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“Una pochette piena di solidarietà”: il reinserimento delle donne in difficoltà si racconta – di Alessandro Pino

9 Ott

[ROMA] Far conoscere chi si occupa attivamente di reinserire nel mondo del lavoro donne che hanno avuto delle difficoltà è il
tema di una conferenza tenutasi il 9 ottobre a Roma intitolata “Raccontare il sociale e il suo valore – una pochette piena di solidarietà”. Tenutasi presso l’associazione Civita di piazza Venezia in uno dei luoghi più suggestivi della Capitale affacciato sull’Altare della Patria, l’incontro è stato moderato dalla giornalista Barbara Molinario presidente di @roadtogreen2020 e ha visto la partecipazione di Veronica Bello presidente di Sowed Onlus, Elisa Prete direttore creativo delle manifatture tessili Prete e di Caterina Micolano, presidente della Cooperativa Alice.

Con l’occasione è stata premiata Daniela, una giovane mamma vincitrice del contest Sowed.

Di seguito alcune immagini dell’incontro

Alessandro Pino

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Viale Jonio: il ponte diventa galleria (d’arte) – di Alessandro Pino

9 Ott

[ROMA] I bastioni del ponte di viale Adriatico che scavalca viale Jonio verranno presto completamente decorati con pitture realizzate da artisti di Monte Sacro e dei quartieri vicini. L’iniziativa è già in corso ed è opera della associazione Arte e Città a Colori in collaborazione con Retake Roma Terzo Municipio. <Abbiamo già sperimentato positivamente come l’arte sia un potente veicolo per sensibilizzare le persone ad una maggiore attenzione alla cura del territorio – dichiara Francesco Galvano, presidente di Arte e Città a Colori –
contiamo di concludere di dipingere tutte le pareti entro un mese, nei prossimi giorni altri artisti si aggiungeranno a Alessia Lifemeup, Donatella Bartoli, Teresa Campioni e Luca Corallini>. Entusiasta è anche l’avvocato
Simona Martinelli, che assieme a Emanuele Sabino è stata promotrice del progetto per Retake Roma Terzo Municipio: <Per noi è un altro passo verso la riqualificazione del quartiere. I nostri obiettivi sono quelli di sostenere le espressioni artistiche legittime, di abbellire la città e di renderla più vivibile>.

Alessandro Pino

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Tutti a visitare Ponte Nomentano il 28 settembre – di Alessandro Pino

27 Set

[Roma] Torna la stagione degli appuntamenti con la grande Storia del mondo che ha lasciato le sue tracce sul territorio dell’attuale Terzo Municipio: sabato 28 settembre ci sarà una visita guidata al Ponte Nomentano curata dalla associazione Il Carro de’ Comici dell’attore e divulgatore di storia romana Gherardo Dino Ruggiero.
Il ponte risalente alla Roma antica fu anche teatro dello storico incontro tra Carlo Magno e il Papa.
Le visite con Il Carro de’ Comici sono ormai un consolidato elemento nel panorama culturale capitolino e godono del patrocinio del Terzo Municipio. Inizio previsto per le ore dieci e trenta. È gradita la
prenotazione ai numeri 068181853 – 3387965614.

Alessandro Pino

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La luce della “Scuola di Posillipo” conquista Napoli e il mondo- di Alessandro Pino

21 Set

[Napoli] C’è tempo fino al prossimo 2 ottobre per visitare la mostra “La scuola di Posillipo.La luce di Napoli che conquistò il mondo” in corso nel capoluogo partenopeo nella storica ambientazione della Cappella Palatina del Castel Nuovo o Maschio Angioino. Sono esposte al pubblico settanta opere pittoriche provenienti da raccolte private di artisti come Pitloo, Giacinto Gigante, Scedrin, Vervloet, Dahl, Fergola, Collins, Pratella, Palizzi e altri esponenti della pittura di paesaggi napoletani e campani (Sorrento, le Isole del Golfo, i Campi Flegrei). Il percorso proposto non è dunque solo tra i luoghi ma anche tra generazioni di pittori, iniziando dalla fine del XVIII secolo con quegli autori stranieri che fecero di Napoli più che una tappa obbligata del Grand Tour – il viaggio formativo e iniziatico in Italia dei giovani intellettuali europei celebrato da Goethe– stabilendovisi in permanenza, per arrivare all’evoluzione e riforma data alla pittura paesaggistica dagli esponenti della Scuola di Resina a metà Ottocento. La mostra – curata da Isabella Valente – è organizzata dalla Mediterranea Associazione Culturale, è promossa e sostenuta da Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e patrocinata da Dipartimento Studi Umanistici. Gli orari di apertura vanno dal lunedi al sabato dalle 10 alle 18 mentre la domenica dalle 10 alle 13. L’ingresso è libero e indipendente dal biglietto del Castello.

Alessandro Pino

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Monte Sacro: tutti a festeggiare con “Colora il Mondo” ! – di Alessandro Pino

16 Set

[Roma] Per il suo quarto compleanno, l’asilo nido “Colora il Mondo” invita tutti a festeggiare: il prossimo 22 settembre dalle ore 17 alle 19 i cancelli della struttura di via Monviso 9 (dietro piazza Monte Gennaro, tra Monte Sacro e Talenti) ospiteranno piccoli e grandi con momenti di animazione, gioco, musica e merenda. Saranno particolarmente dedicati alle mamme gli assaggi delle creazioni di “Le Farinelle “che partecipano al progetto “In Cucina Tra Amici” attivo nella stessa scuola sin dall’inizio. Verranno inoltre distribuiti buoni sconto e tessere fedeltà e a tutti i bambini verrá offerto un piccolo omaggio a ricordo della giornata trascorsa insieme. <È una grande occasione per rivederci o per conoscerci all’insegna del divertimento e della condivisione – spiega Elenora Baiocchini, titolare e coordinatrice di “Colora il Mondo” – festeggiare per noi tutti è ricordare da dove si è partiti, le difficoltà incontrate e le soddisfazioni ricevute ma anche e soprattutto ringraziare chi ha creduto nei nostri progetti e crede nella forza delle idee, della passione, del lavoro serio e responsabile condito da buonumore ottimismo e gentilezza. Colora Il Mondo sta crescendo bene e adesso siamo pronto per affrontare questo nuovo anno>.

