognosi riservata.

Scassinatore tedesco che tentando di far esplodere un distributore automatico di…preservativi per rubarne incasso e contenuto, rimane ucciso dalle schegge metalliche dell’apparecchiatura distrutta.

La moda dei selfie dilaga anche in Turchia con esiti a volte fatali: due ragazzi si sdraiano a terra di sera nei pressi di un aeroporto per scattare foto agli aerei e a loro stessi, senza accorgersi di trovarsi su una strada sulla quale rimangono spalmati da un autocarro.

Morto ma non troppo: considerato deceduto dopo una sbronza colossale  e trasportato all’obitorio, un uomo di Vladivostok si risveglia nella camera mortuaria. Per festeggiare la sua “risurrezione” ovviamente non ha voluto rinunciare a un brindisi.

Categoria anche i  giornalisti ci si mettono: il Fatto Quotidiano che pubblica un’intervista telefonica a un Questore della Camera dei deputati nella quale vengono pronunziate parole di fuoco sui vitalizi ai condannati. Unico particolare: il giornalista aveva sbagliato numero intervistando un’altra persona senza accorgersi dell’errore se non dopo la pubblicazione del pezzo.

Nella categoria si inserisce di diritto (anche se fuori concorso in quanto “membro”… della giuria) la seconda metà della ditta Miocchi & Pino: il nostro, prestatosi in estate per innaffiare le piante di un appartamento i cui abitanti erano in vacanza, si accorge dopo due settimane di aver irrorato tra le altre anche una pianta di plastica. (L’acqua non traboccava per l’intensa evaporazione).

Candidature di gruppo: il santone indiano che convince quattrocento seguaci a castrarsi in modo da avvicinarsi maggiormente a Dio senza quel fardello un po’ ingombrante.

Famiglia romana in gita che scambia per radici di liquirizia quelle di una pianta tossica, assaggiandole e finendo all’ospedale

Sempre in famiglia ma a Palermo, una bambina chiede per il suo compleanno una torta raffigurante i MioMiniPony, i cavallini protagonisti di un cartone animato. Il pasticcere però era evidentemente poco pratico di programmi per i più piccoli e sulla torta ha effigiato la buonanima di Little Tony, il cantante emblema del rock italiano negli anni Sessanta e Settanta.

Rientrano forse nella categoria anche i gruppi vittime della coglionaggine di un singolo: ecco allora i cinque feriti durante una festa al prestigioso Waldorf Astoria di New York per un solo colpo partito da una pistola maneggiata con scarsa prudenza e perizia da uno degli invitati, roba che a provarci apposta non ci sarebbe riuscito.

Allegra tavolata di anziani genovesi (una dozzina circa) che dopo il cenone natalizio è finita ricoverata in ospedale per indigestione.

categoria Scambio di persona: consigliere comunale aquilano che dopo aver tamponato una macchina dei carabinieri fornisce ai militari le generalità del proprio fratello gemello perché la sua patente era già sospesa.

Scherzi del piffero: il dipendente di una cartiera toscana  che uccide a colpi di pistola il suo caporeparto, convinto per scherzo durante una cena il primo di aprile dai colleghi che le telecamere a circuito chiuso installate di recente fossero mirate a sorvegliarne le mosse al fine di licenziarlo.

categoria uso e abuso di Silicone: il caso del tedesco che si è iniettato silicone nel proprio attrezzo arrivando a farlo pesare circa quattro chili per ventitre centimetri. Non nella proboscide ma nelle braccia si iniettava un ragazzo brasiliano, al fine di gonfiarle per assumere un aspetto muscoloso all’inverosimile, senza avvedersi degli effetti collaterali che gli hanno fatto rischiare l’amputazione degli arti portandolo quasi al suicidio.

categoria Gioco in casa (eh, a esser cronisti locali è facile) La distrazione e la superficialità unita all’allarmismo, alla voglia di apparire: dopo la notizia del cedimento di un pilone autostradale in Val di Sangro con tanto di foto, un residente del Terzo Municipio di Roma Capitale dove c’è proprio…via Val di Sangro scambia la valle per la strada ad essa  intitolata  credendo che quel pilone si trovi a Roma e condivide le foto su un gruppo locale invitando tutti a fare attenzione e a diffondere gli avvisi per scongiurare una possibile tragedia.

