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IV Municipio di Roma capitale: donna muore precipitando nel parcheggio abbandonato

10 Ago

Tragedia a Portonaccio, muore una donna di 37 anni precipitando nei parcheggi abbandonati sotto Largo San Giuseppe Artigiano.

 

 Tiziana Laudani, questo il nome della vittima, è morta la notte scorsa dopo un volo di otto metri, dovuto al cedimento di una grata dei parcheggi sotterranei abbandonati di Largo San Giuseppe Artigiano. La tragedia, avvenuta poco prima delle 23.00, è avvenuta nella stessa  piazza, chiusa al traffico da sette anni per la costruzione dei parcheggi, già sotto sequestro, famosa per le numerose proteste degli attivisti del Comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio.

“Ci piange il cuore sapere che le tante nostre iniziative – dichiara Fabrizio Montanini, presidente del Comitato – non siano riuscite a far riqualificare la piazza più importante del quartiere e a far evitare così questa tragedia. Diverse volte siamo scesi in quei parcheggi per documentarne il degrado, abbiamo organizzato assemble pubbliche e manifestazioni, affisso striscioni di protesta, ma l’Amministrazione ha sempre preferito vederla così, non illuminata e degradata, rimanendo indifferente – continua Montanini – a quei cittadini che pretendono giustamente di vivere un quartiere più sicuro e dignitoso.”

“Come capita troppo spesso – conclude Montanini – ora forse, e solo forse, chi ci governa prenderà in carico questa situazione evitando così altre tragedie.”

Nel tentativo di prestare soccorso alla donna, un uomo di origini nord africane é rimasto ferito. Le sue condizioni non destano preoccupazioni.

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Roma Capitale: al Tiburtino ci si protegge dalle rapine anche con il passaparola

3 Ago

13626527_1729340730674046_2625135247522541839_nSulla bacheca fb di Fabrizio Montanini, presidente del comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio, qualche giorno fa è apparso un post, rigirato da un messaggio che ha ricevuto da una ragazza: “Volevo segnalare questo volantino trovato poco fa dietro la metro Monti Tiburtini. Proprio lunedì sera sono stata protagonista di questo evento per fortuna senza conseguenze grazie all’avvertimento di un Signore in motorino che mi ha urlato di andare via perché era una strada pericolosa indicandomi degli uomini. Due di questi banditi (sono 3) sono stati fermati dai carabinieri dietro la Metro dopo la segnalazione di questo signore che abita lì vicino e da giorni seguiva questa faccenda. Io abito proprio lì dietro quindi da giorni ho molta paura a tornare a casa perché anche se accompagnata questi non hanno vincoli, chiedono telefoni, rubano, e mi hanno detto che provano anche a violentare…
Quindi volevo avvisare lei che so può far divulgare e magari informarsi su quanto accaduto e accade, così da prevenire altre spiacevoli situazioni e affinché le persone che molto spesso parcheggiano la macchina lì dietro facciano attenzione. Grazie!”
Interpellato, Montanini aggiunge: «l’insicurezza è sempre più presente nella vita degli abitanti e dei commercianti del IV Municipio. Si susseguono furti e rapine da parte di quei balori che vivono di microcriminalità. I parcheggi, i parchi e tutti gli spazi pubblici continuano ad essere abbandonati dalle istituzioni e a essere sprovvisti di telecamere di videosorveglianza e di illuminazione soddisfacente. Da parte nostra continuaimo a fronteggiare questa emergenza con i nostri pochi mezzi ad esempio tramite passeggiate di sicurezza notturne. In attesa che la nuova amministrazione inizi ad interessarsi veramente della cittadinanza e a riqualificare in maniera drastica i nostri quartieri»

Luciana Miocchi

 

Quando rubano tutto a una anziana, anche la fiducia – di Alessandro Pino e Luciana Miocchi

3 Ago
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Giordana, Niccolò e Michele

 

 

 

Ci sono reati particolarmente odiosi, di quelli che – pur senza che ci sia stato spargimento di sangue – ti fanno pensare che ormai non c’è più rispetto per niente e per nessuno e che fanno prudere le mani. Come quelli contro bambini e vecchi indifesi. Per esempio, quando ci si approfitta delle malferme condizioni fisiche  e psichiche di una donna anziana per derubarla di ogni suo avere, privandola anche della possibilità di vivere in casa propria. L’ultimo esempio in ordine di tempo arriva in questi giorni da Fonte Nuova, cittadina a nord est della Capitale, dove i Carabinieri hanno tratto in arresto una donna accusata di aver approfittato di una vicina di casa, facendosi nominare procuratrice generale, vendendo tre immobili della donna settantasettenne e intascandone il ricavato, per di più allontanandola di casa e dai suoi affetti, chiudendola in un ospizio o casa di riposo, come si preferisce chiamarlo ora, cercando di ammorbidirne il significato senza cambiare la sostanza. La vittima, Giordana Canti,  con un passato brillante da giornalista e molto nota nella zona, presidente dell’associazione Nuovo Risorgimento, di cui si occupava coadiuvata dal vice presidente Niccolò Carosi, era così caduta nella trappola perfetta costruita da chi si era finta amica disinteressata. Per sua fortuna però, ci hanno pensato alcuni giovani amici di Giordana, che ne avevano improvvisamente perso il contatto giornaliero,  a mandare all’aria il piano criminoso: il regista Michele Vitiello e lo stesso Niccolò Carosi – il primo, presidente e il secondo, vice presidente dell’associazione Roma Restyle, di cui l’anziana è socia onoraria. I due ragazzi hanno capito che qualcosa non andava e si sono mossi allertando anche la trasmissione televisiva “Le Iene” che aveva portato all’attenzione del pubblico la situazione, trasmettendo un servizio nell’aprile scorso, seguito da tantissime segnalazioni. I Carabinieri di Mentana, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Roma,  hanno cominciato ad indagare. Indagini che hanno portato all’arresto ai domiciliari della vicina di casa e anche al sequestro dei beni liquidi sottratti con l’inganno, di cui si era appropriata illeggitimamente . Ora rimane da restituire il maltolto e la serenità a Giordana. Il peggio sembra essere passato.
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

Davide e il suo Friggipizza di Fuorigrotta: il re del cibo di strada si trova a Napoli – di Alessandro Pino