Alessandro Pino

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Alla ricerca dei vostri antenati: conferenza al Tempio Mormone di Roma – di Alessandro Pino

15 Set

[Roma] Il centro visitatori del Tempio della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni in di via Di Settebagni ha ospitato lo scorso 14 settembre la prima di un ciclo di conferenze di storia familiare e genealogia.
Relatore è stato il dottor Pier Felice degli Uberti, presidente della Confederazione Internazionale di Genealogia e Araldica e dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano, ritenuto tra i massimi esperti mondiali della materia.
Ai numerosi cultori di genealogia, degli Uberti ha illustrato quale sia la documentaristica familiare, ecclesiastica e civile dalla quale ciascun individuo può attingere per costruire il proprio albero genealogico. <Per comprendere il proprio presente e il futuro – afferma degli Uberti – è importante ricostruire il proprio passato perchè chi non sa da dove viene non può sapere dove va>.
Dopo la conferenza i presenti sono stati invitati a vedere il centro di Storia Familiare FamilySearch dove è possibile svolgere le proprie ricerche genealogiche.
Alessandro Pino

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Il disastro della Ferrovia Cumana del 22 luglio 1972 – di Alessandro Pino

21 Lug

[Napoli] Quella del 22 luglio 1972 è una data tragica per Napoli: è quella del disastro ferroviario della Cumana che provocò numerose vittime. Forse ai partenopei più giovani può non voler dire molto e allora proprio perché il trascorrere degli anni rischia di offuscare nella nebbia del tempo che passa la memoria storica, proviamo a ricordare insieme cosa accadde quel sabato pomeriggio: erano circa le cinque del pomeriggio e due convogli di elettromotrici Aerfer serie Et 100 percorrevano il binario unico nel tratto tra le stazioni di Cappuccini e Pozzuoli. Per chi non è pratico del funzionamento della linea: normalmente uno dei due treni avrebbe dovuto attendere l’incrocio con l’altro nei tratti a doppio binario. Così non andò e i due elettrotreni – uno proveniente da Montesanto e l’altro da Torregaveta – si scontrarono frontalmente all’entrata della galleria dei Cappuccini. Sette persone persero la vita e numerose altre rimasero ferite.

Alessandro Pino

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Luciano De Crescenzo e gli altri (non) napoletani: riflessioni moleste di Alessandro Pino

20 Lug

Con la scomparsa di Luciano De Crescenzo si è celebrato prevedibilmente il medesimo rituale agiografico riservato ai partenopei divenuti celebri, ennesima puntata della saga col vulcano sullo sfondo del Golfo. E però sarebbe da riflettere una volta per tutte su un elemento comune a questi volti e nomi noti che senz’altro hanno dato lustro alla città specialmente nel caso di artisti che l’hanno immortalata e descritta, ma dalla quale si erano allontanati stabilmente da tempo: questi napoletani giustamente famosi, in realtà a Napoli non ci vivevano e non la vivevano, infatti sono morti altrove. De Crescenzo abitava notoriamente da decenni nella Capitale, con vista sui Fori Imperiali. Inutile offendersi o gridare allo scandalo, il fenomeno è antico e non riguarda solo politici o personaggi dello spettacolo che si potrebbe immaginare legati per motivi professionali ai centri del potere o di produzione televisiva e cinematografica, posto che anche in tal caso la tesi non reggerebbe del tutto, esistendo da decenni le telecomunicazioni e comunque non essendo che la produzione di un film o di uno spettacolo impegni il calendario intero. Proviamo a elencarne alcuni partendo da epoche ormai remote: Totò viveva a Roma come Eduardo De Filippo e il fratello Peppino (ricordato con una targa fuori la sua casa sulla via Nomentana in zona Montesacro – Talenti, nell’attuale Terzo Municipio della Capitale), Massimo Troisi aveva casa ai Parioli e a Ostia, Pino Daniele si era trasferito in Toscana, Riccardo Pazzaglia (lo scrittore e giornalista anche egli arruolato come De Crescenzo nella banda Arbore) intitolò un libro “Partenopeo in esilio”: a Roma, tanto per cambiare. E nel Lazio viveva anche Carlo Pedersoli, il Bud Spencer internazionale.
Venendo ai vivi, lo stesso Renzo Arbore (pugliese cantore di Napoli nel mondo) che contribuì a introdurre De Crescenzo nel mondo del cinema, vive alla Camilluccia. Andando molto indietro nel tempo e cambiando settore, dallo spettacolo all’industria automobilistica, ricordiamo come un altro ingegnere, Nicola Romeo (sì, quello dell’Alfa) nativo della provincia di Napoli, per concludere i suoi giorni scelse una villa sul lago di Como. E allora si ammetta serenamente questo: che chi conosce bene Napoli e la tanto decantata napoletanitá, potendo se ne è fujiuto altrove da tempo, imbonendo un pubblico di sprovveduti con aspetti di colore ormai estinti al vero. Ma ormai per mondarsi dalla malaitalianitá ci si dovrebbe trasferire come minimo a Ginevra.