Distrazione toponomastica anche per un gruppo di narcotrafficanti colombiani che per errore hanno spedito quattrocento chili di cocaina (per un valore di quindici milioni di euro) a una rete di supermercati di Berlino.

Anche i migliori propositi possono avere esiti rovinosi: ne sa qualcosa l’ottantenne lombardo che volendo esprimere la propria solidarietà per le vittime della strage di Parigi avvenuta in novembre, aveva acceso una candela sulla finestra di casa. Solo che la fiammella è andata fuori controllo degenerando in un incendio fortunatamente limitato al balcone.

Procurato allarme: sempre legata anche se indirettamente ai fatti di Parigi la prodezza di una madre la cui figlia era in vacanza proprio nella capitale francese: per convincere la ragazza a rimanere in casa, parlando al telefono con lei ha inventato che un suo conoscente dipendente degli Interni le aveva rivelato la possibilità di un nuovo attentato. Solo che la conversazione era stata registrata e poi inoltrata tramite Whatsapp diventando virale in rete al punto che la donna, resasi conto della situazione, si è recata presso gli uffici della Polizia Postale per chiarire la vicenda.

Forse non vincerà il Coglionazzo ma almeno il premio “Modesto dell’Anno” vogliamo assegnarlo a Tomaso Trussardi, manager dell’omonimo marchio e marito di Michelle Hunziker, autore di uno sfogo su Facebook nel quale si lamentava di essere stato fermato – lui personaggio di una certa notorietà alla guida di una vettura d’epoca, si dice una 500 – per un controllo dalla Polizia Locale di Milano in piazza della Scala, in seguito al quale gli venivano decurtati cinque punti dalla patente.

Il gruppo dei candidati autorevoli, quelli istituzionali, in divisa, di un certo livello e prestigio è forse quello che ci riempie maggiormente di orgoglio: in un centro ricerche spaziali australiano per diciassette anni sono stati studiati misteriosi segnali captati dal radiotelescopio in dotazione alla struttura. Dopo tutto quel tempo ci si è accorti che venivano emessi dal forno a microonde usato dallo staff per preparare i pasti. (Saremmo curiosi di conoscere la marca di un microonde durato tutto quel tempo).

Autotreno carico di munizioni in dotazione alle truppe  americane di stanza in Veneto si incastra sotto un ponte

Medesima scena con una camionetta della Benemerita rimasta incastrata cercando di attraversare un sottopasso ferroviario in Lombardia (altro che barzellette sui Carabinieri).

Prestigiosa e gloriosa ambientazione anche per l’impresa di un tale che a Genova durante la volata conclusiva della seconda tappa del Giro d’Italia 2015 si è buttato tra i corridori con la propria bicicletta, causando una rovinosa caduta di gruppo.

I carabinieri che manganellano per errore un poliziotto in borghese durante gli scontri contro l’Expo scoppiati a Milano.

All’Accademia di West Point, la battaglia a colpi di cuscinate è finita con trenta feriti (probabile che dentro non ci fossero esattamente piume d’oca).

Finale di Miss Universo: il presentatore sbaglia a leggere il nome della vincitrice e viene incoronata un’altra concorrente al suo posto, dopodichè quando ci si accorge dell’errore la corona viene strappata alla miss clandestina e posta sul capo di quella vera (tipo Premio Montesacro, ndr).

Alla Questura di Rovigo, allarmati per le circa quarantamila persone  apparentemente interessate a trascorrere un Capodanno alternativo nell’autogrill del capoluogo di provincia veneto, invitano gli organizzatori del maxievento a desistere senza accorgersi che si trattava di una festa immaginaria creata per burla su Facebook riscuotendo un immediato quanto effimero successo.

Volendo forse ispirarsi al suo leader Vladimir Putin – che notoriamente ama apparire quale uomo d’azione – il vicepremier russo Dmitry Rogozin durante una sessione di tiro a segno si spara a un piede finendo ricoverato in ospedale a  Mosca.