31 Lug

Decenni prima che mangiare qualcosa passeggiando diventasse una moda dai nomi anglofoni (fast food, street food) ed era la pura necessità quotidiana delle persone semplici, lui era già uno degli interpreti più autentici della tradizione partenopea del cibo da strada e ancora oggi lo trovate nella sua botteguccia di via Leopardi nel quartiere di Fuorigrotta : le pareti di piastrelle candide, il 

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classico bancone in acciaio con la vetrinetta che dà sul marciapiede, dietro la quale si trovano pizze fritte, arancini, supplì, frittatine di pasta, calzoni con la ricotta, paste cresciute e altre cose che a solo sentirne il profumo spazzoleresti via in men che non si dica alla faccia di qualunque dieta. Nel quartiere tutti lo conoscono con il suo nome proprio, Davide, senza fare caso a un cognome, Meer, che si direbbe nordeuropeo: «Non so se è franco olandese, olandese, tedesco -. risponde lui – so solo una cosa, sono un grande napulitano». Per i residenti è quasi una istituzione, un punto di riferimento e in tempi di social network ha assunto anche una certa notorietà grazie ai filmati e alle foto diffusi in rete che lo riprendono al lavoro: «Sono cinquantun anni che sto qua, ho iniziato da bambino venendo dal centro perchè io sono dei Quartieri Spagnoli, papà prese questa attività e chiaramente essendo il figlio più grande dovevo dare un aiuto a mia madre e mio padre». Oltre mezzo secolo di attività che «ci ha dato grandi soddisfazioni, per me è stata gratificante la stima di tante tante persone» anche se c’è un po’ di rammarico per come sono cambiate tante cose: «Con gli anni penso che non image

è cambiato solo questo quartiere ma tutto in generale il modo di essere delle persone, perchè io mi ricordo agli inizi la mattina scendevano le nonne, le mamme che mangiavano la pizza con i nipotini. Adesso questo tipo di lavoro non c’è più». E per il  futuro? «Una domanda da cento milioni di euro…voglio stare bene, finchè posso andare avanti in questo modo, poi il resto lo deciderà Quello che è più grande di noi».
Alessandro Pino

L’estate romana 2016 vi aspetta al “Gasometro” – di Alessandro Pino

17 Lug

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E’ iniziata da qualche giorno e proseguirà fino al 17 settembre “Gasometro”, rassegna di cultura, intrattenimento, dibattiti, musica, cinema e arte giunta al suo quarto anno di vita che si svolge a Roma nel quartiere Ostiense, praticamente ai piedi del gazometro diventato da tempo un’icona dell’archeologia industriale e uno dei simboli dello skyline capitolino. La manifestazione si è aperta con una sfilata di moda di presentazione della collezione autunno inverno 2016 – 2017 firmata dall’atelier Pianura Studio, tenutasi sul Ponte della Scienza e presentata dalla speaker radiofonica Alessia Pellegrino. Tanti i volti noti tra il pubblico: la soubrette Stefania Orlando, l’onorevole Michaela Biancofiore, l’attrice Simona Borioni, la conduttrice Barbara Castellani, la scrittrice Iolanda Pomposelli ed è intervenuta anche l’attrice Elena Russo. Insomma, il posto per vivere alla grande questa estate romana è decisamente il “Gasometro”. L’ingresso è da via del Porto Fluviale e dal Ponte della Scienza, dalle 18:30 fino a notte fonda ed è ovviamente possibile ristorarsi presso le strutture allestite appositamente. Informazioni riguardo il calendario degli appuntamenti possono essere reperite sul sito http://www.gasometro.it e sulla omonima pagina di Facebook.
Alessandro Pino

Sfida al Nashville tra i big della pizza – Terzo Municipio della Capitale

16 Giu

Si è tenuta gli scorsi sei e sette giugno presso l’omonimo locale di Bel Poggio (nel Terzo Municipio della Capitale) la prima edizione del “Nashville’s Pizza e Pinsa Trophy”, gara aperta ai migliori specialisti del settore. Organizzatori della manifestazione, il patron del

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Nashville, Abramo Fini – vincitore del “Premio Montesacro 2015” assieme alla compagna Anna Maria Marconi: difficile trovare qualcuno più qualificato di loro, essendo entrambi istruttori della Scuola Nazionale Italiana Pizzaioli di Roma e competitori in gare di livello mondiale: la più recente, i Campionati tenutisi a Parma in cui Anna Maria si è piazzata al secondo posto. Circa image

quaranta i concorrenti giunti da tutta Italia e anche dall’estero, suddivisi per categorie: Pizza classica e alla pala (anche senza glutine), calzone e ripiene, pinsa romana classica e dolce. Alla fine, la giuria coordinata da Enrico Bianchini ha decretato i vincitori:  Salvatore Lioniello per la pizza classica, Camillo Caddeo per la pinsa, Gennaro Nappi per la pizza alla pala, Rocco Pino per il calzone e Matteo Specchio per la senza glutine. Premiato inoltre Antonio Cuomo, concorrente arrivato
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dall’Austria. Il commento di Abramo e Anna Maria dice tutto sulla riuscita dell’iniziative e sull’impegno profuso in essa: «Siamo stanchi morti ma contenti e soddisfatti, è andato tutto secondo le nostre aspettative. Speriamo di aver trasmesso il nostro amore per questo evento, abbiamo cercato di realizzarlo con il massimo della trasparenza e professionalità con l’obiettivo di mettere ogni concorrente a proprio agio». Beh, saranno pure stanchi morti ma Abramo e Anna Maria di fermarsi non ci pensano proprio: «Stiamo già lavorando alla prossima edizione!».
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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“In punta di Donna” in scena al Teatro Italia. Contro ogni forma di violenza alle donne

6 Apr

12919712_10154110623219241_5188105926002607371_nDomenica 3 aprile al Teatro Italia è andata in scena la seconda edizione “In punta di Donna”, rassegna itinerante contro ogni forma di violenza: fisica, verbale, psicologica nei confronti dell’universo femminile.

L’iniziativa, di cui è stata madrina l’Etoile del Teatro dell’Opera di Roma Gaia Straccamore, con il patrocinio del Ministero dell’Interno, della Regione e del Consiglio del Lazio e dall’Assessorato alla cultura del II Municipio; sotto il buon auspicio del presidente del Senato, Pietro Grasso, ha visto esibirsi sul palco numerose accademie di Roma. Da Treviso è arrivata la scuola CLap Project, un gruppo di donne accomunate dal fatto di essere mamme.

La kermesse era iniziata già al mattino, con la presentazione del libro di Alma Minghi La custode dei se.