Alessandro Pino

(Nel fotomontaggio, l’autore dell’articolo con Luciano De Crescenzo)

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Applausi e sorprese per le “Conseguenze d’amore e disamore” – di Alessandro Pino

10 Lug

[Roma] Si è da poco conclusa con grande successo di pubblico “Conseguenze D’Amore e Disamore”, prestigiosa rassegna letteraria ideata e voluta da Olga Lumia, la cui serata finale all’Hotel Savoy ha avuto per protagonista la scrittrice e sceneggiatrice Barbara Alberti che ha presentato il suo ultimo romanzo “Non mi vendere, mamma!” edito da Nottettempo. Durante l’ora e mezza di intervista con Olga Lumia, una platea coinvolta ed entusiasta ha tributato applausi scroscianti all’autrice che ha anche regalato racconti esilaranti sulla sua infanzia, sempre con la classe, l’eleganza e lo charme che la contraddistinguono.
Tra i tanti ospiti di alto livello della serata che ha registrato il tutto esaurito – nel corso della quale sono state esposte le opere pittoriche di Lisa Eleuteri Serpieri – si sono visti Manuela Maccaroni (giudice televisivo della trasmissione Verdetto Finale su Rai 1, Pubblico Ministero, Presidente Nazionale dell’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti e Presidente dell’Osservatorio Nazionale per la tutela delle donne), il regista Antonio Centomani, il pianista Michele D’Ascenzo, la direttrice di Lifestyle Made in Italy Cinzia Carcione, l’editore Giò Di Giorgio, fotografati da Roberto Naviglio e Giuseppe Coppolecchia. Il successo riscosso dalla rassegna letteraria – i cui primi due incontri hanno visto protagonisti Dacia Maraini presentata da Lucia Annunziata e Pietrangelo Buttafuoco, ha fatto sì che Olga Lumia annunciasse una grande sorpresa finale: una serata sotto le stelle a settembre nella suggestiva piazza antistante la chiesa di San Pietro a Porto Venere, nel Golfo dei Poeti – voluta dalla Pro Loco competente – con un altro grandissimo nome della letteratura italiana che per il momento rimane top secret e che presenterà il suo ultimo romanzo. <Non voglio ancora lasciare il pubblico che dimostra tanto affetto per i grandi scrittori – ha dichiarato Olga Lumia – chiuderemo la rassegna con una data fuori programma, in uno dei luoghi italiani più spettacolari>.

Alessandro Pino

(nella foto, Barbara Alberti con al centro Olga Lumia e Iolanda Pomposelli di For You Communication)

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Barbara Alberti e le “Conseguenze d’amore e disamore” – di Alessandro Pino

5 Lug

[Roma] Ci siamo quasi per l’ultimo appuntamento della rassegna letteraria Conseguenze D’Amore E Disamore, ospitata da alcune settimane nel prestigioso hotel Savoy: il prossimo otto luglio, infatti, il ciclo di incontri terminerà con la scrittrice Barbara Alberti che
parlerà del suo ultimo romanzo, “Non Mi Vendere, Mamma!” edito da Nottetempo. A intervistarla sarà Olga Lumia, ideatrice e organizzatrice della rassegna, anche lei scrittrice oltre che insegnante di filosofia e autrice di format televisivi. L’incontro segue quelli delle prime due date, con Dacia Maraini e Pietrangelo Buttafuoco. Barbara Alberti Ha scritto romanzi, saggi e biografie, sceneggiature per il cinema (ricordiamo solo quella per “Il portiere Di Notte” , per la regia di Liliana Cavani con Dirk Bogarde) ed è nota al grande pubblico per le sue rubriche sul settimanale Amica, sul Fatto Quotidiano e sul settimanale Gioia, oltre che per la partecipazione come opinionista a diversi talk show televisivi, dove afferma sempre con grande simpatia e convinzione le proprie opinioni.
<Sono felicissima di avere Barbara Alberti in chiusura della rassegna – ha dichiarato Olga Lumia – sono certa che la mia discussione con lei sarà ricca di spunti di riflessione importanti e non mancheranno momenti carichi di ironia>.
Durante il dibattito, saranno esposte due opere della serie Down By The Water, dell’artista Lisa Eleuteri Serpieri. Sponsor dell’evento sono l’Hotel Savoy Roma e GnamGlam, associazione che promuove la cultura del cibo e del vino.
Le foto della serata saranno realizzate da Roberto Naviglio e Giuseppe Coppolecchia. Inizio previsto per le 18 e 30. L’Hotel Savoy si trova in via Ludovisi 15 (angolo via Vittorio Veneto). Ingresso libero.
Alessandro Pino

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Barbara Alberti e le “Conseguenze d’amore e disamore” – di Alessandro Pino