* * *

A volte si rischia grosso a sogghignare per il livello del protagonista ma il pericolo è il nostro mestiere e confidiamo nella magnanimità e nel sense of humour del presidente Silvio Berlusconi che durante la campagna elettorale per le amministrative dello scorso maggio si è recato a presenziare a un comizio sbagliando il candidato da appoggiare: è andato a quello del centrosinistra

Il comune di Settimo Torinese che intitola una strada a Louis Braille, l’inventore della omonimo alfabeto in rilievo per i non vedenti. Solo che la strada in questione è un vicolo…cieco.

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La rete non perdona e lo sputtanamento è ormai planetario: ha fatto il giro del mondo la foto del tizio chi era  caduto lo smartphone nella toilette del treno su cui viaggiava e nel tentativo di recuperarlo rimane con il braccio interamente incastrato nella tazza del wc pneumatico, sradicandolo dal vagone cercando di liberarsi.

Sputtanemento addirittura inter-planetario per l’astronauta britannico che a Natale ha chiamato dalla stazione spaziale internazionale per gli auguri…il numero sbagliato, telefonando a una sconosciuta signora che alzando la cornetta si è sentita rispondere “Pronto, pianeta terra?”.

Imprenditore inglese partecipa a un’orgia dopo la quale, non trovando più i pantaloni, pesta a sangue per la rabbia l’organizzatore e se ne va in mutande a cavallo della sua Bmw.

Idem per il cantante della boyband  scozzese “Rewind” che – in ossequio ai più vieti luoghi comuni sulla tirchieria legata all’area geografica –  per non pagare il sovrapprezzo sul bagaglio eccedente viaggiando in aereo da Londra a Glasgow è salito a bordo indossando diversi strati di vestiti tra cui tre paia di jeans e quattro maglioni. Solo che luglio non è il mese ideale per una mise del genere e il giovanotto è svenuto durante il volo per il caldo.

* * *

Seguono altre candidature da tutto il mondo, in ordine sparso:

Stanchi di pulire sempre casa? Potete seguire l’esempio di un australiano che ha brillantemente risolto il problema dando fuoco all’abitazione praticamente distruggendola.

Si dice spesso che la scuola di oggi premia la mediocrità e i  piccoli geni vengono frustrati, ma si è esagerato in quella classe di un istituto americano dove il giovane Mohamed è finito in manette perché scambiato per un attentatore: il quattordicenne col pallino dell’elettronica aveva costruito da solo un orologio digitale e tutto orgoglioso lo aveva portato in classe. Solo che la sua creazione è stata scambiata per il timer di una bomba a orologeria dagli insegnanti che hanno chiamato la polizia.

C’è chi invece sull’allarme terrorismo ci marcia finendo ugualmente nei guai: in ritardo per prendere il volo  Torino Roma che aveva prenotato, un passeggero ha telefonato al 113 simulando un accento arabo e sostenendo che sull’aereo ci fosse una bomba, sperando così di rinviarne la partenza per i controlli e poter salire a bordo. L’imitazione è stata talmente riuscita che il tale è stato identificato dalla Polaria e fermato al suo arrivo in aeroporto.

Simile a questo l’episodio del ragazzo irlandese che, disposto a tutto pur di non andare a lavoro nel campus in cui era impiegato dopo una notte a base di alcol e stupefacenti, ha pagato un amico per lanciare un falso allarme bomba da parte dell’Isis: la polizia è dovuta intervenire chiudendo un’autostrada, interrompendo il traffico aereo e lasciando fuori del campus i quattromila dipendenti.  Ovviamente i due sono stati tanati.

Allarmismo a go go anche in Svezia dove un pensionato chiama la polizia per segnalare la presenza di terroristi dell’Isis. Arrivati sul posto gli agenti scoprono di trovarsi invece a un raduno di hipster tutti sfoggianti  la  folta barba che tale moda impone.

 Ancora agganci indiretti con il terrorismo con il buontempone che in una via centralissima di Salerno ha cominciato a urlare la frase sconnessa “Allah Bubu Zuzu” mentre indossava un cappuccio, provocando il fuggi fuggi generale e poi dileguandosi.

Nel mirino della legge che spesso appare miope e ottusa è finito anche quel pensionato piemontese che aveva invitato un paio di amici nel suo piccolo podere coltivato a vite. Gli amici si sono messi a raccogliere un po’ di grappoli – essendo il periodo della vendemmia – ma a un certo punto si sono trovati circondati dai carabinieri e funzionari dell’ispettorato del lavoro: risultato, circa ventimila euro di multa per lavoro nero.