Novità di questa edizione è stato il Premio Coreografico, assegnato dai ballerini e coreografi Kristian Cellini e Vittorio Di Rocco, qui in veste di giudici, che ha visto la partecipazione di oltre 100 ballerini.

La Bilotta’s Dance Academy si è aggiudicata fuori concorso il trofeo del primo premio coreografico. Premiati inoltre la compagnia “Clap Project”, prima classificata con “Legàmi”(coreografia di Claudia Ponchia), al secondo posto “Moysicos” con “Rose spezzate” (coreografia di Valentina De Luca),seguita da “Centro Dimensione Danza” con “Libere di essere, libere di vivere” (coreografia di Fiorella Voccia). Il Premio Stampa è stato invece conferito a “Moysicos” per “Apriamo gli occhi”, la toccante coreografia di Daniela Bottiglieri.

La kermesse diretta da Giulia Antonini, presentata da Niccolò Carosi e organizzata da Roma Restyle, che opera nel territorio dal 2007, nasce da una idea del suo presidente, il giovane regista Michele Vitiello.

L’iniziativa “In punta di Donna” è legata storicamente alla Susan G. Komen – Italia, organizzazione di volontariato internazionale che opera nella lotta dei tumori al seno, motivo per cui la rassegna mette a disposizione un fondo, destinato alla Komen stessa che a Roma opera nella struttura del Policlinico A. Gemelli.

LM

Nona giornata delle ferrovie NON dimenticate – di Alessandro Pino

19 Mar

Torna l’appuntamento annuale per ricordare, valorizzare e – se possibile – recuperare quel patrimonio di linee ferroviarie presenti nello Stivale (isole comprese) che negli anni è stato

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dismesso, spesso a causa di politiche miopi tese a favorire l’automobile: è la “Giornata delle ferrovie dimenticate” che si terrà il 20 marzo, giunta alla nona edizione in occasione della quale è stato aggiunto  il “Non” a conferma che l’obiettivo prefissato è stato raggiunto nel corso degli anni. Organizzata dalla Confederazione Mobilità Dolce (Co. Mo. Do.) in collaborazione con le Ferrovie dello Stato e la Fondazione Fs , vede come sempre tra le manifestazioni in programma quella alla Ferrovia Museo della stazione di Colonna (nei pressi di Roma) dove sui binari della dismesaa linea lungo la via Casilina che collegava la Capitale al centro termale di Fiuggi sono conservati numerosi rotabili che vi hanno fatto servizio. Le visite si

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svolgeranno dalle 10 alle 17. Altre informazioni su tutte le manifestazioni in programma sono reperibili sui siti ferroviedimenticate.it , ferroviamuseo-colonna.it e sulla pagina Facebook “Ferrovia – Museo Stazione di Colonna”.
Alessandro Pino

Appuntamento con le Alfa Romeo storiche il 27 e 28 febbraio al centro commerciale Roma Est – di Alessandro Pino

25 Feb

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Il fine settimana del 27 e 28 febbraio 2016 il centro commerciale Roma Est ospiterà al primo piano alcune Alfa Romeo storiche appartenenti ai membri della sezione Lazio del Club Cuore Sportivo, uno dei più noti sodalizi legati alla Marca del Biscione. I modelli esposti saranno una Giulia verde, una 1750 bianca e un Gt rosso, quasi a formare patriotticamente la bandiera italiana. Non mancherà inoltre la celebre Alfetta. Domenica 28 dalle 16 alle 18 sarà poi ospite dello stand il pilota Gian Luigi Picchi, attivo negli anni Settanta con le Alfa del reparto corse Autodelta, per raccontare al pubblico di appassionati i suoi ricordi di quegli anni ruggenti.
Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: alla stazione metro B1 Jonio striscione per il parchetto vietato ai ruotodotati

23 Feb

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Straordinari notturni per le mani ignote che hanno sistemato lo striscione di “Anonimus” sui muri di accesso alla stazione metro B1 – Jonio. Il parco pensile é di fatto inaccessibile alle carrozzelle dei disabili motori e alle carrozzine e ai passeggini dei più piccoli, a meno di non provvedersi di una scorta di muscolosi volontari in grado di vincere la ripida salita. Gli ascensori, infatti, non arrivano al piano verde, pare perché cosi previsto da stringenti norme di sicurezza.
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Luciana Miocchi

Settebagni (Terzo Municipio della Capitale): “Arte in Stazione”, atto terzo – di Alessandro Pino

14 Feb

Già interessata negli scorsi mesi dall’installazione di alcune realizzazioni artistiche opera di studenti della locale scuola media, la stazione ferroviaria di

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Settebagni  (Terzo Municipio della Capitale) è stata oggetto in questi giorni di due nuovi interventi grafici promossi dalla associazione di protezione civile N. S. A.  Nucleo Sicurezza Ambientale Roma Nord – finalista al Premio Montesacro 2015 – con la collaborazione della Rete Ferroviaria Italiana nell’ambito del progetto “Arte in stazione – città a colori”. La banchina direzione Fiumicino Aeroporto è ora decorata da un image

simpatico Pinocchio – opera del giovane Andrea Gandini – raffigurato nell’atto di scolpire sé stesso da un tronco, richiamando così anche l’adiacente bassorilievo mosaicato a forma di albero già presente. Le pareti del sottopassaggio pedonale – notoriamente preda di teppisti muniti di pennarelli e bombolette – sono adesso interamente coperte da una serie di interventi dell’artista di fama internazionale noto come Jericho, una cui opera è stata recentemente donata al Dalai Lama durante la sua visita a Roma. I disegni – assai arditi in verità, al punto da lasciare forse perplesso più di qualcuno – raffigurano idealmente dei levrieri in corsa, come fossero passeggeri affannati a prendere il treno al volo. Le opere, che durante la realizzazione erano state illustrate ai passeggeri dai ragazzi del
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locale gruppo scout, sono state inaugurate il 14 febbraio – anche se forse servirà ancora qualche ritocco alla pavimentazione del sottopasso per togliere i residui di pittura – alla presenza della presidente del Consiglio municipale Francesca Leoncini e degli assessori all’Ambiente Gianna Le Donne e ai Lavori Pubblici, Fabio Dionisi. Soddisfatto il dottor Francesco Galvano, l’esperto vicepresidente del Nucleo Sicurezza Ambientale: «Senza la disponibilità di Rete Ferroviaria Italiana, proprietaria della Stazione, tutto questo non sarebbe stato possibile. Rfi conferma il proprio impegno a favore dell’arte e della cultura mettendo a disposizione spazi per installazioni artistiche, dimostrandosi sempre attenta a ogni progetto che possa valorizzare le stazioni».
Alessandro Pino