5 Lug

[Roma] Ci siamo quasi per l’ultimo appuntamento della della rassegna letteraria Conseguenze D’Amore E Disamore, ospitata da alcune settimane nel prestigioso hotel Savoy: il prossimo otto luglio, infatti, il ciclo di incontri terminerà con la scrittrice Barbara Alberti che
parlerà del suo ultimo romanzo, “Non Mi Vendere, Mamma!” edito da Nottetempo. A intervistarla sarà Olga Lumia, ideatrice e organizzatrice della rassegna, anche lei scrittrice oltre che insegnante di filosofia e autrice di format televisivi. L’incontro segue quelli delle prime due date, con Dacia Maraini e Pietrangelo Buttafuoco. Barbara Alberti Ha scritto romanzi, saggi e biografie, sceneggiature per il cinema (ricordiamo solo quella per “Il portiere Di Notte” , per la regia di Liliana Cavani con Dirk Bogarde) ed è nota al grande pubblico per le sue rubriche sul settimanale Amica, sul Fatto Quotidiano e sul settimanale Gioia, oltre che per la partecipazione come opinionista a diversi talk show televisivi, dove afferma sempre con grande simpatia e convinzione le proprie opinioni.
<Sono felicissima di avere Barbara Alberti in chiusura della rassegna – ha dichiarato Olga Lumia – sono certa che la mia discussione con lei sarà ricca di spunti di riflessione importanti e non mancheranno momenti carichi di ironia>.
Durante il dibattito, saranno esposte due opere della serie Down By The Water, dell’artista Lisa Eleuteri Serpieri. Sponsor dell’evento sono l’Hotel Savoy Roma e GnamGlam, associazione che promuove la cultura del cibo e del vino.
Le foto della serata saranno realizzate da Roberto Naviglio e Giuseppe Coppolecchia. Inizio previsto per le 18 e 30. L’Hotel Savoy si trova in via Ludovisi 15 (angolo via Vittorio Veneto). Ingresso libero.
Alessandro Pino

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Barbara Alberti e le “Conseguenze d’amore e disamore” – di Alessandro Pino

5 Lug

[Roma] Ci siamo quasi per l’ultimo appuntamento della della rassegna letteraria Conseguenze D’Amore E Disamore, ospitata da alcune settimane nel prestigioso hotel Savoy: il prossimo otto luglio, infatti, il ciclo di incontri terminerà con la scrittrice Barbara Alberti che
parlerà del suo ultimo romanzo, “Non Mi Vendere, Mamma!” edito da Nottetempo. A intervistarla sarà Olga Lumia, ideatrice e organizzatrice della rassegna, anche lei scrittrice oltre che insegnante di filosofia e autrice di format televisivi. L’incontro segue quelli delle prime due date, con Dacia Maraini e Pietrangelo Buttafuoco. Barbara Alberti Ha scritto romanzi, saggi e biografie, sceneggiature per il cinema (ricordiamo solo quella per “Il portiere Di Notte” , per la regia di Liliana Cavani con Dirk Bogarde) ed è nota al grande pubblico per le sue rubriche sul settimanale Amica, sul Fatto Quotidiano e sul settimanale Gioia, oltre che per la partecipazione come opinionista a diversi talk show televisivi, dove afferma sempre con grande simpatia e convinzione le proprie opinioni.
<Sono felicissima di avere Barbara Alberti in chiusura della rassegna – ha dichiarato Olga Lumia – sono certa che la mia discussione con lei sarà ricca di spunti di riflessione importanti e non mancheranno momenti carichi di ironia>.
Durante il dibattito, saranno esposte due opere della serie Down By The Water, dell’artista Lisa Eleuteri Serpieri. Sponsor dell’evento sono l’Hotel Savoy Roma e GnamGlam, associazione che promuove la cultura del cibo e del vino.
Le foto della serata saranno realizzate da Roberto Naviglio e Giuseppe Coppolecchia. Inizio previsto per le 18 e 30. L’Hotel Savoy si trova in via Ludovisi 15 (angolo via Vittorio Veneto). Ingresso libero.
Alessandro Pino

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Grandi incontri letterari a Roma con le “Conseguenze d’amore e disamore” – di Alessandro Pino

21 Giu

[Roma] Si terrà Roma dal 24 giugno all’8 luglio nella prestigiosa cornice dell’Hotel Savoy la seconda edizione della rassegna letteraria “Conseguenze d’amore e disamore”, ciclo di tre incontri con grandi scrittori della scena contemporanea, ognuno dei quali ha affrontato tematiche legate alle tante sfaccettature dell’amore e alle conseguenze della sua mancanza. Primo appuntamento il 24 giugno, con Dacia Maraini e il suo ultimo romanzo “Corpo Felice” edito da Rizzoli, presentato dalla giornalista Lucia Annunziata. A seguire, il 26 giugno Pietrangelo Buttafuoco leggerà brani del suo libro “I Baci Sono Definitivi” pubblicato da La Nave di Teseo e ne parlerà con Olga Lumia. Data conclusiva l’otto luglio con Barbara Alberti e il suo ultimo romanzo “Non Mi Vendere, Mamma!” edito da Nottetempo, del quale discuterà con Olga Lumia che è ideatrice e organizzatrice della manifestazione. Insegnante di Filosofia, autrice televisiva e a sua volta scrittrice – ha recentemente pubblicato il romanzo “Madri Spezzate” con la Armando Curcio Editore – Olga Lumia non nasconde la soddisfazione per la presenza di firme così prestigiose: <Si tratta di tre giganti della letteratura e della comunicazione – ha dichiarato – tre grandissimi nomi che certamente riserveranno al pubblico in sala molte, indimenticabili emozioni>.
Tutti gli appuntamenti avranno inizio alle 18 e 30 e durante i dibattiti saranno esposte installazioni d’arte: l’opera Punctum di Corrado Delfini il 24 giugno, le fotografie del giornalista Rai Giuseppe Ardica il 26 giugno e due opere della serie Down By The Water di Lisa Eleuteri Serpieri l’otto luglio. Le riprese fotografiche di tutti gli incontri saranno curate da Roberto Naviglio. L’Hotel Savoy – che è sponsor ufficiale dell’evento assieme a Gnam Glam – si trova in
in via Ludovisi 15, all’angolo con via Veneto. Ingresso libero.