Il premuroso americano che si offre di aiutare la vicina ad applicare il collirio dopo che la polvere sollevata dal vento le era entrata negli occhi provocandole grande fastidio. Solo che il soccorritore scambia il flacone del collirio con quello di una colla a presa rapida, sigillandole gli occhi.

Sempre in America, per la categoria donne al volante ecco una giovane aspirante automobilista che durante l’esame pratico di guida scambia il pedale del gas con quello del freno schiantandosi proprio nella vetrina della scuola guida.

In tema di sinistri stradali, il conducente che dopo essere rimasto incastrato in una strettoia con la propria auto, ai carabinieri invece della patente consegna la tessera punti della Coop. Accade a Roccatederighi.

In un museo di Bolzano le operaie delle pulizie ripulendo un pavimento cosparso di bottiglie, cartacce e mozziconi di sigaretta non hanno pensato potesse essere una ardita installazione d’arte come in effetti era. In questo caso però a essere candidate al titolo non sono le diligenti pulitrici ma chi ancora propina certe frescacce spacciandosi come erede di Michelangelo.

Altro museo – a Miami – ed episodio simile anche se più drammatico: accoltellata durante una mostra d’arte, stesa a terra in una pozza di sangue, nessuno si ferma a soccorrerla perché tutti pensano si tratti di una ardita installazione.

A proposito di aggressioni: a Padova un uomo finisce in ospedale dopo essere stato picchiato da un romeno che lo aveva scambiato per l’amante della moglie.

Scuse improbabili ma ritenute plausibili dalla giuria: il milionario londinese di origine araba che – accusato di aver violentato una ragazza mentre dormiva – si è opposto sostenendo di esserle scivolato addosso finendole dritto dritto (è il caso di dirlo) con il pene nella vagina.  Per sbaglio, eh.

Ancora Isis: pensionata americana sente la vicina di casa urlare al culmine dell’orgasmo “Isis è buono, Isis è grande” e chiama la polizia credendo ci siano degli esaltati terroristi.

Esce ubriaco da un pub nel nord dell’Inghilterra e rimane sorpreso da un’alluvione finendo travolto. Salvato…chiede qualcosa da bere per tirarsi su.

Giuria Coglionazzo dell’anno 2015

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Fuori dal Tmb Salaria: raccontare una puzza orrenda

20 Mag

13256340_838852442888142_2489689591375948901_nMetti un pomeriggio piovigginoso, senza il sole che batte. Metti che il candidato Sindaco del Pd Roberto Giachetti ha pubblicizzato l’incontro con i residenti che sono obbligati a convivere con i miasmi del Tmb Salaria da cinque anni, davanti ai cancelli dell’impianto…e vai a vedere cosa sarà capace di dire, con i rinvii e le emergenze dell’anno santo che hanno posposto la chiusura fino ad ora.

Già quando ho appoggiato il piede fuori dall’auto, qualche centinaio di metri prima, ho capito che sarebbe stato un lungo pomeriggio: sottovento, vengo investita da un odore simile a quello di un cassonetto pieno di verdura marcia dimenticato per giorni sotto al sole di agosto. Davanti ai cancelli si scherza un po’ per sdrammatizzare l’attesa: dopo cinque anni, ci si conosce un po’ tutti, residenti, politici locali, aspiranti tali, giornalisti. Siamo tutti qui in attesa che arrivi Giachetti, dirottato all’ultimo minuto dalla notizia della morte di Marco Pannella. C’è un puzzo talmente forte e nauseabondo che faccio fatica a mettere insieme i pensieri. Mi sfottono pure. Dice che la pioggia e il vento hanno disperso il grosso del fetore. In anni di cronache, di visite agli impianti, di sit in e manifestazioni non mi ero mai scontrata con questa puzza particolare. Avevo sempre sentito quella chimica del biofiltro, quella di “zozzo” derivante dallo scarico dell’indifferenziata ma questa no. Gli odori sono l’unica cosa che al momento la tecnologia non è in grado di riprodurre nè in realtà virtuale nè in realtà aumentata e sono sicura di non riuscire a parole a descrivere l’immondo bouquet. Dicono che poi ci si abitua. Non credo, altrimenti i residenti non ci farebbero più caso dopo cinque anni. Mi domando come fanno i dipendenti, gli autisti dei camion, gli addetti dell’impianto. Le frasi fanno fatica ad uscirmi di bocca, mi devo concentrare. Dall’altro lato della strada, dopo la ferrovia ci sono già le prime case, un asilo. Penso di essere fortunata, posso andarmene via tra poco, fuggire lontano da qui, portare in salvo il mio naso e la ragione.