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Lo charme e lo stile concedono il bis a “Beauty Haute Couture 2.0” – di Alessandro Pino

12 Feb

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I saloni della Accademia L’Oréal di piazza Mignanelli a Roma – praticamente nel salotto di piazza di Spagna – gremiti all’inverosimile lo scorso 10 febbraio sono la testimonianza più efficace del successo riscosso da “Beauty Haute Couture 2.0”, iniziativa organizzata dalla FNM Events di Barbara Molinario, giunta alla seconda edizione. Un percorso dedicato alla bellezza e allo stile, dedicato in DSC_0056particolare a chi sta per compiere il grande passo del matrimonio ma aperto a tutte le rappresentanti del gentil sesso (e ai loro accompagnatori) che hanno avuto modo di provare una nuova acconciatura curata dai migliori professionisti con i prodotti L’Oréal, da abbinare a uno smalto applicato dalle manicuriste della Essie. In attesa del proprio turno (le ospiti sciccose e stilose erano davvero tantissime) niente di meglio che fare un giretto per i locali della Accademia L’Oréal, rischiando davvero di perdere la testa davanti a quanto di meglio ci sia per preparare un matrimonio dalla A alla Z: gli originalissimi e supercolorati bouquet gioiello metallici di Es! by Cristys, i complementi d’arredo Casa Chic, la lingerie Wolford, gli abiti da sposa e da cerimonia di CloyAtelier. Per organizzare una cerimonia al top, indispensabile la consulenza della wedding planner Maria Rosa Borsetti di Decò Eventi e per il viaggio di nozze (ma anche per una vacanza indimenticabile) meglio affidarsi alla agenzia Il Guscio Viaggi. Tra tanta magnificenza, difficile per il reporter mostrare una distaccata nonchalance: meglio DSC_0092 rifocillarsi con uno dei dolci Happy Baking preparati da Kelly Evans e 3Broke Girls, accompagnati da un caffè preparato con le capsule Momento Espresso dopo la performance della poetessa Antonella Pagano accompagnata dalle sue “Metafore d’Arte” (una giacca e un abito decorate dalle sue iscrizioni manoscritte, realizzate da laboratorio orafo D’Orica). Come detto, l’evento – approvato da Pinktrotters, media partner Matrimonio.com e dalla piattaforma specializzata in hostess e steward AlboHostess– ha attirato tantissime ospiti (tra cui l’attrice Simona Borioni), ad accogliere le quali c’era naturalmente dal direttore di FNM Fashion News Magazine, Barbara Molinario, assieme alla sua amica scrittrice Iolanda Pomposelli (autrice del best seller D’altronde…sono uomini!).

Alessandro Pino

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La scrittrice Iolanda Pomposelli

 

 

 

Barbara Molinario

Barbara Molinario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La performance di Antonella Pagano

La performance di Antonella Pagano

 

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L’abito manoscritto con i versi di Antonella Pagano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il salone principale della Accemia L'Oréal

Il salone principale della Accademia L’Oréal

Beauty Haute Couture 2.0: torna a Roma l’appuntamento con la bellezza – di Alessandro Pino

8 Feb

Un vero e proprio percorso di bellezza dedicato alle donne che stanno per sposarsi (ma anche a chi ha già compiuto il grande passo o a chi…non ci pensa proprio ma aperto anche ai

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maschietti più curiosi): è la ricetta di “Beauty Haute Couture 2.0”, evento ultrastiloso dedicato al mondo dell’Haute Couture e dello sposalizio che si terrà il 10 febbraio presso l’Accademia L’Oréal di Roma. Giunta al secondo anno di vita, la manifestazione è organizzata ancora una volta da FNM Events, creatura della ormai celebre pr Barbara Molinario, direttore di FNM Fashion News Magazine. Saranno presenti le realtà più importanti legate al mondo della sposa (dalla cura della persona al ricevimento fino al viaggio di nozze) e verranno presentati nuovi prodotti professionali L’Orèal. Tra gli ospiti hanno già confermato la propria presenza la scrittrice Iolanda Pomposelli che autograferà le copie del suo best seller “D’altronde sono uomini” e la poetessa Antonella Pagano.
L’ingresso (dalle ore 14)avviene su invito e le richieste vanno inviate a Barbara Molinario all’indirizzo bmpressoffice@gmail.com mentre ricordiamo che l’Accademia L’Oréal si trova in piazza Mignanelli 23 a Roma (dietro piazza di Spagna).
Alessandro Pino

Roma Capitale: comitati di quartiere e cittadini si organizzano per dire NO ai roghi tossici

3 Feb

All’ennesimo annunciato blocco del traffico per via dell’aumento delle polveri sottili oltre il livello di guardia si è alzata la protesta, partita dai quartieri della Capitale più colpiti dal fenomeno dei roghi accesi ad ogni ora del giorno e della notte per recuperare in prevalenza il rame contenuto nei cavi elettrici e rivestito di plastica. Lenzuoli sono stati esposti ovunque e rimarranno appesi fuori ad oltranza.