Alessandro Pino

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Riapre il Museo Storico della Motorizzazione Civile in via Di Settebagni – di Alessandro Pino

16 Giu

[Roma] È stato riaperto il 15 giugno dopo una lunga chiusura il Museo Storico della Motorizzazione Civile, situato al civico 333 della via Di Settebagni. La riapertura, consentita dalla collaborazione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Automotoclub Storico Italiano, nella giornata in questione era ristretta alla stampa e a una élite di membri dei club federati ma prelude a un prossimo ritorno a una piena fruibilità, dedicata specialmente alle scuole. <È un evento che non è un punto di arrivo ma l’inizio di una esperienza> ha commentato infatti l’ingegner Giovanni Lanati, dirigente generale della Motorizzazione Civile. Ha preso poi la parola – davanti a un parterre di soci giunti con le loro auto storiche in un tripudio di blazer blu sociali refrattari alla calura praticamente estiva, chiome cotonate e orologi di gran marca – il presidente dell’Asi, Alberto Scuro: <Abbiamo agito nel rispetto della storia effettuando interventi conservativi, curando la pulizia e la lucidatura> ha dichiarato, aggiungendo successivamente che <stiamo valutando di riaprire dopo l’estate avendo come target le scolaresche>. Significative le parole del professor Gino Scaccia, Capo di Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: <Il tratto che accomuna queste auto è la passione di chi le cura come fossero figlie e con la riapertura stiamo cercando di trasmettere questa passione>. Dopo i discorsi di rito e il taglio del nastro tricolore è stato possibile vedere da vicino i veicoli e i materiali conservati nel Museo: tra questi la Fiat 500 A “Topolino” del 1937, la Fiat 508 “Balilla” del 1934, un camioncino Om “Lupetto” del 1962 sezionato a scopo didattico, l’autocarro Fiat 18 BL del 1914 che durante la Grande Guerra fu guidato in versione ambulanza anche da Ernest Hemingway, il prototipo della granturismo Alfa Romeo Montreal, definita all’epoca della presentazione (1967) “la massima aspirazione dell’uomo in fatto di autovetture”. Si tratta di veicoli che hanno contribuito a scrivere pagine di storia e di vita quotidiana italiane, anche le più drammatiche:

conservata come le immagini dei telegiornali la resero tristemente nota – fori di proiettili sul parabrezza inclusi – c’è la Fiat 130 blu ministeriale della strage di via Fani sulla quale viaggiava Aldo Moro con il caposcorta maresciallo Oreste Leonardi e l’autista, appuntato Domenico Ricci quella mattina di marzo del 1978 quando il leader democristiano fu rapito dai brigatisti rossi e gli uomini della scorta trucidati. In occasione della riapertura, è stata portata nel piazzale antistante il Museo un’altra vettura legata ad Aldo Moro e recentemente ritrovata: la sobria Peugeot 403 giardinetta blu carta da zucchero targata Bari appartenuta alla famiglia dello statista pugliese, a bordo della quale fu ritratto con la moglie Eleonora alla guida. Un rinfresco all’aperto cui si è unito anche l’architetto Valerio Moretti – ultimo superstite tra i soci fondatori dell’Asi e autorevole firma della lettratura di settore – ha concluso la mattinata: prima di andare via un ultimo sguardo al salone espositivo dal quale il pubblico è uscito, sperando che presto torni ad affollarsi. Non appena saranno diffusi gli orari e le date della apertura effettiva seguiranno aggiornamenti.
Alessandro Pino

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Riapre il Museo Storico della Motorizzazione Civile in via Di Settebagni – di Alessandro Pino

16 Giu

[Roma] È stato riaperto il 15 giugno dopo una lunga chiusura il Museo Storico della Motorizzazione Civile, situato al civico 333 della via Di Settebagni. La riapertura, consentita dalla collaborazione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Automotoclub Storico Italiano, nella giornata in questione era ristretta alla stampa e a una élite di membri dei club federati ma prelude a un prossimo ritorno a una piena fruibilità, dedicata specialmente alle scuole. <È un evento che non è un punto di arrivo ma l’inizio di una esperienza> ha commentato infatti l’ingegner Giovanni Lanati, dirigente generale della Motorizzazione Civile. Ha preso poi la parola – davanti a un parterre di soci giunti con le loro auto storiche in un tripudio di blazer blu sociali refrattari alla calura praticamente estiva, chiome cotonate e orologi di gran marca – il presidente dell’Asi, Alberto Scuro: <Abbiamo agito nel rispetto della storia effettuando interventi conservativi, curando la pulizia e la lucidatura> ha dichiarato, aggiungendo successivamente che <stiamo valutando di riaprire dopo l’estate avendo come target le scolaresche>. Significative le parole del professor Gino Scaccia, Capo di Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: <Il tratto che accomuna queste auto è la passione di chi le cura come fossero figlie e con la riapertura stiamo cercando di trasmettere questa passione>. Dopo i discorsi di rito e il taglio del nastro tricolore è stato possibile vedere da vicino i veicoli e i materiali conservati nel Museo: tra questi la Fiat 500 A “Topolino” del 1937, la Fiat 508 “Balilla” del 1934, un camioncino Om “Lupetto” del 1962 sezionato a scopo didattico, l’autocarro Fiat 18 BL del 1914 che durante la Grande Guerra fu guidato in versione ambulanza anche da Ernest Hemingway, il prototipo della granturismo Alfa Romeo Montreal, definita all’epoca della presentazione (1967) “la massima aspirazione dell’uomo in fatto di autovetture”. Si tratta di veicoli che hanno contribuito a scrivere pagine di storia e di vita quotidiana italiane, anche le più drammatiche:
conservata come le immagini dei telegiornali la resero tristemente nota – fori di proiettili sul parabrezza inclusi – c’è la Fiat 130 blu ministeriale della strage di via Fani sulla quale viaggiava Aldo Moro con il caposcorta maresciallo Oreste Leonardi e l’autista, appuntato Domenico Ricci quella mattina di marzo del 1978 quando il leader democristiano fu rapito dai brigatisti rossi e gli uomini della scorta trucidati. In occasione della riapertura, è stata portata nel piazzale antistante il Museo un’altra vettura legata ad Aldo Moro e recentemente ritrovata: la sobria Peugeot 403 giardinetta blu carta da zucchero targata Bari appartenuta alla famiglia dello statista pugliese, a bordo della quale fu ritratto con la moglie Eleonora alla guida. Un rinfresco all’aperto cui si è unito anche l’architetto Valerio Moretti – ultimo superstite tra i soci fondatori dell’Asi e autorevole firma della lettratura di settore – ha concluso la mattinata: prima di andare via un ultimo sguardo al salone espositivo dal quale il pubblico è uscito, sperando che presto torni ad affollarsi.
Alessandro Pino