Le puzze sono sincere, non nascondono la loro origine. Oggi qui, è l’umido in gran quantità quello che si fa sentire. Ci sono zone in cui gli abitanti hanno lamentato che appunto, sono dieci giorni che gli avanzi di cucina si accumulano nei cassonetti appositi. Quindi, o han cominciato a buttare tutto nell’indifferenziato o…alla fine l’umido l’han portato qua anziché al centro preposto, per un motivo qualsiasi. Chissà.

Passa in bicicletta la nostra famosa “bocca di rosa” e offre uno show fuori programma, approfittando del fatto che due tir dell’Ama stanno entrando e uscendo dallo stabilimento, rallentando di fatto il traffico: volteggia varie volte in tondo davanti a noi, offrendosi ai flash con una gran sfrontatezza condita da un pizzico di esibizionismo. Per alcuni istanti non penso alla puzza che mi stordisce e mi vien da ringraziarla. Poi entro nella scia di un profumo femminile e parto alla ricerca della portatrice. La sfrutto biecamente, mi metto sottovento a respirare credo un Tendre poison e realizzo che sto applicando il rimedio che aveva proposto Ama in una delle prime riunioni: l’utilizzo di deodoranti per l’ambiente. Certo come no…

Arriva la comunicazione ufficiale che Giachetti passerà alla tappa successiva, la sua tabella di marcia è rigida e compressa, tanto il Tmb, ahimè, non sparirà nella notte. Rompiamo le file, chi può, lontano da questo cassonetto gigante. I forzati, gli abitanti nelle zone limitrofe, a tapparsi in casa, cercando di sopravvivere.

(Si ringrazia Maria Teresa per la foto)

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L’allagamento di domenica a Settebagni danneggia il supermercato di via Piombino

16 Mag

wp-1463404245496.jpegLa pioggia caduta domenica 15 maggio ha lasciato i suoi strascichi: oltre le buste di immondizia sparse sulla strada e il fango, l’acqua ha invaso alcune abitazione a filo strada e a causa della pozza creatasi in via Piombino, il supermecato MD lunedì mattina non ha potuto aprire regolarmente per riparare i danni riportati durante i minuti di pioggia battente che hanno colpito Roma Nord.

Qui sotto, alcune foto della via Salaria invasa dalla pioggia.

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Porta di Roma – La primaria “Marco Simoncelli” inaugurata dal papà Paolo

13 Mag

13179186_10210038453586297_8075786568607307655_nGiovedì 12 maggio è  stata ufficialmente intitolata al campione di motociclismo Marco Simoncelli – scomparso prematuramente durante la gara del motomondiale a Sepang, Malesia, nell’ottobre del 2011 – la scuola primaria nel quartiere di Porta di Roma che fa capo all’Istituto Comprensivo Uruguay. Ha presenziato all’inaugurazione il papà del Campione del Mondo, Paolo, che ha pronunciato anche un toccante discorso, insieme alla preside dell’Istituto – professoressa Carla Galeffi, all’assessore municipale uscente alle Politiche Scolastiche Riccardo Corbucci e a Giordana Petrella, Federica Rampini e Manuel Bartolomeo, consiglieri municipali nella consiliatura del Terzo appena conclusa.

Fuori dai cancelli, una serie di moto da gara hanno salutato la cerimonia di scopertura della targa.

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(si ringraziano G. Petrella e R. Corbucci per le foto)

AP e LM

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III Municipio di Roma Capitale: per votare le delibere sulle somme urgenze c’è ancora del tempo utile. Il pensiero del Presidente Marchionne

10 Apr

PAOLOmarchionneA margine dell’assemblea pubblica di venerdi 8 nell’aula magna del Matteucci, voluta per fare il punto sui tre anni della sua consiliatura, il presidente del Municipio Paolo Marchionne così ha risposto alle domande circa la mancata ratifica delle delibere per i debiti fuori bilancio

Le delibere sulle somme urgenze non sono state votate. Restano in eredità per la prossima consiliatura?