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〈〈Vittime dei roghi tossici e del silenzio istituzionale. Delle colonne di fumo nero alla diossina che si alzano nel cielo delle nostre periferie quotidianamente. A pochi metri dalle nostre case. E non più di 10 km dal Quirinale.
Monta la protesta di migliaia di cittadini. Per questo, numerosi comitati di quartiere e associazioni di Roma, sulla spinta delle continue e persistenti proteste da parte degli abitanti più colpiti dal fenomeno dei roghi tossici provenienti spesso dai campi nomadi disseminati in ogni angolo della città, hanno deciso di attuare una serie di proteste che puntano a sollevare l’attenzione a quella che è ormai una vera e propria emergenza.
Non è più tollerabile il silenzio da parte delle autorità e delle istituzioni, alle quali si chiede di mettere una volta per tutte la parola “fine”.
Le esalazioni nocive sono prodotte in gran parte dagli stessi abitanti degli insediamenti abusivi, o dei villaggi attrezzati della Capitale. Provengono dalla combustione dei rifiuti smaltiti illegalmente o per recuperarne rame e ferro, mettendo in pericolo la salute nostra e dei nostri figli.〈Questa attività illegale, attualmente viene svolta nella più totale indifferenza da parte delle istituzioni che dovrebbero avere a cuore l’incolumità dei cittadini: Prefettura, Regione, Campidoglio e Governo. Quello che a gran voce da anni viene chiesto è il più sacrosanto dei diritti: quello alla salute sancito anche nella Costituzione.
Finora la città ha assistito solo a reazioni timide, saltuarie, inefficaci e dispendiose. Per questo, i cittadini, ormai stremati da tanto immobilismo, hanno deciso di alzare la voce, sotto un unico coordinamento di comitati dal nome “Basta roghi criminali”, mettendo in essere una serie di proteste che si svolgeranno in diversi punti della Capitale.
L’esposizione degli striscioni con la scritta “Basta roghi criminali”, o di semplici lenzuoli bianchi, rappresenta solo l’inizio. La prima di una lunga serie di manifestazioni con l’unico scopo di obbligare le autorità competenti a porvi rimedio. Ci chiediamo dove siano il Prefetto Franco Gabrielli e il Commissario straordinario di Roma Capitale Paolo Tronca. Sicuramente distanti dalla grave situazione in cui versano le periferie romane.
L’unica via d’uscita, secondo il coordinamento che ha natura totalmente apartitica, è il superamento del “sistema campi nomadi”, che sono ormai dei “lager di Stato”. Contrastare il traffico illegale di rifiuti, quelli che alimentano anche le industrie italiane, e che di fatto hanno creato nei nostri quartieri una “terra dei fuochi bis”. URGONO Provvedimenti in nome della legalità. Disponibili ad un tavolo di confronto con le istituzioni di questa città. ROMA E I ROMANI, non hanno più tempo.〉〉

Dice Fabrizio Montanini, presidente del comitato Beltramelli-Meda: 〈〈Ci siamo coordianta la settimana scorsa con buona parte dei comitati su tutto il territorio romano. Seguiranno altre azioni coordinate, se le isituzioni non prenderanno provvedimenti e on dialogheranno con noi〉〉

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Valmelaina – III Municipio di Roma Capitale: oggi i “Ladri di Biciclette” rimarrebbero all’asciutto… – di Luciana Miocchi

1 Feb
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La fontanella di via Scarpanto immortalata in “Ladri di Biciclette” di Vittorio de Sica

Stamattina il Comitato indipendente Valmelaina ha dato notizia di aver protocollato all’ufficio tecnico del Municipio la richiesta del ripristino della fontanella resa famosa da film “ladri di biciclette”, ormai all’asciutto da più di un anno, dai tempi del cantiere della Metro B1, nonostante molti residenti ne abbiano chiesto il ripristino.  Sono state avvistate diverse squadre di tecnici ma fino ad oggi, ufficialmente nessuno ha saputo spiegare perchè il famoso nasone è ancora declassato a semplice monumento di ghisa, non funzionante.

Al Comitato si dicono fiduciosi di una risposta positiva per uno dei simboli della storia del quartiere e del neo realismo cinematografico.

Luciana Miocchi

 

(Si ringrazia Lorella Giribaldi per la foto)

 

Quarto Municipio di Roma: proteste e occupazioni attorno a due centri culturali – di Alessandro Pino

8 Gen

È una complessa vicenda quella che in questi giorni si sta vivendo nel Quarto Municipio di Roma Capitale, incentrata su due centri culturali (quello di largo  Beltramelli in zona Pietralata e quello di via Corinaldo nel quartiere San Basilio, intitolati rispettivamente a Gabriella Ferri e ad Aldo Fabrizi) e alla loro

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sopravvivenza. Le due strutture erano infatti accomunate dalla gestione affidata alla società Zètema fino allo scorso aprile, quando è scaduto l’appalto e hanno seguito sorti differenti: per il “Gabriella Ferri”  sotto la pressione di vari comitati (tra cui quello “Beltramelli – Meda” presieduto da Fabrizio Montanini) era stata accordata una proroga alla gestione Zètema, arrivata fino alla fine di dicembre (per poi terminare definitivamente) durante la quale le attività erano proseguite con spettacoli e altre iniziative. Al momento il centro “Ferri” è chiuso e le chiavi sono state date in consegna al Quarto Municipio. Al momento non ci sarebbero certezze sul destino della struttura e si starebbe creando una cordata di associazioni che avevano partecipato alle iniziative durante la gestione Zètema per poterne ottenere l’affidamento ma dall’amministrazione municipale non sarebbero giunte risposte al riguardo.  Per quanto riguarda il centro “Aldo Fabrizi”, ad aprile era passato in gestione alle Biblioteche di Roma ma i frequentatori notarono alcuni  cambiamenti negativi: la chiusura del punto ristoro annesso alla struttura, la riduzione degli orari di apertura e la cessazione delle attività per i bambini. La vicenda avrebbe allora spinto alcuni residenti a riunirsi in un“Comitato spontaneo cittadini di San Basilio” presieduto dalla signora Maria Verzola e che ha ricevuto il supporto del Comitato Beltramelli Meda. Dopo aver inizialmente svolto un presidio in orari di apertura, si è deciso gli ultimi giorni di dicembre di occupare il punto di ristoro giorno e notte per evitare che diventi terra di nessuno diventando l’ennesimo ritrovo di sbandati o zingari. Una nota “gialla” è stata aggiunta alla vicenda da un episodio che si sarebbe verificato ieri l’altro: alcune persone giunte sul posto avrebbero invitato gli occupanti a terminare ogni collaborazione con il comitato Beltramelli Meda, ricevendo però un rifiuto. Non si è fatta attendere la reazione dei due presidenti di comitato: «Presso la nostra occupazione – ha dichiarato Maria Verzola – ogni persona che viene a supportarci  è ben gradita e noi non chiediamo quale sia il suo colore politico. Fabrizio Montanini ha dato il suo personale contributo alla nostra apolitica battaglia senza mai esternare le sue eventuali bandiere politiche di riferimento, quindi non ci lasciamo intimidire da queste persone che vogliono politicizzare la nostra protesta». A sua volta Fabrizio Montanini ha aggiunto: «Non accettiamo che vengano contrastate quelle sane proteste di quartiere solamente perchè non ci sono i soliti colori politici» ricordando inoltre che si sta promuovendo «una raccolta alimentare presso l’occupazione per le famiglie indigenti del quartiere».
Alessandro Pino

Un caffè e una margherita – racconto rosa di Luciana Miocchi

29 Dic

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Foto di Loredana Stazi

* * *

Un anno straordinario per questo blogghino: quasi sessantamila contatti nel 2015 fanno girare la testa e danno una responsabilità enorme. Nel ringraziarvi virtualmente uno ad uno,  vi lascio un raccontino scritto per scherzo, un paio di anni fa,  che ha incontrato il favore delle amiche a cui l’ho fatto leggere. Spero mi abbiano detto la verità, altrimenti sto per fare una figura cosmica, della quale mi vendicheró ampiamente.
Buona fine 2015, buon inizio 2016.