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Riapre il Museo Storico della Motorizzazione Civile in via Di Settebagni – di Alessandro Pino

16 Giu

[Roma] È stato riaperto il 15 giugno dopo una lunga chiusura il Museo Storico della Motorizzazione Civile, situato al civico 333 della via Di Settebagni. La riapertura, consentita dalla collaborazione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Automotoclub Storico Italiano, nella giornata in questione era ristretta alla stampa e a una élite di membri dei club federati ma prelude a un prossimo ritorno a una piena fruibilità, dedicata specialmente alle scuole. <È un evento che non è un punto di arrivo ma l’inizio di una esperienza> ha commentato infatti l’ingegner Giovanni Lanati, dirigente generale della Motorizzazione Civile. Ha preso poi la parola – davanti a un parterre di soci giunti con le loro auto storiche in un tripudio di blazer blu sociali refrattari alla calura praticamente estiva, chiome cotonate e orologi di gran marca – il presidente dell’Asi, Alberto Scuro: <Abbiamo agito nel rispetto della storia effettuando interventi conservativi, curando la pulizia e la lucidatura> ha dichiarato, aggiungendo successivamente che <stiamo valutando di riaprire dopo l’estate avendo come target le scolaresche>. Significative le parole del professor Gino Scaccia, Capo di Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: <Il tratto che accomuna queste auto è la passione di chi le cura come fossero figlie e con la riapertura stiamo cercando di trasmettere questa passione>. Dopo i discorsi di rito e il taglio del nastro tricolore è stato possibile vedere da vicino i veicoli e i materiali conservati nel Museo: tra questi la Fiat 500 A “Topolino” del 1937, la Fiat 508 “Balilla” del 1934, un camioncino Om “Lupetto” del 1962 sezionato a scopo didattico, l’autocarro Fiat 18 BL del 1914 che durante la Grande Guerra fu guidato in versione ambulanza anche da Ernest Hemingway, il prototipo della granturismo Alfa Romeo Montreal, definita all’epoca della presentazione (1967) “la massima aspirazione dell’uomo in fatto di autovetture”. Si tratta di veicoli che hanno contribuito a scrivere pagine di storia e di vita quotidiana italiane, anche le più drammatiche:
conservata come le immagini dei telegiornali la resero tristemente nota – fori di proiettili sul parabrezza inclusi – c’è la Fiat 130 blu ministeriale della strage di via Fani sulla quale viaggiava Aldo Moro con il caposcorta maresciallo Oreste Leonardi e l’autista, appuntato Domenico Ricci quella mattina di marzo del 1978 quando il leader democristiano fu rapito dai brigatisti rossi e gli uomini della scorta trucidati. In occasione della riapertura, è stata portata nel piazzale antistante il Museo un’altra vettura legata ad Aldo Moro e recentemente ritrovata: la sobria Peugeot 403 giardinetta blu carta da zucchero targata Bari appartenuta alla famiglia dello statista pugliese, a bordo della quale fu ritratto con la moglie Eleonora alla guida. Un rinfresco all’aperto cui si è unito anche l’architetto Valerio Moretti – ultimo superstite tra i soci fondatori dell’Asi e autorevole firma della lettratura di settore – ha concluso la mattinata: prima di andare via un ultimo sguardo al salone espositivo dal quale il pubblico è uscito, sperando che presto torni ad affollarsi.
Alessandro Pino

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Sognando Berlino sulla Salaria, rigenerazione temporanea al posto di immondizia e prostitute – di Luciana Miocchi

14 Giu

Presentato giovedì il progetto Citylab971 nei locali della ex cartiera che tornerà a nuova vita per almeno tre anni

 

conferenza stampa di presentazione progetto Citylab971

Sfoglia la gallery  qui: 8988&preview

Dopo aver conosciuto in dieci anni picchi indicibili di degrado, in seguito alla dismissione delle attività della cartiera, prima occupata, poi destinata ad edificio per le emergenze abitative, poi rifugio per gli sfollati dai campi abusivi fino alla chiusura della struttura e afflitta dai miasmi del confinante Tmb, gli edifici di via Salaria 971, di proprietà della Cassa depositi e prestiti saranno destinati a nuova vita, almeno per i prossimi tre anni, grazie al progetto di rigenerazione temporanea “Citylab971” di Urban Value by Ninetynine.

Alla conferenza stampa di presentazione, in una delle due corti interne, sono intervenuti Simone Mazzarelli, Founder e CEO di URBAN VALUE by Ninetynine, la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, il Presidente del III Municipio, Giovanni Caudo e il dottor Lo Prete per la Cassa Depositi e Prestiti.