«Non è detto. Io con grande istituzionalità sono promotore di tutte quelle delibere perché sono debiti contratti dalla pubblica amministrazione. Mi auguro che possano essere portate. Però voglio dire una cosa, che non è assolutamente chiara: sono delle risorse, molte, oltre 3 milioni di euro, risalgono alla passata amministrazione e una parte ovviamente ce l’abbiamo messa pure noi quando non c’era il bilancio ancora approvato e quindi per fare interventi urgenti occorreva assumere impegni senza copertura. Ma quando sono stati votati i bilanci, sia nel 2013 che nel 2014 sono state messe le coperture economiche, quindi non si tratta di buchi che si troverà un altro, rimarrà questa formalità del voto, dell’assunzione dell’aula consiliare e niente di più.»

E sul fatto che non si è andati al voto nonostante ci fossero i consiglieri della maggioranza?

«Credo che la maggioranza avesse voluto cercare una calendarizzazione più graduale che non fare un consiglio monotematico. Mi auguro che insomma che i consiglieri valuteranno se vogliono essere votate prima della consiliatura.».

Quindi ci saranno altri consigli?

«Beh, ancora c’è un po’ di tempo.»

Quanto?

«Non lo so. Non sono state ancora indette le elezioni a Roma, però non possono nemmeno essere domani, a sorpresa (poche ore dopo il Ministro dell’Interno Alfano le ha fissate per il 5 giugno 2016, ndr)

Quindi c’è ancora tempo per farne un altro?

«Ma sicuro, mi auguro altri due, altri tre … anche perché non ci sono non solo le delibere che riguardano il bilancio ma ce ne sono altre,  almeno altre due o tre che secondo me sono estremamente significative, su cui dobbiamo prendere un impegno prima della campagna elettorale».

E quali sono?

«Lo decideranno i consiglieri»

Luciana Miocchi

 

 

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Quando i più piccoli imparano a soccorrere nelle emergenze – di Alessandro Pino

6 Apr

Se è vero che non è mai troppo tardi per prendere lezioni di primo soccorso imparando a gestire le prime fasi di una emergenza sanitaria in ambito extraospedaliero, a maggior ragione vale anche il ragionamento opposto e cioè che non è mai troppo presto per frequentare un corso del genere. Proprio questo è stato il concetto ispiratore di “Una giornata da soccorritore”, iniziativa organizzata dalla DSC_0531associazione Neverland – attiva nella sensibilizzazione alla sicurezza nelle scuole – presso la parrocchia di Sant’Enrico (zona Casal Monastero, periferia nord est della Capitale) – il primo fine settimana di aprile. A frequentare il corso – della durata di due giornate, per la precisione – sono stati gli scout del “branco Seeonee scout Roma 84” della Agesci. «Abbiamo fatto vedere ai bambini cosa è una emergenza, portando anche una ambulanza e un’automedica – spiega Deborah Evangelisti, giovane presidente della associazione Neverland – li abbiamo addestrati al Basic Life Support cioè alle prime manovre di rianimazione che in realtà anche loro possono essere in grado di svolgere, ma soprattutto la prima cosa che abbiamo cercato di insegnare è stata la chiamata di emergenza al 112». Se lo dice Deborah c’è da darle retta: soccorritrice volontaria presso la Misericordia di Castel Giubileo, ha seguito corsi sulla materia presso centri di livello internazionale ed è diventata nota per aver salvato la vita a una bambina DSC_0533 rimasta vittima di soffocamento in una scuola dove lavorava come maestra. Per la capacità e prontezza di spirito dimostrate in quell’occasione vinse anche nel 2014 la categoria “giovani” nella prima edizione del prestigioso “Premio Montesacro”. Per organizzare l’iniziativa Deborah si è avvalsa della collaborazione di Alessandro Meschino, egli stesso consigliere della associazione Neverland e responsabile degli scout che hanno partecipato. «Se qualche gruppo è interessato  siamo ben contenti di replicarla – conclude Deborah Evangelisti -ovviamenre ci si può rivolgere alla pagina Facebook della Associazione Neverland o telefonando al 380 531844».