Un caffè e una margherita

(cprgt Luciana Miocchi 2013)

Si stiracchiò tra le lenzuola, cercando il tepore del piumino che conservava ancora l’impronta e il profumo della pelle dell’uomo con cui l’aveva condiviso. Le ci vollero alcuni istanti per rendersi conto che non aveva sognato e che quello non era il suo letto, non era casa sua.

Per la prima volta in quarantadue anni, Gioanna aveva ceduto all’istinto e non riusciva a spiegarsi razionalmente perché l’avesse fatto. Non le interessava nemmeno, a dire la verità, visto che si era svegliata d’animo disteso come non le capitava da quando aveva preso la decisione di separarsi, dopo aver scoperto di essere sposata con l’uomo più famoso di Roma Nord, una celebrità tra le sue colleghe di lavoro.

Anche Marco era divorziato, una buona posizione in società, costruita con sacrificio e un pizzico di fortuna, impegnato nel sociale e con due figli preadolescenti, belli come il sole. Pure lui con il suo piccolo mondo perfetto esploso in un solo giorno in mille pezzi quando sua moglie gli aveva detto di non amarlo più tanto da continuare a viverci insieme. Erano ad armi pari. Nulla da pretendere, nulla da promettere.

Erano stati compagni di scuola, poi, come gli altri, si erano persi di vista per diciotto anni.
Finito il liceo, ognuno aveva preso la propria strada: il gorgo della vita, dei vent’anni, delle nuove amicizie, degli studi o del lavoro fino a sera inoltrata aveva ingoiato i compagni dell’adolescenza, risputandoli in nuove, reciprocamente ignote, vite. Qualche incontro fortuito, qualche notizia da chi aveva avuto la ventura di rimanere in contatto perché vicino di casa. Nemmeno l’avvento dei cellulari aveva cambiato granché le cose, la confidenza ormai era perduta.. ma con il boom di  Facebook era stato subito un cercare vecchie amicizie, lontani compagni di scuola, vecchi amori.
Era accaduto così, anche per loro. Si erano ritrovati in un gruppo organizzato con l’intento di ricomporre la vecchia classe, diciassette su venticinque, sette non fu possibile recuperarli. Uno, Belli, refrattario come pochi altri alle nuove tecnologie, stanato grazie ad un colpo di fortuna, proprio non ne aveva voluto sentir parlare.. Soprattutto, disse a chi si era preso la briga di contattarlo, non aveva voglia di rivedere nessuno e se si erano persi di vista per più di vent’anni ci doveva essere un motivo.
Nonostante mille difficoltà l’incontro avvenne. In una pizzeria a “Monculomarittima”, scelta per la facilità di parcheggiare e la possibilità di schiamazzare fino a sera tardi.
Forse aveva ragione il Belli, perché dopo dieci minuti le vecchie rivalità erano di nuovo lampanti. Anche la Maraldi e la sua lingua invidiosa non avevano perso il veleno dei sedici anni.
Quasi tutti erano rimasti allineati e coperti nel tentativo di non sfigurare troppo nel confronto con le vite degli altri, tanti saluti cordiali ma poi si tornò a frequentarsi al massimo su fb, dove al limite, si può barare un po’ e infiocchettare meglio le proprie verità.
Gioanna aveva cercato di tenere buoni rapporti con tutti: detestava i conflitti, i dissapori, il tifo da stadio. A lei aveva fatto piacere rivedere pure quella simpaticona della Maraldi. Forse era la nostalgia di un tempo in cui tutte le strade sembravano ancora percorribili, oppure una immodificabile inclinazione caratteriale. Riusciva sempre a trovare
qualcosa di buono in ognuno.
In tutti, tranne che in Marco, nel cui letto si era appena risvegliata. Vent’anni addietro lo trovava bello, troppo per essere presa in considerazione da uno come lui. L’aveva sempre tenuto a debita distanza, giudicandolo fighetto oltre misura, un pavone con il codazzo di squinzie adoranti, uno che studiava il minimo sindacale per non essere rimandato ché sicuramente aveva di meglio da fare. Lui non le aveva mai mostrato il sia pur minimo interesse o così lei aveva sempre creduto. Con il senno di poi doveva riconoscere che non lo aveva mai sentito fare un commento fuori posto su nessuno. Forse non era nemmeno così vuoto come se lo era sempre raccontato. Però non sopportava le battutine acide che riservava alla Muri, obiettivamente diversamente attraente e diversamente simpatica. Non che non avesse ragione ma la bellezza sfacciata che gli era toccata in sorte, secondo Gioanna, gli precludeva la reazione crudele alle parole stupide e cattive di una persona già penalizzata pesantemente dal destino.