Cosi ha detto Virginia Raggi : «sono estremamente contenta di essere qui ancora una volta. L’amministrazione riesce ad aprire dei luoghi che per anni sono stati abbandonati. Questo luogo conterrà tantissimi luoghi, all’interno vi sarà un laboratorio che consentirà di far rinascere un pezzo di città che rappresentava il simbolo del degrado. Noi siamo abituati a vedere dei progetti di rinascita molto solidi. Quello che questa amministrazione sta cercando di fare è una rinascita lite. Nella struttura ci sarà l’orto, in un’altra parte, ancora non visitabile ci sarà una biblioteca, dei luoghi dove fare musica, un’area di convivialita»; poi, approfittando dell’argomento, la Sindaca ha parlato del Tmb e di quello che tutti stavano aspettando da mesi: «proprio nell’ ottica della rinascita di oggi, una notizia: come sapete il Tmb salario è stato incendiato a dicembre, da subito l’ amministrazione ha detto che non sarebbe stato ricostruito. Addirittura la popolazione ha richiesto un atto formale, ho inviato una lettera alla regione. L’impegno dell’amministrazione è concreto. Ci riapproprieremo nel più breve tempo possibile del territorio»

Poi è toccato a Giovanni Caudo a parlare, descrivendo le attività che gravano su via Salaria fino a Settebagni e il gran buco creato dal Tmb, con diverse attività che hanno preferito trasferirsi, non ultima Sky e altre che vorrebbero stabilirvicisi, con il probabile arrivo al Salaria Sport Village del ramo giovanile della FIGC: «lunedì scorso in giunta abbiamo aderito totalmente al progetto che ci è stato presentato. Porteremo delle attività partendo da subito. Per il Tmb, ringrazio la Sindaca perché ha fatto un atto definitivo. Sabato portiamo lo stato sociale e sarà una grande festa. Oggi sono veramente contento, mettiamo insieme due cose l’ambizione dei abitanti che hanno lottato per la chiusura del Tmb e la rinascita della Salaria. Sono particolarmente orgoglioso di quello che abbiamo fatto in nemmeno dodici mesi ringrazio i cittadini, molti dell’osservatorio sono qui, noi vogliamo la rinascita della città che è la capitale di uno dei paesi del G7»

Il Ceo di Urban Value, Simone Mazzarelli, ha illustrato nei dettagli l’operazione, che avrà una durata di tre anni, con l’obiettivo di riaprire tutti e ventitremila mq dell’area e verrà a svilupparsi in diverse tappe. «Questo è il sesto progetto di rigenerazione urbana temporanea, siamo assolutamente consapevoli che in questo caso ci troviamo davanti a una sfida estremamente più complessa. Ci troviamo in un’ area ai margini della città, vogliamo che da qui possa partire una rinascita attiva. Il caschetto che vi è stato consegnato (alla stampa, ndr) è simbolico, vuole indicare che il lavoro non sarà limitato allo spazio di queste mura, dobbiamo essere coinvolti e mettere tutti il caschetto. Il lavoro lo deve fare anche la cittadinanza. Se saremo tutti uniti presto diventerà una occasione di rinascita, vi facciamo entrare a lavori non ultimati per dimostrare che molti lavori sono stati fatti e molti si dovranno fare. Porteremo un pubblico eterogeneo, cominciando da quello più giovane perché è il più ricettivo, poi proseguiremo coinvolgendo mano a mano tutti. Il corpo centrale sarà aperto in inverno e lo spazio, grandissimo, esterno la prossima estate. I padiglioni saranno aperti in autunno e avranno anche una biblioteca e uno spazio caffetteria, un museo. Tantissimi i contenuti che si alterneranno. L’obiettivo rinnovare l offerta continuamente, in modo da trovare sempre qualcosa di nuovo. L’Arena estiva parte con il concerto dello stato sociale».

Il dottor Lo Prete, per la proprietà, parla di convergenza tra privato e istituzioni: «mettiamo a disposizione l’operazione immobiliare per il territorio. È un modo di valorizzare gli immobili. Abbiamo verificato l progetto di Urban Value e abbiamo apprezzato che avesse anche a che fare con la tecnologia, con riutilizzo degli spazi. In questo modo potremmo verificare la necessità dei servizi sul territorio e si riporterà l’immobile a una sua dignità.

In chiusura è intervenuto anche l’assessore alla cultura del III Municipio, Christian Raimo, che con il consueto fervore verbale, dopo aver ringraziato il presidente Caudo, ha raccontato il suo sogno non troppo segreto: «Roma potrebbe diventare come Berlino, l’idea di fare di questo posto un luogo per il quartiere e un richiamo internazionale è la nostra ambizione». Tiene a specificare che lo Stato Sociale, già in tour, non terrà un vero concerto ma l’evento sarà un Dj set.Che la sua ambizione sarebbe quella di creare un posto di residenza di teatro e di artisti, un luogo dove fare concerti che possano avere richiamo internazionale.

 

 

CITYLAB 971 si articolerà su 20.000 mq tra spazi interni ed esterni che accoglieranno i vari progetti per i tre anni di attività. La gestione dei contenuti sarà affidata a Visionart, società specializzata in eventi culturali e attività aperte al pubblico.

 

Le attività presentate

ORTO 2.0

Il progetto, a cura della cooperativa agricola Orto 2.0, vedrà la realizzazione di un innovativo orto urbano dove i prodotti potranno essere raccolti dai consumatori direttamente con le proprie mani dalle piante.