Alessandro Pino

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“In punta di Donna” in scena al Teatro Italia. Contro ogni forma di violenza alle donne

6 Apr

12919712_10154110623219241_5188105926002607371_nDomenica 3 aprile al Teatro Italia è andata in scena la seconda edizione “In punta di Donna”, rassegna itinerante contro ogni forma di violenza: fisica, verbale, psicologica nei confronti dell’universo femminile.

L’iniziativa, di cui è stata madrina l’Etoile del Teatro dell’Opera di Roma Gaia Straccamore, con il patrocinio del Ministero dell’Interno, della Regione e del Consiglio del Lazio e dall’Assessorato alla cultura del II Municipio; sotto il buon auspicio del presidente del Senato, Pietro Grasso, ha visto esibirsi sul palco numerose accademie di Roma. Da Treviso è arrivata la scuola CLap Project, un gruppo di donne accomunate dal fatto di essere mamme.

La kermesse era iniziata già al mattino, con la presentazione del libro di Alma Minghi La custode dei se.

Novità di questa edizione è stato il Premio Coreografico, assegnato dai ballerini e coreografi Kristian Cellini e Vittorio Di Rocco, qui in veste di giudici, che ha visto la partecipazione di oltre 100 ballerini.

La Bilotta’s Dance Academy si è aggiudicata fuori concorso il trofeo del primo premio coreografico. Premiati inoltre la compagnia “Clap Project”, prima classificata con “Legàmi”(coreografia di Claudia Ponchia), al secondo posto “Moysicos” con “Rose spezzate” (coreografia di Valentina De Luca),seguita da “Centro Dimensione Danza” con “Libere di essere, libere di vivere” (coreografia di Fiorella Voccia). Il Premio Stampa è stato invece conferito a “Moysicos” per “Apriamo gli occhi”, la toccante coreografia di Daniela Bottiglieri.

La kermesse diretta da Giulia Antonini, presentata da Niccolò Carosi e organizzata da Roma Restyle, che opera nel territorio dal 2007, nasce da una idea del suo presidente, il giovane regista Michele Vitiello.

L’iniziativa “In punta di Donna” è legata storicamente alla Susan G. Komen – Italia, organizzazione di volontariato internazionale che opera nella lotta dei tumori al seno, motivo per cui la rassegna mette a disposizione un fondo, destinato alla Komen stessa che a Roma opera nella struttura del Policlinico A. Gemelli.

LM

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Con l’Accademia degli Ostinati è tornata la musica classica nel Terzo Municipio della Capitale – di Alessandro Pino

31 Mar

Proseguendo l’intendimento della amministrazione del Terzo Municipio della Capitale di aprire l’aula consiliare di piazza Sempione a iniziative artistiche e culturali, la sera dello scorso 30 marzo è tornata a dare sfoggio della propria bravura una delle realtà musicali più vivaci – non fosse che per la giovanissima età dei componenti – della Capitale e del territorio municipale in particolare: la “Accademia degli Ostinati”, associazione musicale con sede presso l’Istituto Comprensivo “Bruno Munari” di via Perazzi (zona Ateneo Salesiano) che già la scorsa primavera scorsa si era esibita in DSC_0511Municipio con l’ensemble completa mentre questa volta ha portato il quartetto d’archi. Per dare un’idea del livello dei giovani musicisti, attualmente stanno preparando un concorso internazionale e nei prossimi giorni terranno un concerto di beneficenza al teatro napoleonico dei Vigilanti all’isola d’Elba, oltre ad aver ricevuto lo scorso dicembre – come ha ricordato il maestro Robert Andorka, loro direttore – al teatro Viganò il prestigioso “Premio Montesacro”. Dopo una rapida introduzione del consigliere municipale Filippo Maria Laguzzi e il saluto al numeroso pubblico intervenuto del DSC_0516presidente del Municipio Paolo Emilio Marchionne, l’aula consiliare si è riempita delle musiche composte da Joseph Haydn e Aleksandr Borodin eseguite – sotto lo sguardo attento della loro insegnante, professoressa Eugenia Varcasia – dai quattro virtuosi dell’archetto: Giona Mason e Alessandro Spaziani al violino, Eleonora Casale alla viola e Maria Sferrazza al violoncello. Più di un’ora di esecuzioni, con i ripetuti applausi del pubblico che ha chiesto un bis concesso volentieri dai sorridenti musicisti.