Poi un like via l’altro, un post simpatico, una battuta ironica ogni tanto e almeno nel virtuale, lo aveva rivalutato. Vent’anni dopo. Onesto e profondamente buono, anche un po’ ingenuo, a volte.
E quando meno se lo sarebbe aspettato, la rivelazione che l’aveva lasciata di sasso. Lei era stata il sogno fisso di Marco, non solo al liceo ma anche dopo. Nemmeno lui sapeva darle una spiegazione del perché, era così e basta. Tanto che arrivò a confessarle una trentina di posizioni e location diverse in cui  aveva immaginato di far sesso insieme a lei. Dopo aver letto la confidenza nella posta privata, Gioanna aveva riempito una decina di righe con faccine dalla risata sguaiata, cercando di mascherare l’imbarazzo e un pizzico di compiacimento. Seguirono settimane in cui Marco sparì dal mondo virtuale, piccato da quella reazione. Il bello aveva un’anima e lei l’aveva maldestramente ferita. Più nessun contatto fino a quando, durante una notte insonne Gioanna aprì fb sperando che ci fosse qualcuno in linea  e trovò il suo profilo attivo. Gli spedì una faccina contrita con una frase spiritosa di scuse, sperando nel perdono per  quella sua goffa reazione. Finirono per vedere l’alba insieme tra messaggi ambigui e battutacce da gita dell’ultimo anno. Lei, si lasciò sfuggire un “per i sessant’anni mi potrei togliere uno sfizio con te, se ti sarai mantenuto prestante”. Divenne un tormentone.
Seguirono settimane in cui ognuno di loro fece sfoggio di dialettica, erotica e non. Avevano scoperto un’affinità di pensieri e di valori che soprattutto l’incredula Gioanna faticava ad accettare, cercando di tenere al largo possibili complicazioni.
Fino a tre giorni prima di quell’incredibile risveglio.
Marco, dopo non essersi fatto sentire per tutto il giorno, le   scrisse un solo messaggio: “non vorrai davvero aspettare il sessantesimo compleanno?” Lei rispose: “Dopo vent’anni, forse è meglio tenersi l’illusione di un rimpianto che fare i conti con una realtà che potrebbe non essere quella immaginata.” “Assurdi e masochistici pensieri.. In due facciamo quasi un secolo, avrai mica paura della vita, cara la mia diplomatica-non-porto-pena?”
L’ultima frase l’aveva punta sul vivo, in fin dei conti mediare non l’aveva preservata dagli urti della vita. Aveva passato l’esistenza a fare scelte sensate, con il risultato di ritrovarsi a quarant’anni costretta ad amputarsi un pezzo di vita per poter sopravvivere rimanendo se stessa. Con fatica ammise tra sé e sé che Marco la attraeva, lo aveva sempre fatto. Lo aveva messo d’istinto tra i casi pericolosi, quelli che ti fai male appena si profilano all’ orizzonte ed è meglio girargli lontano. Rispose con un “dove e quando” mentre pensava che per una volta perfino lei avrebbe potuto comportarsi da cretina senza testa, una botta e via, come le benefattrici che avevano allietato l’ex marito. Con la differenza che qui non c’era nessuno da far becco, ci aveva già pensato la vita.
Lui la sfidò: “venerdì sera a casa mia. Cucino io. Passo a prenderti alle otto”.  Lei decise che non era tipo da farsi trasportare, preferiva andare con le sue gambe. Sapeva come sarebbe finita, voleva una via di fuga dignitosa per il dopo.
Optò per un jeans e un toppino semplice, la borsa di Guess che si era regalata quando era andata in Tribunale a firmare le carte della separazione e i tronchetti neri con il tacco dodici che la facevano sentire sicura di se stessa. Tanto per non sbagliare, slip e reggiseno bianchi di taglio sportivo. Niente pizzo nero femme fatale, inutile promettere chissà quali peccati mentre lei era fuori esercizio da un bel po’, niente stampe baby dall’intento sabotatorio fin troppo palese. Un bel bianco politically correct, da donna pragmatica che non ha premeditato nulla per il dopocena. Puntuale come sempre, aveva suonato il campanello alle venti in punto, con in mano un mazzo di margherite, in onore di un vecchio soprannome che lui si era guadagnato venendo un giorno a scuola tinto di biondo per scommessa. Era stata calmissima fino a quando non aveva parcheggiato ma poi aveva fatto le scale con il cuore in gola. Forse aveva commesso un errore, forse aveva ragione Belli: se ci siamo persi di vista ci sarà un perché.

Le venne ad aprire la porta con i piedi nudi.
Era ancora bello da levare il fiato, la figura armonica esaltata dalla camicia di lino rossa e dai jeans di taglio regolare. Qualche ruga d’espressione sul viso lo rendeva affascinante come non lo era a vent’anni. Lo sguardo azzurro, cui si accorse di non aver mai prestato eccessiva attenzione, allegro e sincero.
Si salutarono senza abbracciarsi, con un semplice bacio sulle guance, ognuno in attesa di un gesto dell’altro. I fiori furono accolti da un sorriso, tramutato in una sonora risata nell’istante in cui Marco si ricordò del suo ciuffo platino . Finirono nell’unico vaso di quella casa da single ordinato.
Gioanna si rese conto che stava guardando davvero Marco per la prima volta, capendo in quel preciso momento di averlo reso vittima di un pregiudizio legato solo alla propria insicurezza.
La cena rimase sul tavolo.
Non riusciva a ricordare parole tra loro, se non qualcosa di estremamente confuso riguardo le margherite, la mente catturata dall’istante in cui si scambiarono un lungo sguardo intenso, il sorriso negli occhi di lui, il passo avanti di lei, le mani gentili di lui nei capelli, quel fissarsi a vicenda senza bisogno di parole. Il braccio di Marco stretto attorno alla sua vita. Il Bacio con gli occhi negli occhi come a voler sincerarsi della realtà di quel momento. E le loro lingue che si sfiorarono per poi intrecciarsi in una danza liberatrice.
Lei gli accarezzò il viso con dolcezza poi cominciò a slacciargli i bottoni della  camicia, mandando al diavolo la sua vocina interiore che gli suggeriva di comportarsi bene. Lui la strinse a sé facendole sentire l’imperiosità di un desiderio covato per più di vent’anni che le strappò un gemito soddisfatto. Il top volò da qualche parte, perdendosi tra il divano e il tavolo. Con un gesto elegante e apparentemente senza sforzo Marco la sollevò tra le braccia  continuando a baciarla, attraversò il piccolo appartamento fino a giungere al letto di design che aveva scelto di usare nella sua nuova vita solitaria.  Rimasero stesi a lungo a esplorarsi reciprocamente ogni centimetro di pelle con la voracità di chi si è aspettato per troppo tempo. Si concessero una serie interminabile di preliminari appassionati, accordati e armonici come se ognuno di loro fosse capace di leggere le voglie segrete dell’altro. Sapevano entrambi che erano a caccia non di solo sesso ma anche e soprattutto di un posto dove riprendere fiato, trovare comprensione e fiducia, magari complicità e compagnia. L’assurdo reggiseno sportivo di Gioanna non stupì Marco nemmeno un po’. Per lui era sempre stata un libro aperto: coerente fino all’autolesionismo, figurarsi se si fosse presentata in pizzo nero a quella che sapevano entrambi non sarebbe stata una cena di cortesia. Ancora con l’idea che le brave ragazze non la danno al primo appuntamento. Gli spuntò un sorriso che non riuscì a trattenere. Avesse osato allora! Ma lei sembrava una fortezza irraggiungibile, chiusa nella convinzione che lui fosse uno sciupa femmine. All’epoca non avrebbe incassato un no senza rimanerne ferito e aveva preferito lasciar perdere. Prese a mordicchiarla un po’ per gioco e un po’ per vendetta di quel che non fu, lei rispose graffiandogli la schiena con le unghie. Finalmente, accadde l’inevitabile.
Quello che Gioanna non aveva proprio previsto era che poi si sarebbe addormentata di un sonno profondo e soddisfatto, che le aveva fatto aprire gli occhi soltanto l’indomani. Aveva pensato di chiudere quell’incontro dopo un paio di ore con un bacio, un abbraccio e la generica promessa di rivedersi uno di questi giorni. Invece si era ritrovata ad avere il problema di uscire con dignità da quel letto. Voleva solo tenersi un bel ricordo senza pretendere la favola. Ci pensò lui, ancora una volta, a cavarla d’impaccio. Le si parò davanti con un caffè e una margherita – del mazzo che gli aveva regalato lei – sull’orecchio destro. Glielo porse come ringraziamento per avergli fatto passare la prima notte serena dopo tanto tempo a quella parte e non la lasciò alzare prima di averle chiarito che non avendo più vent’anni non sentiva l’esigenza del tutto con promessa per l’eternità, che era disposto a prendere quello che lei gli avrebbe concesso e che non avrebbe mai dovuto dividerlo con nessun altra per tutto il tempo che si fossero frequentati. La vita li aveva segnati troppo entrambi per poterci cadere di nuovo. Gioanna sfilò la margherita dai capelli di Marco con un gesto affettuoso poi se la mise tra i suoi. Bevve lentamente il caffè. Con una sicurezza che mai avrebbe immaginato di avere, lo fissò negli occhi e disse – più a se stessa che a lui –  “perché no?”