AGORÀ

A partire dai primi giorni di luglio la corte nord sarà protagonista del monumentale intervento di arte urbana denominato “AGORÀ”, frutto della collaborazione fra l’associazione “Kill The Pig” e l’artista Emmeu. I circa 1.400 mq delle 4 pareti che si affacciano sul cortile e l’imponente superficie verticale diventeranno lo spazio di lavoro di uno dei più interessanti esponenti dell’arte astratta internazionale.

ART DISTRICT

Il distretto dedicato all’arte sarà composto da tre macro spazi:

  • Il TAM (Temporary Tech Art Museum) – il primo museo esperienziale in Italia dove l’arte si fonde con l’innovazione e le nuove tecnologie;
  • I LABS – laboratori e residenze per artisti italiani e internazionali;
  • LO SHARING SPACE – spazi plurivalenti ad uso di accademie, università̀, istituti, fondazioni, artisti e gallerie, dedicati a workshop, corsi, convegni, eventi ed esposizioni.

ITACA

Sarà la biblioteca dell’ex Cartiera, un vero caffè letterario, il luogo riservato agli incontri culturali.

CORTE 971

I primi spazi a essere riattivati saranno le corti che a partire da sabato 15 giugno con il concerto de “Lo Stato Sociale” si trasformerà in una arena estiva e in uno spazio per incontri ma anche installazioni di visual art, eventi aziendali, aree ludiche, mercatini, festival, sport, fitness, fotografia.

 

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Tante legittime aspirazioni, con un termine di scadenza. Tre anni per decollare, per far rendere il business della cultura perché il Citylab è un progetto privato che deve pagare utenze, locazione e gestione fino a convincere la proprietà che è remunerativo mantenere in piedi il rapporto, oltre a tenere lontane occupazioni sgradite. I mezzi di trasporto pubblico ci sono, anche se andrebbero seriamente implementati e previste delle corse notturne,  Cotral anche da Rieti oltre che dalla provincia e Atac, Tpl, la linea fm1 inspiegabilmente isolata dalla Salaria, potrebbe essere utilizzabile semplicemente riaprendo il sottopasso ferroviario della stazione Fidene davanti all’aeroporto dell’Urbe e poi magari immaginare un ponte pedonale dalla stazione del Nuovo Salario, dopo tutto, ne trarrebbero beneficio soprattutto le realtà lavorative e l’università, facoltà di ingegneria aerospaziale, che si trova a poche centinaia di metri. La riqualificazione dell’ex area Tmb potrebbe attirare un notevole bacino d’utenza, con domande crescenti di servizio. Tutto dipenderà da quali sinergie riusciranno a realizzarsi, tra Comune di Roma Capitale, Municipio, Ferrovie, imprenditori e proprietà. Un disegno urbanistico complesso si ma non del tutto utopistico, in cui sarebbe bello credere e ben oltre i tre anni del progetto a termine.

Mentre parlava l’assessore Raimo, come durante l’intervento della Raggi, si è avvertito molto distintamente anche se in sottofondo, l’odore caratteristico  del Tmb, dopo tutto è ancora dietro il muro perimetrale e ancora con nel ventre scoppiato cinquemila tonnellate di rifiuti bruciati nel rogo di dicembre, in attesa di essere portati via. La speranza che questo progetto decolli davvero è alimentata anche da questo, perchè non torni mai più una fabbrica di immondizia nel bel mezzo di luoghi abitati.

Luciana Miocchi

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fotogallery conferenza stampa rigenerazione urbana temporanea – via salaria 971

14 Giu

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Appuntamento con Nerone alla Villa di Faonte- di Alessandro Pino

18 Mag

ATTENZIONE EVENTO ANNULLATO

[Roma] Tornano gli appuntamenti alla scoperta della grande Storia, quella con la esse maiuscola, legata al territorio dell’attuale Terzo Municipio: il prossimo 19 maggio verrà aperto in via eccezionale al pubblico il complesso archeologico noto come “Villa di Faonte” in via delle Vigne Nuove 212, dove l’imperatore Nerone si suicidò nel 68 dopo Cristo, aiutato da uno schiavo. Gli scavi verranno illustrati da archeologi della soprintendenza statale mentre il noto attore, regista e divulgatore di storia romana Gherardo Dino Ruggiero leggerà il brano di Svetonio che descrive la fuga del quinto imperatore dalla Domus Aurea e la successiva morte. L’apertura è prevista per le undici del mattino. Non è necessaria la prenotazione.
Alessandro Pino

ATTENZIONE EVENTO ANNULLATO

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Sala Agnini: trenta pittori raccontano Monte Sacro e Roma – di Alessandro Pino

17 Mag

[Roma] La sala Agnini – ex Gil- di viale Adriatico 136 ospiterà il prossimo 18 e 19 maggio la mostra collettiva di pittura che chiude la prima edizione del concorso “I Giardini dell’Arte”, organizzato dalla associazione culturale Ferdinando Agnini da un’idea del professor Angelo De Stradis con il patrocinio del Terzo Municipio e il sostegno di alcuni sponsor locali. Trenta gli artisti partecipanti (molti dei quali legati al territorio), impegnati sul tema “Roma, colori, forme, spazi urbani”: «Abbiamo suggerito di bandire un concorso dedicato non solo a Città Giardino e Monte Sacro ma a tutta Roma – spiega Marilena Fineanno, curatrice della manifestazione assieme a Tina Stati – cui potessero partecipare artisti con diverse visioni del mondo e della città che però avessero in comune l’amore per l’arte e il desiderio di esprimersi con il linguaggio della pittura». L’inaugurazione è prevista per le ore 17.
Alessandro Pino