Alessandro Pino

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Un premio per Franco Califano

30 Mar

museocalifanoTre anni fa scompariva Franco Califano. Qui sul blog lo ricordiamo con l’articolo scritto da Alessandro Pino l’anno scorso, in attesa di dare i particolari del premio che porterà il suo nome, per il quale è prevista una conferenza stampa questo pomeriggio.

LM

Omaggio al Maestro: una giornata ad Ardea per ricordare Franco Califano – di Alessandro Pino

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Addio all’elegante Paolo Poli, attore irriverente ma con garbo – di Alessandro Pino

26 Mar
Paolo Poli fotografato da Alessandro Pino

Paolo Poli fotografato da Alessandro Pino

Mancavano poche settimane al suo ottantasettesimo compleanno quando il 25 marzo è scomparso a Roma Paolo Poli, elegante e ironico attore attivo fin dagli anni Cinquanta a teatro, alla radio, al cinema e in televisione. Uno dei suoi lavori più recenti era stata la pubblicazione in audiolibro del famoso volume di ricette scritto da Artusi, ovviamente declamato da par suo. Sapeva essere sfrontato ma con stile, irriverente e garbato al tempo stesso, anticonformista ma al di sopra delle mode e delle tendenze passeggere al punto da fargli dire – lui che fu uno dei primi omosessuali dichiarati – che a suo parere il dibattito sui diritti gay era “una solenne rottura di coglioni”.

Alessandro Pino

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Monte Sacro a mano armata: i cittadini hanno paura (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

14 Mar

L’episodio più recente nell’escalation di violenza e criminalità nel territorio di Monte Sacro è accaduto il 12 marzo a piazza Sempione, nel cuore della Città Giardino, nelle adiacenze della sede municipale: un passante rapinato a calci e pugni da due individui. Fortuna ha voluto che passasse una pattuglia dei Carabinieri che dopo una colluttazione ha arrestato gli aggressori, ma intanto la vittima è finita al pronto soccorso. La paura comprensibilmente assale i cittadini, gli amministratori del territorio chiedono più sicurezza, ma il Prefetto e la Questura che assicurano non essersi mai abbassata la guardia. Intanto però l’elenco dei crimini compiuti nel Terzo Municipio si allunga: la rapina alle poste di via Val Pellice del 23 febbraio è stato solo uno degli avvenimenti che hanno messo in primo piano la questione sicurezza a Monte Sacro. All’alba del 28 febbraio in un bar di viale Tirreno due avventori di Tor Bella Monaca kannemozzeBNavevano cominciato a molestare pesantemente una coppia seduta a un tavolino; ne era nata una feroce aggressione terminata quando la vittima ha ferito gli assalitori con un coltello. Si dirà che non tutti girano con un coltello in tasca ma questa è la situazione. Sempre nei dintorni di piazza Sempione alcuni giorni prima si era svolto un inseguimento in auto tra bande di sudamericani, con tanto di speronamenti e pistolettate, mentre in una sala slot di piazza Monte Gennaro un cliente era stato pestato brutalmente a colpi di mazza da un romeno, finendo in ospedale con lesioni gravissime. A contorno, il consueto panorama di furti da parte dei soliti noti: vai a prendere la macchina e la trovi su quattro mattoni, rientri a casa e te l’hanno svaligiata, le mense degli asili proseguono a essere depredate la notte nonostante l’installazione di inferriate protettive. L’assessore municipale alla Scuola e alla Trasparenza, Riccardo Corbucci, aveva chiesto ufficialmente al commissario capitolino Tronca e al prefetto Gabrielli un aumento dei controlli delle Forze dell’Ordine sul territorio municipale, ma una nota diffusa dalla Questura aveva dichiarato che il controllo delle periferie era già la principale priorità operativa del piano di sicurezza per la Capitale. Sta di fatto che sempre più cittadini sono impauriti e scoraggiati al punto che in alcuni casi – come sembra sia accaduto recentemente ad una automobilista che sul ponte delle Valli ha subìto l’intrusione di un malintenzionato nella propria vettura nell’indifferenza generale – nemmeno presentano più la denuncia dell’accaduto.

Alessandro Pino