Targa toponomastica per terra a Porta di Roma (Terzo Municipio di Roma Capitale) – di Alessandro Pino

22 Dic

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Che sia accaduto per un colpo di vento o per puro vandalismo, la targa toponomastica di via Carlo Campanini (zona Porta di Roma, Terzo Municipio di Roma Capitale) è finita a terra.
Tutto qui per la fotoschifizia di oggi
Alessandro Pino

Premio Internazionale Doc Italy 2015: a Roma il meglio del gusto e dello stile italiano – di Alessandro Pino

11 Dic

Lo stile, il gusto e la cultura italiani celebrati attraverso le personalità e le realtà che meglio li interpretano e li esaltano: questa l’essenza del Premio 

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Internazionale Doc Italy, manifestazione organizzata dalla Ma. Ma. Management di Tiziana Sirna, giunta al terzo anno di vita che si terrà sabato 12 dicembre a Roma nella doppia prestigiosa cornice del Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali e dell’Unar –  Casa delle Regioni. La mattina (ore 11) si terrà nella Sala Cavour del Ministero in via XX Settembre – solitamente riservata a impegni istituzionali eccezionalmente concessa data l’importanza dell’iniziativa –  la premiazione di dodici protagonisti dell’eccellenza tricolore, scelti ognuno nel proprio settore di attività: lo stilista Gianni Molaro come “Ambasciatore della moda”, il Direttore Generale di Altaroma Adriano Franchi come “Promotore della moda Italiana nel mondo”, lo chef stellato Enrico Derflingher come “Ambasciatore del Food”, la sommelier internazionale Elena Orzan come “Ambasciatrice del bere”, la generosa chef e ristoratrice Laura Marciani come “Chef per la solidarietà”, il professor Franco Cotana per la “Sezione ricerca, Promozione, Sviluppo e Innovazioni eccellenti”, le Cantine Viola (creatrici del Moscato Passito di Saracena, vitigno dichiarato Bene Culturale della Calabria e Presidio Slow Food) per il “Patrimonio d’eccellenza”, l’imprenditore caseario Manuel Lombardi per la “Riscoperta delle tradizioni”, il combattivo e appassionato viticultore della Locride Danilo Lavorata per il titolo “Imprenditori promotori dell’eccellenza”, l’esperta di pr e organizzazione eventi Grazia Saporiti per la “Comunicazione e promozione”, Roberto Capecchi e Dario Frega per la “Riscoperta dei sapori e saperi”, il titolare de “La salsamenteria” Roberto Mangione per “Le piccole botteghe d’eccellenza”, il fotografo di moda Paolo Manzini per la “Comunicazione e fotografia”. Nomi eccellenti dunque, individuati e scelti da un Comitato d’Onore degno di un evento di tale portata: Alberto Lupini, Alessandro Scorsone, Stefano Carboni, Fioretta Mari, Emanuela Metri, Cristina Clarizia, Fabio Cassani Pironti, Antonella Freno, Salvatore Spoto, Marco Orlandi, Antonella Ferrari, Elio Frasca, Antonio Palazzo, Alessandro Carnevali, Maria Grazia Passeri, Pasquale Mastracchio, Stefano Cuzzilla e Emilio Mortilla. A presentare la premiazione sarà il collaudato duo formato dalla giornalista della Rai e di Sky Camilla Nata e dall’anchorman Anthony Pet mentre un ulteriore prezioso tocco di classe sarà dato dalla presenza delle “Bottiglie gioiello” create dalla scultrice Paola Crema, vere opere d’arte. Nel pomeriggio (dalle 14) si terrà una degustazione di prodotti tipici di eccellenza presso la “Unar – Casa delle Regioni” in via Ulisse Aldrovandi 16. Web agency dell’evento è la Kma di Fabio Fileri e Francesco Magistro. Ulteriori informazioni possono essere richieste chiamando il 389 1337765.
Alessandro Pino

Proteste per il centro di accoglienza al Tiburtino III – Quarto Municipio di Roma Capitale

23 Nov

I nodi di una accoglienza all’ingrosso, attuata senza averne i mezzi e scaricandone spesso le conseguenze su aree già disagiate per conto loro, stanno venendo

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sempre più al pettine come dimostra quanto accaduto lo scorso 23 ottobre al Tiburtino III, nel Quarto Municipio di Roma Capitale. Nel tardo pomeriggio un gruppo di residenti – circa una cinquantina, facenti capo al Comitato spontaneo “Difendiamo il nostro quartiere” e

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accompagnati  dal senatore di Forza Italia Francesco Aracri – ha raggiunto il centro di accoglienza in via del Frantoio per accertarsi delle condizioni della struttura la cui presenza già era stata oggetto di proteste, indirizzate non tanto agli ospiti della struttura ma a chi nelle stanze dei bottoni di fatto innesca situazioni potenzialmente esplosive.
A. P.